SEGRETARIATO
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ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO                  

 

 

 


I fatti e gli eventi ecumenici più importanti come riportati dall'omonima rubrica dell'ultimo numero de Il Regno Attualità.

Italia – Ospitalità eucaristica

Nel mese di giugno il foglio Ospitalità eucaristica, curato dal gruppo ecumenico «Spezzare il pane» di Torino, lancia un documento scritto dai teologi Paolo Ricca e Giovanni Cereti, rispettivamente valdese e cattolico, per definire i punti di essenziale convergenza riguardo alla Cena del Signore. Datati 25 maggio, secondo gli estensori i punti condivisi fanno sì che «sia possibile a ogni persona cristiana battezzata, in obbedienza alla propria coscienza e rimanendo in piena solidarietà con la propria Chiesa, essere accolti come graditi ospiti in ogni mensa cristiana in cui si celebri la Cena del Signore». Il testo si trova sul sito della NEV www.nev.it: bit.ly/2XsWvnm.

Taizé – Violenze sessuali

Il 4 giugno la Comunità monastica ecumenica di Taizé, che ogni anno raduna migliaia di giovani da tutto il mondo proponendo una convivenza di preghiera e riflessione, rivela la presenza di segnalazioni secondo le quali decenni fa tre membri avrebbero commesso violenze sessuali su degli adolescenti. Si tratterebbe di uno o due casi tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta. D’accordo con gli interessati, alcuni dei quali avevano già contattato la comunità diversi anni fa, ora viene informata la Procura. Secondo quanto affermato da frère Alois, il superiore della comunità, «questa rivelazione è parte della nostra ricerca della verità, che è iniziata ascoltando le vittime». L’intento è anche quello di incoraggiare altre vittime, qualora vi fossero, a mettersi in contatto con la comunità.

Lettonia – Vescovi ortodossi

In Lettonia solo i cittadini lettoni che vivono nella repubblica baltica da almeno dieci anni potranno diventare vescovi ortodossi. Il Parlamento di Riga il 6 giugno prende questa decisione circa la Chiesa ortodossa lettone, che dipende dal Patriarcato di Mosca, per tutelare la Chiesa da «potenziali influssi stranieri» (ovvero russi). Alla Chiesa ortodossa appartiene il 18,7% della popolazione; la guida dal 1990 il metropolita Alessandro di Riga e di tutta la Lettonia (nato nel paese).

Luterani – Dati e cifre

Nel corso della riunione del Consiglio della Federazione luterana mondiale (FLM), che si tiene a Ginevra dal 13 al 18 giugno, l’organizzazione stabilisce di mantenere la sede nella città svizzera, anche se nell’ambito di un progetto di razionalizzazione dei conti aveva valutato la possibilità di spostarla altrove. Pubblica poi un bilancio delle attività del 2018: il numero delle Chiese membro è cresciuto di 3, per un totale di 148 in 99 paesi. Nelle relazioni ecumeniche, in particolare, ha adottato degli Impegni nella via ecumenica verso la comunione ecclesiale; ha completato una fase del dialogo con le Chiese ortodosse orientali e un dialogo trilaterale con la Chiesa cattolica e la Conferenza mennonita mondiale. Infine ha avviato un nuovo modello di dialogo con gli anglicani, più centrato sulla cooperazione pratica che sul confronto teologico.

Germania – Kirchentag

La grande manifestazione biennale delle Chiese evangeliche tedesche, denominata Kirchentag, si tiene quest’anno a Dortmund dal 19 al 23 giugno sul tema «Che fiducia è quella nella quale confidi? (2Re 18,19)». Ai 2.400 tra incontri di preghiera, dibattiti politici ed eventi culturali partecipano 120.000 persone. Tra i temi dominanti vi è stato quello del cambiamento climatico e del salvataggio dei profughi nel Mediterraneo. Tra le personalità politiche non erano stati invitati i rappresentanti di Alternative für Deutschland (AfD). Il prossimo mega-raduno sarà il III Kirchentag ecumenico, che sarà organizzato congiuntamente dal Kirchentag evangelico e dal Comitato centrale dei cattolici tedeschi, e si svolgerà dal 12 al 16 maggio 2021 a Francoforte sul Meno.

Ucraina – La nuova Chiesa ortodossa è divisa

La nuova Chiesa ortodossa d’Ucraina (OCU), nata sei mesi fa con la concessione dell’indipendenza da parte del Patriarcato di Costantinopoli, è divisa a causa dei tentativi di Filarete Denisenko di disconoscere gli accordi in base ai quali la OCU era nata e l’indipendenza dalla Chiesa di Mosca era stata concessa. Il 20 giugno Filarete, il cui titolo di «patriarca» in base agli accordi è solo onorifico, convoca un Sinodo dell’ormai disciolto «Patriarcato di Kiev» e consacra due nuovi vescovi, sostenendo che il Patriarcato è ancora presente. L’OCU a sua volta convoca un Sinodo il 24 giugno, che toglie a Filarete l’amministrazione della diocesi di Kiev. Poiché Filarete pare avere sempre meno seguito, la sua progressiva emarginazione può essere positiva sia come segno di autonomia d’azione di Epifanios, primate dell’OCU, dal suo patrono d’un tempo, sia come preludio a un migliore rapporto con l’altra Chiesa ortodossa che è in Ucraina, cioè quella legata a Mosca, e con le altre Chiese autocefale ortodosse, che ancora non hanno riconosciuto l’OCU.

Francesco dona a Bartolomeo I la reliquia di Pietro

Il 28 giugno come ogni anno Francesco riceve una delegazione del Patriarcato Ecumenico in occasione della festa degli apostoli Pietro e Paolo (29). Quest’anno la delegazione è guidata dall’arcivescovo Job di Telmesso, che è co-presidente della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. Nella lettera del patriarca ecumenico Bartolomeo I, che Job legge al papa, viene espressa la speranza che la prossima riunione della Commissione (a Bose, in novembre) riesca a concludere una bozza di testo sul primato e la sinodalità nel secondo millennio e oggi, per discuterlo alla prossima plenaria. Significa che il patriarca ecumenico ritiene che la Commissione proseguirà il suo lavoro anche se mancheranno i delegati del Patriarcato di Mosca. Papa Francesco, per parte sua, invia a Bartolomeo per il tramite di Job una preziosissima reliquia di Pietro: dei frammenti di ossa rinvenuti sotto la basilica di San Pietro in una cavità recante in greco la scritta «Petros eni (Pietro qui)». Ricevendole il patriarca Bartolomeo commenta: «Papa Francesco ha compiuto questo grandioso, fraterno, storico gesto di donarci i frammenti della reliquia di san Pietro, il fondatore della Chiesa di Roma (…) e ne sono profondamente commosso. È stata una decisione coraggiosa e ardita di papa Francesco verso la Chiesa di Costantinopoli, per la quale gli esprimiamo la nostra gratitudine».

Daniela Sala