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ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICHE E LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO                  

 

 

 


I fatti e gli eventi ecumenici più importanti come riportati dall'omonima rubrica dell'ultimo numero de Il Regno Attualità.

Lega musulmana mondiale – Anniversario della Dichiarazione di Abu Dhabi

In occasione del primo anniversario della Dichiarazione sulla fratellanza umana, firmata da papa Francesco e dal grande imam dell‘Università di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, la Lega musulmana mondiale organizza a Zagabria in Croazia, paese presidente di turno del Consiglio dell‘Unione Europea, il 4 e 5 febbraio una conferenza internazionale sul tema «La fratellanza umana per promuovere la sicurezza e la pace». Sono presenti il presidente dell’Ufficio per l’islam del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, mons. Khaled Akasheh, il presidente della Conferenza episcopale e il nunzio apostolico in Croazia, le rappresentanze dei muftì e dei leader religiosi musulmani d’Europa e della comunità ebraica.

Santa Sede e CEC – Dialogo interreligioso

Il 6 e 7 febbraio si tiene a Ginevra e nella vicina Bossey l’incontro annuale tra il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso e il Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC). Le due delegazioni stanno lavorando sulla bozza di un documento congiunto intitolato Servizio comune in un mondo ferito. Verso la solidarietà interreligiosa. I due organismi collaborano dal 1977 e hanno dato vita a diverse pubblicazioni comuni, come Preghiera interreligiosa (1994), Riflessioni sul matrimonio interreligioso (1997), Testimonianza cristiana in un mondo multi-religioso ed Educazione per la pace in un mondo multi-religioso.

Chiesa d’Inghilterra – Razzismo e indennizzi per violenze

Il Sinodo generale della Chiesa d’Inghilterra si raduna dal 10 al 13 febbraio e approva una dichiarazione di pentimento per il «razzismo conscio e inconscio» nei confronti dei credenti non bianchi. L’arcivescovo di Canterbury Justin Welby dichiara anzi che la Chiesa d’Inghilterra è «ancora profondamente razzista a livello istituzionale». Il Sinodo generale decide quindi di nominare un’autorità indipendente per garantire una maggiore partecipazione delle minoranze etniche in tutte le aree della vita della Chiesa. Il Sinodo approva un decreto a favore di un indennizzo per le violenze subite in ambito ecclesiale da minori o persone vulnerabili: secondo i dati del National Safeguarding Team della Chiesa d’Inghilterra relativi al 2015-2017 (bit.ly/2Io5EZp), si tratta di oltre 3.000 casi.

Chiesa ortodossa russa – Hilarion da papa Francesco

In occasione della sua visita a Roma per commemorare il 4o anniversario dell’incontro tra papa Francesco e il patriarca Cirillo della Chiesa ortodossa russa (12 febbraio 2016), il 13 febbraio viene ricevuto dal papa il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca. L’incontro si concentra sull’attuale rapporto tra la Chiesa cattolica e il Patriarcato di Mosca, ed è l’occasione per richiamare l’importanza della collaborazione sviluppata tra le due Chiese attraverso l’impegno del Gruppo misto di lavoro per il coordinamento dei progetti culturali e sociali, che è stato costituito nel 2016 ed è co-presieduto da Hilarion stesso e dal card. Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Particolare rilievo viene attribuito allo scambio di visite tra giovani sacerdoti della Chiesa cattolica e del Patriarcato di Mosca.

Santa Sede – Chiese ortodosse orientali

Dal 15 al 22 febbraio per la prima volta, su invito del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, una delegazione di giovani sacerdoti e monaci provenienti dalle diverse Chiese ortodosse orientali partecipa a una visita di studio volta ad approfondire la loro conoscenza della Chiesa cattolica (sul modello sperimentato con la Chiesa ortodossa russa, vedi sopra). Diciotto monaci e sacerdoti da Egitto, Armenia, dal Libano, Siria, India e Etiopia, nominati dai capi delle rispettive Chiese (Chiesa ortodossa copta, Chiesa apostolica armena – sede di Etchmiadzin e sede di Cilicia –, Chiesa siro-ortodossa di Antiochia, Chiesa ortodossa etiopica e Chiesa ortodossa sira malankarese), partecipano all’iniziativa, e il 21 sono ricevuti in udienza dal papa.

Italia – Religioni e coronavirus

Alle misure d’emergenza disposte dalle autorità pubbliche italiane a partire dal 23 febbraio, in seguito al diffondersi del nuovo coronavirus in Italia, diverse Chiese cristiane e comunità religiose presenti in Italia reagiscono con piena adesione e invitando i propri fedeli ad adottare comportamenti responsabili. I battisti il 24 febbraio chiedono alle proprie Chiese e comunità d’interrompere i culti e le attività liturgiche per almeno una settimana. La Tavola valdese (bit.ly/39vJXT1) il 28 febbraio scrive ai fedeli ricordando che «osservare le misure di precauzione è un modo per prendersi cura della società in cui viviamo (…) è assumersi la propria responsabilità civile». L’Unione delle comunità islamiche d’Italia (UCOII) il 6 marzo, dopo una prima indicazione del 22 febbraio, invita tutte le proprie comunità a chiudere fino a nuova comunicazione, e tutti i fedeli a «rispettare scrupolosamente queste indicazioni sanitarie» (bit.ly/2TrQHM8).

Chiese ortodosse – Incontro di Amman

Il tentativo di mediazione portato avanti dal patriarca Teofilo III di Gerusalemme per risolvere la crisi tra le Chiese ortodosse – originata dalla concessione dell’indipendenza alla Chiesa ortodossa d’Ucraina (OCU) all’inizio del 2019 – porta scarso frutto. All’incontro di Amman in Giordania del 27 febbraio manca la maggior parte dei leader delle 14 (15 con la contestata OCU) Chiese autocefale ortodosse, e soprattutto – come scontato – manca il patriarca ecumenico Bartolomeo I. Sono invece presenti il patriarca russo Cirillo, il patriarca Teofilo, il patriarca ortodosso serbo Irinej; la Chiesa ortodossa romena e quella polacca sono rappresentate da vescovi e non dai rispettivi primati, quella di Cechia e Slovacchia dal metropolita Rastislav. In una dichiarazione finale le delegazioni affermano che per risolvere il conflitto tra le Chiese in Ucraina e tra Mosca e Costantinopoli è necessario un dialogo panortodosso e auspicano che un tale incontro si possa attuare nel corso dell’anno.

Daniela Sala