I fatti e gli eventi ecumenici più importanti come riportati dall'omonima rubrica dell'ultimo numero de Il Regno Attualità.

Dialogo battista-cattolico

Il dialogo internazionale battista-cattolico, sponsorizzato dall’Alleanza battista mondiale e dal Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, tiene la V e ultima sessione della III fase a Roma dall’11 al 17 dicembre 2022; in essa conclude il rapporto intitolato La dinamica del Vangelo e la testimonianza della Chiesa oggi. I precedenti resoconti delle conversazioni tra la Chiesa cattolica e l’Alleanza battista mondiale sono Chiamati a essere testimoni di Cristo nel mondo di oggi (1988) e La parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa (2013).

Dialogo tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa sira malankarese

Il 13 dicembre la Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa sira malankarese tiene il suo XXX incontro a Kottayam, nello stato indiano del Kerala, dopo un rinvio di due anni a causa del COVID. Tra gli altri temi la Commissione riflette sulla necessità di pubblicare testi catechistici comuni nell’attuale crisi di trasmissione della fede.

Dialogo cristiano-musulmano sciita

Nel marzo 2023, due anni dopo la visita di papa Francesco in Iraq, si terrà una conferenza sul dialogo cristiano-sciita. Lo riferisce il 13 dicembre l’agenzia d’informazione Pro Oriente. Il card. Louis Raphael Sako ha ricevuto a Baghdad una delegazione di importanti studiosi sciiti di Najaf per confrontarsi sull’organizzazione dell’evento. Durante la sua visita in Iraq, dal 5 all’8 marzo 2021, papa Francesco aveva chiesto sforzi congiunti da parte di tutte le religioni e gruppi etnici per liberare il paese dalle ferite della guerra e della pandemia, e aveva incontrato il grande ayatollah Ali al-Sistani a Najaf (il primo incontro tra un papa e la più alta autorità sciita). Si apprende inoltre che le autorità locali hanno approvato la costruzione di un centro di dialogo interreligioso a Ur, che comprenderà luoghi di culto cristiani, islamici ed ebraici, oltre a quelli di altre religioni, e una sala per il dialogo interreligioso. Verrà costruita anche una chiesa che conterrà una sala d’incontro per i pellegrini intitolata a papa Francesco.

Incontro delle Chiese di tradizione siriaca

Per la prima volta il 16 dicembre s’incontrano i capi delle Chiese di tradizione siriaca presso la sede del Patriarcato siro ortodosso ad Atchaneh, in Libano, per «consultarsi insieme sulle condizioni e sui problemi delle comunità cristiane in Medio Oriente alla luce del comune patrimonio spirituale». Ne dà notizia l’agenzia Fides. All’incontro, convocato dal patriarca siro ortodosso Mar Ignatius Aphrem II, prendono parte tra gli altri il patriarca siro cattolico Ignace Youssif III Younan, il patriarca maronita Béchara Boutros Raï, il patriarca assiro Mar Awa III e il patriarca caldeo Luis Raphael Sako. Alla vigilia, in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva Tele Lumière-Noursat, Mar Ignatius Aphrem II aveva sottolineato la singolarità dell’incontro, che puntava a trovare insieme le vie per custodire e rivendicare l’attualità del comune patrimonio spirituale e teologico di matrice siriaca, rappresentato da grandi figure del cristianesimo dei primi secoli, come sant’Efrem il Siro. A settembre il patriarca caldeo Sako aveva ribadito il desiderio che la Chiesa caldea e la Chiesa assira dell’Oriente entrassero in comunione ecclesiale. La proposta è stata respinta dal patriarca assiro Mar Awa III in un’intervista a Fides. «A mio avviso – ha detto – la proposta del patriarca Sako è la seguente: i due patriarchi, quello caldeo e quello assiro, si dimettono dalle loro cariche e i vescovi assiri e caldei eleggono congiuntamente un altro patriarca della Chiesa d’Oriente, che deve essere in comunione gerarchica con il papa. Questa procedura non mi sembra praticabile».

CEC e KEK – Armenia

Il Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) e la Conferenza delle Chiese europee (KEK), in una lettera inviata il 19 dicembre al responsabile della politica estera dell’Unione Europea Josep Borrell, denunciano il blocco della regione di etnia armena di Artsakh/Nagorno-Karabakh da parte dell’Azerbaigian e le gravi violazioni dei diritti umani contro gli armeni da parte delle forze militari e di sicurezza dell’Azerbaigian, ed esortano l’UE a perseguire tutte le iniziative diplomatiche possibili per assicurare che l’Azerbaigian riapra il corridoio di Lachin e fornisca adeguate garanzie che rimanga aperto.

Chiesa ortodossa di Cipro – Nuovo primate

L’elezione del nuovo primate della Chiesa ortodossa di Cipro, dopo la morte di Chrysostomos II in novembre, avviene il 24 dicembre, quando il Santo Sinodo sceglie per la carica il vescovo di Paphos, Georgios (Papachrysostomou), nella terna indicata dai fedeli il 18 dicembre. Nonostante il fatto che dal voto dei fedeli fosse risultato primo Anastasio di Limassol, quello che ha fatto propendere per la scelta di Georgios, in maggiore continuità con il predecessore anche nella vicinanza al Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, è stato il convergere di tutti gli altri vescovi candidatisi (eccetto Anastasio) su di lui.

Taizé – Incontro europeo dei giovani

Si tiene a Rostock, in Germania, dal 28 dicembre al 1° gennaio l’incontro europeo dei giovani organizzato dalla comunità ecumenica di Taizé, nella consueta formula per la prima volta dopo il COVID. Partecipano circa 5.000 giovani, ben lontano dai numeri del periodo pre-pandemia. Una delle meditazioni è tenuta dall’ex presidente tedesco Joachim Gauck, che era un pastore protestante a Rostock negli anni della Repubblica democratica tedesca (la DDR), e che ha invitato all’impegno sociale. «Io sono uno che è sfuggito alle tenebre», ha detto, riferendosi alla propria storia. All’inizio di dicembre in una dichiarazione frère Alois aveva affermato che la comunità cristiana di Taizé continuerà ad agire con forza contro ogni forma di abuso spirituale e sessuale, esprimendo il proprio rammarico per il fatto che «la mancanza di trasparenza e di fermezza nel trattare questi casi» abbia aumentato il dolore delle persone colpite. Nel 2019 si era saputo che i membri della confraternita avevano commesso violenze sessuali.

Daniela Sala