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ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICHE E LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO                  

 

 

 


Ortodossia – Continua la mediazione per ristabilire l’unità

Anche nel mese di maggio prosegue la mediazione dell’arcivescovo ortodosso di Cipro Chrisostomos II per risolvere la frattura tra le Chiese ortodosse, nata in seguito alla concessione dell’indipendenza (autocefalia) alla Chiesa ortodossa d’Ucraina (OCU) da parte del Patriarcato Ecumenico. Il 18 incontra il patriarca Ireneo di Serbia, il 20 il patriarca di Bulgaria Neofit, il 21 l’arcivescovo di Atene Ieronymos II. Dopo gli incontri esprime il parere che il riconoscimento della nuova Chiesa indipendente dovrebbe provenire da una decisione comune di tutte le Chiese, non da decisioni singole che avrebbero l’effetto di dividere l’ortodossia tra Chiese allineate a Costantinopoli e Chiese allineate a Mosca. Fa sapere anche che – su richiesta del metropolita Hilarion – incontrerà a Cipro anche l’esponente della Chiesa ortodossa russa. Secondo molti, potrebbe proporre al Patriarcato di Mosca di riconoscere l’autocefalia della Chiesa ortodossa ucraina – Patriarcato di Mosca, in cambio dell’adesione di tutte le Chiese ortodosse a una bozza d’accordo, sospesa prima del Concilio di Creta, in cui si stabilisce che l’autocefalia di una Chiesa può essere concessa solo con l’accordo di tutte le Chiese ortodosse. Se il Patriarcato di Mosca concedesse l’autocefalia alla «sua» Chiesa ucraina, questa potrebbe infine unificarsi con l’OCU. Intanto anche il patriarca ecumenico Bartolomeo I incontra il metropolita della Chiesa ortodossa polacca Sawa e l’arcivescovo di Atene. Nel frattempo in Ucraina avviene uno sviluppo di rilievo: viene ordinato nell’OCU, con la partecipazione del metropolita Emmanuel di Francia (Patriarcato Ecumenico), un nuovo vescovo, che proviene dalla Chiesa di Grecia. Sarà il primo vescovo la cui ordinazione sarà canonicamente valida per tutte le Chiese ortodosse, e potrà in prospettiva risolvere (eventualmente anche attraverso l’espediente delle «ordinazioni condizionali») il problema della canonicità delle ordinazioni degli attuali vescovi dell’OCU, messa in dubbio dalle altre Chiese ortodosse e quindi ritenuta un ostacolo al riconoscimento della nuova Chiesa.

Ortodossia – Nuovo arcivescovo per l’America

Dopo le dimissioni il 4 maggio dell’arcivescovo Demetrio, che ha guidato per 20 anni l’arcidiocesi d’America del Patriarcato Ecumenico, l’11 il Santo Sinodo di Costantinopoli annuncia l’elezione del metropolita Elpidoforo di Bursa come suo successore. La scelta risulta unanime e compiuta «seguendo il suggerimento, il permesso e l’esortazione» del patriarca Bartolomeo. Elpidoforo, teologo turco, 51 anni, è uno dei più accesi sostenitori di un primato non solo «d’onore» del patriarca di Costantinopoli. Ci sono voci secondo le quali è uno dei principali candidati alla successione di Bartolomeo I; tuttavia è anche legato da amicizia personale all’arcivescovo Hilarion di Volokolamsk della Chiesa ortodossa russa.

Chiese ortodosse – Viaggi del papa in Bulgaria e Romania

Nel mese di maggio papa Francesco visita due grandi paesi dell’Est europeo a maggioranza ortodossa. Dal 5 al 7 è in Bulgaria, dove il Santo Sinodo ortodosso ha stabilito di non partecipare a celebrazioni comuni. Dal 31 maggio al 2 giugno è in Romania, dove il 31 maggio nella nuova cattedrale di Bucarest cattolici e ortodossi pregano il Padre nostro, tuttavia non insieme ma gli uni dopo gli altri. Nel volo di ritorno, parlando con i giornalisti, il papa ammette però di aver pregato anche mentre veniva recitato il Padre nostro in romeno. Nel suo discorso nella cattedrale il patriarca Daniel ringrazia il papa per l’aiuto che i fedeli romeni della diaspora ricevono in Italia.

Dialogo ebraico-cristiano – Stereotipi sui farisei

Un Convegno internazionale viene organizzato dal Pontificio istituto biblico in collaborazione con la Pontificia università gregoriana a Roma dal 7 al 9 maggio sul tema «Gesù e i farisei: un riesame interdisciplinare».

Buddhisti – La Santa Sede per il Vesakh

In occasione della festa buddhista del Vesakh, che commemora la nascita e il risveglio del Buddha, l’11 maggio il segretario (oggi presidente) del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso mons. Miguel Ángel Ayuso Guixot invia un messaggio ai fedeli buddhisti, intitolato Cristiani e buddhisti: promuovere la dignità e l’uguaglianza dei diritti delle donne e delle bambine. È ispirato al Documento sulla fratellanza umana firmato ad Abu Dhabi da papa Francesco e dall’imam di Al-Azhar Ahmad al-Tayyib in febbraio. Nella violenza contro le donne, afferma, «una speciale responsabilità incombe su coloro che hanno autorità e rivestono posizioni di responsabilità nell’incoraggiare i loro seguaci a sostenere la dignità delle donne e delle ragazze e difendere i loro diritti fondamentali».

CEC – Pontificio consiglio per il dialogo

Il Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) e il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, nel corso di una conferenza su «Promuovere la pace insieme» presso il Centro ecumenico di Ginevra, presentano il 21 maggio un documento intitolato Educazione alla pace in un mondo multireligioso. Una prospettiva cristiana. Il secondo centro d’interesse della conferenza – come punto di riferimento per la promozione della pace da parte delle religioni – è il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato da papa Francesco e dal grande imam di Al-Azhar Ahmed Al-Tayyib il 4 febbraio ad Abu Dhabi.

Centro anglicano di Roma – Nuovo direttore

Il 24 maggio i governatori del Centro anglicano di Roma annunciano la nomina del nuovo direttore, dopo che il precedente, l’arcivescovo Bernard Ntahoturi, si era dimesso in seguito all’accusa di molestie sessuali. Il nuovo direttore – che agirà come rappresentante dell’arcivescovo di Canterbury nelle relazioni con la Santa Sede – è l’arcivescovo Ian Ernest, 65 anni, vescovo di Mauritius. Egli fa parte anche dell’«unità operativa» messa in piedi dall’arcivescovo Welby nel 2016 per affrontare i problemi tra le province della Comunione anglicana. Il suo ultimo compito come vescovo di Mauritius sarà accogliere il papa nell’isola in settembre.

Daniela Sala