SEGRETARIATO
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ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICHE E LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO                  

 

 

 


Vienna – Attacco terroristico
La Comunità di fede islamica in Austria (IGGÖ) in un comunicato su Facebook si dichiara «profondamente colpita e sbalordita» per l’attacco terroristico del 2 novembre nel centro di Vienna, in cui un simpatizzante del sedicente Stato islamico ha ucciso 4 persone e ferito altre 23. Anche l’Unione delle comunità musulmane d’Italia (UCOII) condanna l’attentato. «Siamo vicini a Vienna perché questo è un attacco che colpisce tutti, anche noi e i nostri valori come europei musulmani», scrive il presidente dell’UCOII Yassine Lafram su Twitter. Il segretario generale ad interim del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC), Ioan Sauca, esprime orrore per l’attentato e la richiesta a «Dio misericordioso di porre fine alla violenza e allo spargimento di sangue». E ricorda eventi analoghi avvenuti nello stesso giorno in Etiopia e in Afghanistan, ribadendo una condanna categorica di tutti questi attacchi e di tutti i tentativi di giustificare la violenza «religiosamente».

Ebraismo – Muore il rabbino Jonathan Sacks
Si spegne a Londra il 7 novembre a 72 anni per una malattia incurabile l’ex rabbino capo di fama mondiale lord Jonathan Sacks, già interlocutore di Benedetto XVI e attore importante nel dialogo ebraico-cristiano. Il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici di Inghilterra e Galles, il card. Vincent Nichols, in una lettera di condoglianze alla comunità ebraica mondiale afferma che lui stesso ha «perso un amico, gli ebrei un grande leader e l’umanità un difensore eloquente» di alcune delle «più grandi verità dell’umanità», spesso dimenticate, condivise da ebrei e cristiani. Il presidente israeliano Reuven Rivlin afferma: «Ricorderemo sempre i suoi avvertimenti contro la violenza nel nome di Dio e la sua convinzione che abbiamo il potere di guarire un mondo distrutto». Era nato a Londra l’8 marzo 1948 e aveva studiato Filosofia a Cambridge. Dal 1991 al 2013 era stato rabbino capo dell’Unione delle comunità ortodosse del Regno Unito e del Commonwealth. A proposito della crisi da coronavirus, aveva detto a marzo che non riusciva a ricordare un momento della sua vita in cui tutta l’umanità avesse gli stessi problemi nello stesso momento, e che la sua speranza era che essa si riconoscesse come un’unica famiglia umana.

Ebraismo – Muore Renzo Gattegna
Il 10 novembre si spegne a Roma, dove era nato nel 1939, Renzo Gattegna, protagonista dell’ebraismo italiano degli ultimi decenni. Fra i vari incarichi era stato presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane dal 2006 al 2016 e a lungo consigliere della Comunità ebraica di Roma.

Religioni per la pace – Donne e fede
Dal 10 al 13 novembre si tiene a Lindau, in Germania, la I Assemblea mondiale su «Donne, fede e diplomazia», organizzata dalla fondazione internazionale Religioni per la pace (già Conferenza mondiale delle religioni per la pace, WCRP). L’evento si conclude con un appello a rafforzare le donne nella lotta contro la violenza.

Bartolomeo I – Presidente Biden e Pompeo
Il patriarca ecumenico ortodosso Bartolomeo I il 10 novembre manifesta «gioia ed entusiasmo» per la vittoria di Joe Biden nelle elezioni presidenziali statunitensi in una lettera di congratulazioni a Biden, di cui parla Orthodox Times. Noto come il «patriarca verde», egli sottolinea in particolare gli annunci di Biden per un maggiore impegno per la tutela dell’ambiente e del clima, e ricorda le aspettative dei tanti «assetati di libertà religiosa, calpestati nei loro diritti umani e che anelano alla libertà e alla giustizia», incluse le comunità religiose del Medio Oriente. Il nuovo presidente USA e il patriarca ecumenico si conoscono già personalmente per via degli incontri, negli USA e a Istanbul, quando Biden era vicepresidente. Il 17 novembre, Bartolomeo riceve la visita del segretario di stato USA dell’amministrazione Trump Mike Pompeo, che dichiara su Twitter che il patriarca rappresenta «un partner chiave» negli sforzi «per difendere la libertà religiosa in tutto il mondo».

Santa Sede – Festa induista del Diwali
Per la festa indù di Diwali (o Deepawali), che si celebra quest’anno il 14 novembre, la Santa Sede attraverso il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso invia come ogni anno un messaggio di auguri. Il messaggio di quest’anno, pubblicato il 6 novembre, s’intitola Cristiani e induisti: riaccendiamo un clima positivo e di speranza durante la pandemia da COVID-19 e oltre e invita gli induisti a condividere speranza e solidarietà di fronte alla pandemia. Gli induisti sono la terza più grande comunità religiosa al mondo dopo cristiani e musulmani.

Dialogo cattolici – Discepoli di Cristo
Il rapporto finale della Commissione per il dialogo tra i Discepoli di Cristo e la Chiesa cattolica, intitolato Fate questo in memoria di me: cristiani formati e trasformati dall’eucaristia, viene pubblicato l’11 novembre (bit.ly/2KsVGKM) e chiude la 5a fase di dialogo (2014-2018). Su proposta della Commissione, la 6a sarà dedicata a una riflessione sul «ministero». Come consuetudine, il rapporto finale è pubblicato insieme a un commento cattolico (bit.ly/2K5XWHV), redatto da Gilles Routhier dell’Università di Laval, Canada.

Chiesa ortodossa serba – Morte di Irinej
Il 20 novembre muore per COVID-19 all’età di 90 anni Irinej di Nis, al secolo Miroslav Gavrilović, patriarca della Chiesa ortodossa serba. Si era impegnato nell’ecumenismo e si era speso per una visita del papa in Serbia nel 2013, bocciata poi dal Santo Sinodo. Con Irinej la Chiesa serba ortodossa ha mantenuto la sua linea tradizionale verso il Kosovo: contraria a qualsiasi riconoscimento delle istituzioni di Pristina e volta a difendere il patrimonio religioso, artistico e culturale serbo nell’ex provincia serba. Negli ultimi anni aveva dichiarato di sostenere l’avvicinamento della Serbia all’Unione Europea «se l’UE rispetta l’identità, la cultura e la religione serbe». Si apre ora la partita della successione. Tra i principali candidati ci sono Irinej Bulović, vescovo di Bačka, e il più giovane Porfirije, metropolita di Zagabria e Lubiana, secondo alcuni commentatori opzione preferita dal presidente serbo Vučić. Potenziali candidati sono anche Joanikije, stretto collaboratore del defunto Amfilohije, e il vescovo Grigorije, capo dell’eparchia di Düsseldorf e di tutta la Germania, visto come la vera speranza di rinnovamento della Chiesa ortodossa serba.

Daniela Sala