SEGRETARIATO
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ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO                  

 

 

 


Germania – Finanziamento dell’islam

In gennaio si discute in Germania, nell’ambito del forum di dibattito sull’islam nel paese avviato a novembre, su un possibile finanziamento dell’islam attraverso una «tassa per le moschee», come per la Chiesa cattolica e quella protestante, per sostenerne le attività e i luoghi di culto. La proposta, secondo i media tedeschi, oltre a essere sostenuta da esponenti dell’islam liberale vedrebbe l’accordo delle tre forze della grande coalizione al governo. La condizione è che le moschee si dotino dello status formale di ente pubblico. Nelle intenzioni dei promotori questo sarebbe un passo importante verso la trasparenza e l’indipendenza della religione islamica, che oggi si finanzia con le donazioni dei fedeli o di stati esteri.

Pakistan – Dichiarazione di Islamabad

Nel corso della Seerat-e-Rehmat-ul-Alameen Conference, riunita a Islamabad in Pakistan sotto l’egida del Consiglio pakistano degli ulema, l’8 gennaio più di 500 predicatori islamici firmano la Dichiarazione di Islamabad contro il terrorismo islamico, le violenze compiute in nome della religione e le fatwa emesse dagli ulema radicali. Èun fatto rilevante per il paese, segnato da continui attentati contro le minoranze, non solo cristiane ma anche degli ahmadi e degli sciiti. Il documento è in 7 punti e contiene elementi rilevanti per la libertà religiosa, riconoscendo che il Pakistan è un paese multi-etnico e multi-religioso.

Fede e costituzione – Recezione di La Chiesa: verso una visione comune

Dall’8 al 12 gennaio s’incontra presso l’Istituto ecumenico di Bossey un gruppo di studio della commissione Fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) per continuare il lavoro di recezione delle risposte al secondo documento di convergenza del 2013 La Chiesa: verso una visione comune (Regno-doc. 19,2013,577). Il gruppo di studio sta seguendo il progresso del dialogo multilaterale sulla Chiesa attraverso le risposte ufficiali giunte da parte di Chiese, organismi ecumenici, teologi, università e altri: sinora 74. A questo punto la maggior parte delle risposte è stata analizzata, e il gruppo è passato a identificare i temi chiave più divisivi tra quelli emersi.

CEC – 11a Assemblea in Germania

Si terrà a Karlsruhe, in Germania, nel 2021 l’11a Assemblea del CEC, e avrà come tema «L’amore di Cristo muove il mondo verso la riconciliazione e l’unità». Lo ha deciso in un incontro tenutosi a Cipro dal 9 al 16 gennaio il Comitato preparatorio dell’Assemblea. L’evento radunerà 775 delegati di tutte le Chiese membro del CEC.

CEC – Accuse di antisemitismo

Il 14 gennaio il CEC pubblica una lettera aperta in risposta a un nuovo rapporto dell’istituto di ricerca NGO Monitor. In esso veniva criticato il Programma di accompagnamento ecumenico in Palestina e Israele (EAPPI), definito «il campo di addestramento del CEC per l’advocacy anti-Israele», affermando che «incarna l’antisemitismo, secondo la definizione pratica dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’olocausto (IHRA)». Il CEC risponde che «fin dalla sua assemblea fondativa nel 1948, il CEC ha denunciato l’antisemitismo come un peccato contro Dio e contro l’umanità, e il CEC mantiene con forza questa posizione». Rispetto alla definizione d’antisemitismo, precisa che «le linee guida dell’IHRA fanno riferimento alla “applicazione di un doppio standard, chiedendo (a Israele) un comportamento che non ci si attende o non si esige da alcun’altra nazione democratica”. Il CEC si attende che tutte le nazioni rispettino e applichino i diritti umani internazionali e i principi del diritto umanitario».

Regno Unito – Anglicani e cattolici

A Leicester, cittadina con una lunga tradizione di dialogo interreligioso, il 16 e 17 gennaio 27 vescovi anglicani e altrettanti vescovi cattolici s’incontrano per una due giorni di convivenza ecumenica. È un appuntamento che ricorre ogni due o tre anni e consente ai partecipanti d’avviare rapporti d’amicizia e collaborazione. Al centro dell’incontro la dichiarazione della III Commissione internazionale anglicana – cattolica romana (ARCIC III) intitolata Camminare insieme sulla strada. Imparare a essere la Chiesa – Locale, regionale, universale, che inaugura il metodo dell’ecumenismo recettivo: discernere ciò che appare trascurato o sottovalutato nella propria tradizione e chiedersi se questi elementi sono stati articolati meglio nell’altra.

Francesco – Delegazione ecumenica finlandese

Come ogni anno, durante la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, il 19 gennaio, papa Francesco riceve in udienza una delegazione della Chiesa luterana della Finlandia in occasione del suo pellegrinaggio ecumenico a Roma. Rivolgendosi agli ospiti il papa ricorda che «possiamo essere certi che, se saremo docili, lo Spirito Santo ci guiderà in modi che oggi neppure immaginiamo». Tuttavia «siamo intanto chiamati a fare tutto ciò che possiamo per favorire l’incontro e per risolvere nella carità malintesi, ostilità e pregiudizi che per secoli hanno viziato i nostri rapporti». A questo proposito loda la recente dichiarazione della Commissione di dialogo luterano-cattolica di Finlandia intitolata Comunione in crescita. Dichiarazione su Chiesa, eucaristia e ministero.

Italia – Appello ecumenico Restiamo umani

Il 22 gennaio, durante la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, cattolici ed evangelici lanciano l’appello Restiamo umani, per riaffermare la testimonianza cristiana d’accoglienza. È firmato da mons. Stefano Russo, segretario generale della CEI, dal pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, e dal pastore Luca M. Negro, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. L’appello chiede ai cittadini e alla politica un cambiamento del linguaggio sull’immigrazione, un robusto ampliamento dei corridoi umanitari, e che sia garantito ai migranti il soccorso in mare. Il documento si chiude con un appello a costruire consenso intorno a «una piattaforma minima di istanze e procedure condivise».

Daniela Sala