Il presidente uscente, Piero Stefani - con un ricordo di Maria Vingiani e una relazione sugli antigiudaismi cristiani e l’antisemitismo razziale - e diverse socie e soci del SAE dal 3 all’8 dicembre hanno partecipato al XLI Colloquio ebraico-cristiano di Camaldoli sul tema “Yeshua/Gesù e Israele”. Sul tema pubblichiamo un’intervista di Laura Caffagnini al pastore Daniele Garrone, docente di Antico Testamento alla Facoltà valdese di teologia di Roma.

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Con la comunicazione del verbale della Commissione Elettorale a tutte le Socie e ai Soci del SAE si è formalmente conclusa la procedura di rinnovo delle cariche associative secondo quanto previsto dallo Statuto recentemente aggiornato.

Per la prima volta una socia valdese assume la Presidenza del SAE, un segno importante per un cammino associativo che fin dai primi anni della propria storia ha assunto la laicità e l’interconfessionalità come elementi caratterizzanti della scelta di testimonianza e della proposta di servizio ecumenico nella realtà italiana.

Oltre alla Presidente Erica Sfredda, compongono il nuovo CE, l’organo esecutivo dell’Associazione, Simone Morandini, Donatella Saroglia, Livia Gavarini, Francesca Del Corso.

Il Presidente Piero Stefani ed il CE uscente esprimono un grande ringraziamento alla commissione elettorale per il suo scrupoloso lavoro e rivolgono i più sentiti auguri di buon lavoro ai neoeletti, sono ben note all’Associazione sia la loro dedizione al SAE sia la loro competenza.

Come previsto dallo Statuto, le nuove cariche entreranno nel pieno delle loro funzioni per il prossimo quadriennio a partire dal 1° gennaio 2022.

La neo eletta ha indirizzato alle Socie e ai Soci dell'associazione la seguente lettera:

 

Non te l'ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non ti
spaventare e non ti sgomentare, perché il
SIGNORE, il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai (Giosuè 1:9)

Cari soci e care socie, cari fratelli e care sorelle,
è con molta gioia, ma anche molta emozione che mi accingo a scrivervi due righe di saluto all’indomani delle elezioni e alla vigilia dell’inizio del mio nuovo incarico all’interno della nostra associazione.
Sopra di me sento lo sguardo, da tanti di voi evocato in questi giorni, di Maria e di Marianita, e di tutti i fratelli e sorelle che ci hanno preceduto nella pace del Signore e che hanno dato tanto tempo ed energie alla crescita dell’ecumenismo in Italia, a cominciare da don Luigi Sartori e dal pastore Renzo Bertalot; di fronte a loro mi sento molto intimorita, perché so bene che l’incarico a cui vado incontro sarà complesso e difficile, pieno di incognite e asperità. Ma so anche che non mancheranno le gioie profonde e gli entusiasmi, e mi tranquillizza profondamente il pensiero che accanto a me ci sarà un bel gruppo di persone piene di doni e di voglia di fare, sui quali so di poter contare. Penso ai nuovi eletti, Donatella, Francesca, Livia e Simone, ma anche al vecchio CE, con Piero, Anna, Daniela e Stefano, che hanno promesso di aiutarci ben oltre il termine del 31 dicembre, e poi a Antonio, Elza, Pietro e Susanna, che si erano messi in gioco e che erano disponibili alla presidenza e al lavoro nel Comitato, e naturalmente ad Annamaria e Daniela, senza le quali molte delle nostre attività non sarebbero possibili. So di poter contare sulle loro capacità, sul loro amore per l’associazione e, più ancora, per l’ecumenismo, sulla loro generosa disponibilità e questo mi rassicura. Inoltre, conto sui responsabili dei gruppi locali e su tutti e tutte voi, soci e socie: il mio obiettivo è arrivare a conoscervi personalmente e quindi ho l’intenzione, quando sarò in carica, di viaggiare per incontrare tutte le realtà locali, da Palermo alle Valli Valdesi. Avrete pazienza sui miei ritmi non sempre ottimali, dal momento che ho ancora un lavoro a tempo pieno, ma davvero non vedo l’ora di visitare tutti e ciascuno.
Voglio sin d’ora conoscere le vostre attività, perciò scrivetemi, raccontatemi cosa fate, qual è la vostra storia e quali progetti avete in questa delicata (ma anche gioiosa!) fase di ripartenza dopo l’incubo COVID. Insieme vivremo il prossimo Convegno di Primavera e la Sessione estiva, ma anche le numerose attività che in questi ultimi anni sono partite e che vorrei che potessero continuare con lo stesso slancio del passato: penso a tutto il lavoro sull’intercomunione, ma anche agli importanti sviluppi degli studi di genere e contro la violenza sulle donne, e ancora al tema della salvaguardia del Creato. Rendendo protagonisti quelli tra noi che lo vogliono, adulti, adultissimi, ma anche di mezza età, nel fiore degli anni e giovani. Come sapete, penso che i giovani non siano il nostro futuro, ma il nostro oggi, nel quale abitano insieme a chi è più grande.
Infine, spero riusciremo anche a condividere le dinamiche interne alle nostre chiese: la difficoltà e la fatica della disaffezione e dello svuotamento di molte realtà ecclesiastiche occidentali, il processo entusiasmante della sinodalità all’interno della Chiesa cattolica, o quello difficile, ma fondante, che alcune chiese protestanti chiamano “Essere Chiesa Insieme” e che riguarda la costruzione di una nuova Chiesa comune con i fratelli e le sorelle migranti. Essere fratelli e sorelle significa anche questo: conoscersi e accompagnarsi, con rispetto e sollecitudine, nei processi che gli uni e le altre attraversano.
Come vedete ho grandi speranze, ma so che con il vostro aiuto potremo proseguire l’entusiasmante e coraggioso viaggio iniziato da Maria Vingiani nel secolo scorso!
Vi abbraccio tutti e tutte con profonda sororità

Erica

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Al termine del suo mandato di presidente dell nostra associazione, Piero Stefani ha rilasciato un'intervista a Sabina Baral per chiesavaldese.org che è stata pubblicata anche da Riforma.it e dall'agenzia nev.it. In essa si parla di libri, di Bibbia, di ecumenismo e dialogo, di fede e di speranza. Ma anche di ministeri aperti alle donne e di ospitalità eucaristica.

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Ad un anno dalla sua scomparsa, il SAE ricorda con grande affetto e gratitudine l'amico Amos Luzzatto (1928-2020). Il modo più bello per ricordarlo è continuare a studiare insieme a lui, per questo segnaliamo che la casa editrice Garzanti pubblica nuovamente il suo saggio “Il posto degli ebrei” (Einaudi 2005), con una prefazione di Milena Santerini. Moked, il portale dell'ebraismo italiano, ha pubblicato in proposito un articolo di Gadi Luzzatto Voghera, direttore Fondazione CDEC.

Scarica l'articolo o vai alla pagina di Moked

L’Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne, il 18 agosto, vista la tragica evoluzione della situazione afghana, ha emesso un comunicato in cui esprime forte apprensione per il popolo e in particolare per le donne, e sostegno alla resistenza e al coraggio delle donne afghane.
Chiede che la salvaguardia delle donne rappresenti il primo punto in agenda e si unisce alla richiesta di corridoi umanitari e di ogni altra iniziativa atta a mettere in sicurezza vite umane.

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La Federazione delle Donne Evangeliche in Italia (FDEI) e il Segretariato Attività Ecumeniche (SAE) invitano alla celebrazione ecumenica di Pentecoste “In ascolto della Rùach”, che si terrà online domenica 23 maggio alle 16. L’appuntamento nasce dal desiderio di proseguire l’esperienza feconda condivisa in occasione della Giornata mondiale di preghiera (GMP) online dello scorso marzo, organizzata con GMP Italia/Svizzera italiana e altre realtà cristiane (www.youtube.com/watch?v=zVYz5CAEw14&t=1s).

La celebrazione sarà un’esperienza di preghiera, narrazioni e gesti a partire dalla domanda “cos’è la Pentecoste” per l’assemblea celebrante riunita virtualmente. L’ascolto della Parola e la sua interiorizzazione nel canto sfoceranno nel racconto di frammenti di vita da diversi angoli della terra e nelle lettere alle chiese d’Italia e d’Europa, invito a cristiane e cristiani a lasciarsi purificare dal fuoco dello Spirito.

Nella locandina le istruzioni per partecipare. Vi aspettiamo!

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Domenica 7 marzo 2021, di pomeriggio, quasi 350 persone hanno partecipato alla celebrazione ecumenica nazionale online della Giornata Mondiale di Preghiera (GMP), quest'anno preparata dalle donne cristiane di Vanuatu attorno al tema: Costruisci su solide fondamenta (cfr. Matteo 7:24-27).

La celebrazione italiana online è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra il Comitato italiano della GMP e quello della Svizzera italiana, la Federazione Donne Evangeliche in Italia (FDEI), il Segretariato Attività Ecumeniche (SAE), le Clarisse di Lovere, con la partecipazione di donne delle Comunità di Base di molte città.
La piattaforma digitale e il supporto tecnico sono stati offerti dallo staff di ZoomWorship.

È stato un momento molto intenso e apprezzato, di preghiera e condivisione ecumenica, secondo il motto della GMP: informarsi per pregare, pregare per agire.

Di seguito, pubblichiamo:

 

Il 22 aprile cade il 20° anniversario della firma della Charta Oecumenica. Nell'occasione il Metropolita Polykarpos, Arcivescovo d’Italia ed Esarca per l’Europa Meridionale (Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia); Gualtiero Cardinale Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana; il Pastore Luca Maria Negro, Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia hanno rilasciato una dichiarazione congiuinta che trovate in allegato.

Vai al testo della dichiarazione
Vai al testo della Charta

Un Pesach in famiglia - Serena Di Nepi

Pesach, la Pasqua ebraica, ha sempre una dimensione familiare. Quest'anno lo ha ancora di più; per un motivo esterno, la pandemia, e uno interno, la successione diretta tra il sabato e i giorni festivi. Un tempo di riflessione che apre alla speranza.

 

(Serena Di Nepi, PhD, professore associato in storia moderna nel Dipartimento di Storia, Culture, Religioni dell'Università di Roma La Sapienza)



La pietra rimossa - Cristina Simonelli

La mattina di Pasqua le donne, andate per ungere un corpo morto, si chiedono: chi ci farà rotolare la pietra? La pietra è stata rimossa, la vita è uscita dal sepolcro. Ci è dato sperare e ci è chiesto di impegnarci per sgombrare il cammino umano dai massi che lo bloccano.

 

(Cristina Simonelli, presidente del Coordinamento teologhe italiane. Insegna teologia patristica a Verona e a Milano)

Lunedì 22 marzo alle 19:30 si terrà il quarto incontro online organizzato dagli autori del libro Ospitalità eucaristica: in cammino verso l'unità dei cristiani. Il tema sarà:

ESPERIENZE DI OSPITALITÀ EUCARISTICA

Parteciperanno:
Guido DOTTI (Segretario della Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso del Piemonte e Valle d’Aosta)
Emmanuele PASCHETTO (Pastore battista emerito)
Ulrike JOURDAN (Pastora metodista e direttrice della rivista “La Scuola Domenicale”)
Antonietta POTENTE (Teologa e religiosa domenicana)
Luca Maria NEGRO (Pastore battista ad Albano Laziale e Grosseto, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia)
Antonio SQUITIERI (Pastore metodista emerito)

Vai alla locandina dell'iniziativa.

Maggiori informazioni sull'intero ciclo di incontri nella apposita pagina dedicata all'Ospitalità eucaristica

Il 5 marzo ricorre la Giornata Mondiale di Preghiera.
Molti gruppi SAE che in passato organizzavano incontri di preghiera a livello locale anche in questa occasione, come lo scorso anno, sono in difficoltà a celebrare la giornata a causa della pandemia.
Il comitato nazionale GMP invece, insieme alla FDEI (Federazione Donne Evangeliche in Italia), il SAE e le Clarisse di Lovere hanno promosso un

incontro di preghiera in videoconferenza
domenica 7 marzo alle 15

a cui vi invitiamo a partecipare.

Maggiori informazioni sulla locandina allegata

Due eventi di studio online   
26 febbraio e 1 marzo 2021

Gli incontri saranno trasmessi in streaming:
youtube.com/channel/UCHBo67LgHYtSyij2BrTUqDA  

L’Università Ca’ Foscari Venezia – Dipartimento di Studi Umanistici, il SAE - Segretariato Attività Ecumeniche, l’Istituto di Studi Ecumenici “San Bernardino”, l’Associazione Amici di don Germano e la Famiglia Vingiani promuovono due eventi di studio online dedicati alla figura di Maria Vingiani (1921-2020).

M.Vingiani ha attraversato da protagonista un secolo di dialogo, sia sul versante ecumenico che su quello ebraico-cristiano. Ripercorrere alcuni passaggi chiave della sua esistenza significa quindi esplorare figure, momenti, dimensioni del profondo rinnovamento delle relazioni che in tali ambiti ha fatto seguito al Concilio Vaticano II.

Le due giornate di studio, in occasione dei cento anni dalla sua nascita (28 febbraio 1921) si pongono come avvio di un percorso di approfondimento della sua figura. I promotori ritengono, infatti, che la memoria e la comprensione della sua storia siano di grande rilievo, anche per ripensare le dinamiche del dialogo in questo tempo. Alla ricostruzione storica di alcuni passaggi chiave si affiancheranno le testimonianze di alcuni/e che con lei hanno condiviso momenti di tali cammini di dialogo.

Nel primo incontro (26 febbraio 2021) lo storico M. Velati presenterà il profilo biografico di Maria Vingiani, a seguire esponenti delle diverse Chiese cristiane che hanno lavorato con lei (Paolo Ricca, Facoltà Teologica Valdese;  Traian Valdman, Chiesa Ortodossa Rumena; Donatella Saroglia, Comitato Esecutivo SAE; Tecle Vetrali ofm, Istituto di Studi Ecumenici “San Bernardino”) ne ricorderanno il pensiero e l’azione ecumenica.

Nel secondo (1 marzo 2021) Gadi Voghera Luzzatto (Direttore CDEC - Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea)  e Piero Stefani (Presidente Nazionale SAE) ricostruiranno il suo contributo al dialogo ebraico-cristiano. Ne offriranno poi testimonianza Andrea Yaakov Lattes (Yaad Academic College, Tel Aviv - Presidente ASSEI Associazione israeliana per lo Studio della Storia degli Ebrei in Italia) Meo Gnocchi (già Presidente Nazionale SAE Segretariato Attività Ecumeniche).

I due incontri saranno moderati rispettivamente da Anna Urbani del Comitato Esecutivo SAE e da Giovanni Vian, Dipartimento di Studi Umanistici, Università Ca’ Foscari Venezia.

Gli incontri avranno entrambi inizio alle ore 17 e potranno essere seguiti in streaming sul canale YouTube dell’Università Cà Foscari accessibile dal link presente nella locandina allegata.

La foto nel programma ritrae Maria Vingiani allora Assessore alle Belle Arti del Comune di venezia assieme al patriarca Roncalli.


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   Vi è un passo della Tregua (ripreso  in  I sommersi e i salvati ) nel quale Primo Levi  parla della vergogna provata dai soldati russi all'atto della liberazione di Auschwitz: “Era la stessa vergogna a noi ben nota, quella che ci sommergeva dopo le selezioni, ed ogni volta che ci toccava assistere o sottostare a un oltraggio [...] quella che il giusto prova davanti alla colpa commessa da altrui, e gli rimorde che esista, che sia stata introdotta irrevocabilmente nel mondo delle cose che esistono, e che la sua volontà sia stata nulla o scarsa, e non abbia valso a difesa”.  
Domenica 7 febbraio, pur in situazione oggettivamente imparagonabile alla precedente, la sensazione è stata affine:  si è dovuto interrompere l'incontro in ricordo di Amos Luzzatto  organizzato dal SAE di Venezia, dalla Comunità Evangelica Luterana di Venezia e dal Beit Venezia Casa della Cultura Ebraica. Per via telematica e coperti dall'anonimato degli hacker hanno immesso in rete immagini di Hitler, bestemmie, slogan antisemiti, scene porno e varie altre forme di disturbo. In un periodo in cui le persone fisiche si  radunano con difficoltà, la violenza trova altri canali per esprimersi. La memoria di un uomo che ha dedicato la propria vita alla giustizia, al dialogo, a curare e incontrare esseri umani è stata offesa e umiliata.

   L'imbarazzo degli organizzatori per non aver innalzato barriere telematiche sufficientemente selettive è comprensibile; a loro va la nostra solidarietà. C'è anche vergogna. La dovrebbero provare loro, la proviamo invece noi. Loro, al contrario, si vanteranno dell'impresa. Simili fenomeni non ci erano ignoti;  un conto  però è sentirli riferiti, altro patirli in diretta senza essere in grado di porvi argine. Siamo abbattuti ma non rassegnati. Anche noi  però  sentiamo vergogna per il fatto che «la nostra volontà sia stata scarsa o nulla e non abbia valso a difesa». Avvertiamo acutamente il fallimento, sia pure parziale, dell'impegno formativo presente nella parte migliore della società italiana.  

  Proviamo vergogna proprio perché non cediamo. Se ci rassegnassimo non avvertiremmo più alcun pungolo e lo sdegno sarebbe acquietato: si sa, il mondo è fatto così. Invece continueremo per la nostra strada e denunceremo (c'è chi vi provvederà, opportunamente, anche sul piano legale). L'incontro sarà ripetuto in maniera più protetta: anche  la telematica ha ormai bisogno di baluardi difensivi. Con tutto ciò un senso di umiliazione è stato inscritto ancora una volta  nelle cose che esistono. Quando si è obbligati a proteggersi si diffida, per definizione, del proprio prossimo. È realistico, ma anche antitetico ai valori di umana comprensione che vorremo affermati.  Rinunciare e rintanarsi in piccoli circoli amicali significherebbe però cedere alla violenza e ciò sarebbe una contraddizione ancora maggiore rispetto al nostro comune impegno.

Ripubblicato sulla rivista SeFeR un articolo di Clara Achille Cesarini del 2003


  Sefer in ebraico vuol dire «libro»; ma è anche la sigla con cui è conosciuta e si autopresenta (in caratteri ebraici) la rivista Studi, Fatti, Ricerche (si tenga conto delle iniziali). L'ultimo numero pubblicato è il 172 - ottobre-dicembre 2020.  Dalla cifra si comprende subito che la sua vita è sufficientemente lunga: la registrazione del tribunale di Milano risale al 1978.  La prima anima dell'impresa fu Maria Baxiu (1924-1982),  poi il riferimento per eccellenza fu, per molti anni, Paolo De Benedetti; nel tempo vi hanno però lavorato molte altre persone, basti ricordare l'infaticabile opera redazionale di Marisa Chiocchetti e Elsa Saibene. In breve, la rivista si qualifica come un sussidio fondamentale per il dialogo ebraico-cristiano in Italia.

  Il suo ultimo numero è interamente dedicato alla memoria di Clara Achille Cesarini (di cui viene riproposto un articolo del 2003 dedicato al modo in cui andrebbero presentati gli ebrei nelle omelie). L'editoriale, nel quale viene esplicitamente sottolineata la dedizione di Clara al SAE, si conclude con queste parole: «Abbiamo volutamente scelto [...] di non parlare di lei, ma di lasciare parlare lei ed i suoi interessi: il rapporto tra antisemitismo e cristianesimo, l'antigiudaismo nella liturgia, l'antisemitismo contemporaneo, il dialogo ebraico-cristiano. Ci pare infatti che il modo più bello di tenere viva la presenza di una persona cara non sia di farne un santino, bensì cercare di continuare a studiare e lavorare sui temi che l'hanno vista impegnarsi per tutta la vita, portando la sua eredità - attraverso il presente - nel futuro. Far riflettere anche i nostri lettori, di nuovo, su questi temi, è quindi il nostro modo di tenere Clara attivamente accanto a noi. Che il suo ricordo sia in benedizione!»

  Ringraziamo gli amici di Sefer  sia per aver ricordato Clara sia per il modo da loro scelto per attuarlo.

(Piero Stefani)

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Il SAE ha aperto una pagina Youtube (SaeNotizie) che verrà utilizzata per condividere le registrazioni video di iniziative ecumeniche proposte in via telematica ed anche le iniziative telematiche trasmesse in diretta streaming.

La pagina è raggiungibile all'indirizzo

https://www.youtube.com/channel/UC9B6VWW-qZIMJCkXEUoGc9A

oppure da questo sito cliccando sull'icona    che si trova in alto a destra.

In occasione dell’incontro su

“AMOS LUZZATTO TRA SCRITTURA MEMORIA E DIALOGO”

in programma il 7 febbraio 2021 alle ore 17:00, co-organizzato dal SAE di Venezia, dalla Comunità Evangelica Luterana di Venezia e da Beit Venezia Casa della Cultura Ebraica, (per le modalità di accesso all’iniziativa vedere sulla pagina del gruppo locale SAE di Venezia), pubblichiamo un suo ricordo.

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IL SAE rivolge un appello di denuncia e sensibilizzazione, rivolto in primo luogo alle chiese, rispetto a quanto sta accadendo ai confini con l'Italia sulla cosiddetta "Rotta Balcanica", sapendo al contempo che nel Mediterraneo continuano i naufragi e la morte.


Di seguito il testo:


Nel gelo balcanico

Nella Charta Oecumenica, documento firmato a Strasburgo il 22 aprile 2001, le Chiese europee hanno scritto: «Vogliamo contribuire insieme affinché venga concessa un'accoglienza umana e dignitosa a donne e uomini migranti, ai profughi ed a chi cerca asilo in Europa». Sono trascorsi vent'anni. In queste settimane nei Balcani constatiamo come questa volontà sia frustrata. Molti, giustamente, denunciano quella che Johann Sattler, ambasciatore Ue e rappresentante speciale in Bosnia ed Erzegovina, ha definito come una “crisi umanitaria artificiale”. La situazione è ormai nota; essa però non muta. Migliaia di persone continuano a vivere in condizioni disumane.
Da pochi giorni abbiamo celebrato il “Giorno della memoria”, quello della Shoah e quello dell'attuale drammatica situazione dei migranti nell'area balcanica sono fenomeni storici diversi e imparagonabili. Vi è però un'analogia. Una domanda che noi poniamo a coloro che vivevano nella prima metà degli anni quaranta, in futuro sarà posta probabilmente anche a noi: voi cosa facevate? L'impasto tra indifferenza e senso di impotenza che contraddistingue l'animo di molti fu di allora ed è di ora, con l'aggravante che noi, adesso, conosciamo esattamente quanto sta succedendo.
Il SAE ringrazia chi nelle Chiese cristiane di qualunque confessione siano, si sta prendendo a cuore, tanto attraverso l'aiuto quanto per mezzo di una responsabile denuncia, la drammatica situazione migratoria. «Vogliamo contribuire insieme». I «corridoi umanitari» sono un esempio concreto di questa collaborazione che va allargata e potenziato.
In riferimento alla cultura europea, un titolo di un saggio famoso affermava: «Perché non possiamo non dirci cristiani»; in un'Europa che continua a erigere muri senza trovare chi accompagna la denuncia con la pratica dell'aiuto, il titolo andrebbe riscritto così: «Perché non possiamo più dirci cristiani».

31 gennaio 2021

17.01.2020 - Un anno fa moriva Maria Vingiani fondatrice del Segretariato attività ecumeniche. La ricorda Piero Stefani in un articolo pubblicato mercoledì scorso su L'Osseravore Romano nell'inserto Religio.

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