SEGRETARIATO
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ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICHE E LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO                  

 

 

 


Il giorno 26 novembre 2019 Rino Zerbino è tornato alla casa del padre.

Rino, medico e psichiatra, psicanalista, per anni coordinatore del gruppo medici della sezione italiana di Amnesty International, fondatore dell’associazione “Medici contro la tortura”, per molti di noi semplicemente una guida spirituale, umanissima, un caro amico.

Sicuramente il suo più intenso desiderio, dopo la scomparsa dell'amatissima moglie Renata, era di poterla raggiungere tra le braccia del Padre e ora Rino vive nella gioia!

Ricordare Rino senza ricordare Renata è impossibile, la loro testimonianza personale, di coppia, di famiglia è un tutt'uno.

Con Maria Vingiani, fin dall'inizio dell’esperienza del SAE hanno condiviso insieme la comune vocazione ecumenica, sempre in prima fila in un cammino che ha portato molti frutti. Li ha sempre caratterizzati in modo speciale la generosità, la passione e l’intelligenza del loro agire, soprattutto verso gli ultimi, i sofferenti.

Ora sono di nuovo insieme nella luce del Signore e li sentiamo vicini a sostenerci e incoraggiarci.

Il rito funebre sì è svolto a Roma presso la chiesa di san Pancrazio il giorno 28 novembre, una intensa celebrazione ecumenica partecipata da tante persone e guidata da Giovanni Cereti, Paolo Ricca, Gianni Novelli.

Meglio di tante parole, possiamo cogliere il profilo umano e di fede di Rino attraverso il suo testamento spirituale che condividiamo come un suo dono. Insieme allo scritto di Rino pubblichiamo anche l’intervento che il figlio Marco ha letto durante la celebrazione.

 

Gentile e cara senatrice Liliana Segre,

il SAE Milano, in sintonia con il SAE nazionale e in sua rappresentanza, esprime piena solidarietà nei suoi confronti a seguito delle odiose minacce che ha ricevuto.

Siamo un’associazione interconfessionale di laiche e laici per l’ecumenismo e il dialogo, a partire dal dialogo ebraico-cristiano.

La nostra fondatrice, Maria Vingiani, ha conosciuto dallo storico francese Jules Isaac, che aveva avuto la famiglia sterminata nei campi nazisti, a quali orrori può portare l’insegnamento del disprezzo. Si è allora fatta mediatrice dell’incontro tra Isaac e papa Giovanni XXIII, favorendo il cambio di segno nelle relazioni ebraico-cristiane, già avviato con i Dieci punti di Seelisberg e culminato nella dichiarazione conciliare Nostra Aetate.

Si era chiusa un’era, che ci auguravamo non tornasse mai più; nelle tenebre della follia umana si era accesa una luce, che credevamo avrebbe brillato per sempre: constatiamo invece che basta poco, pochissimo, per spegnere una luce, come quelle imbrattate da una mano vandalica nell’Anfiteatro del Giardino dei Giusti, esattamente il giorno dopo la decisione del prefetto di affidare una scorta a lei, Senatrice.

All’inaugurazione del Giardino, un mese fa, nel suo memorabile discorso aveva parlato dello stupore per il male altrui, che porta i Giusti a scegliere, oltre la comodità dell’indifferenza: parola-chiave del suo insegnamento, che ha voluto scolpita all’ingresso del Memoriale della Shoah.

Davanti a quel Memoriale verremo anche noi, stasera, a manifestare insieme alle tantissime persone che vogliono esprimerle solidarietà e affetto, insieme alla Milano che non odia e che non è indifferente.

Grazie per la sua testimonianza di resistenza civile: sappia di non essere sola.

Con i più cari saluti,
il Gruppo SAE di Milano

Milano, 11 novembre 2019

foto tratta da www.mosaico-cem.it

 

1° settembre 2019 Giornata mondiale per la cura del creato

- KEK-CCEE dichiarazione congiunta sul Tempo del creato -

(Fonte NEV) I Presidenti del Consiglio delle conferenze episcopali europee (CCEE) e la Conferenza delle chiese europee (KEK) hanno sottoscritto una dichiarazione sul Tempo del creato, con il motto “La rete della vita”, per riaffermare la responsabilità nei confronti della creazione e invitare alla preghiera.

Il Tempo del creato, dall’1° settembre al 4 ottobre, è un periodo speciale nei calendari liturgici di un numero sempre più crescente di Chiese in Europa. L’idea di celebrare il 1° settembre una giornata di preghiera dedicata alla Creazione è iniziata nel 1989 per desiderio del Patriarca Ecumenico Dimitrios, che suggerì che il primo giorno dell’anno ortodosso, appunto il 1° settembre, venisse considerato giorno “di protezione dell’ambiente naturale”.
Christian Krieger, presidente della KEK, e Angelo Bagnasco, presidente del CCEE, hanno firmato la dichiarazione che chiede che “l’umanità rispetti il pianeta”.

“Con tutto il cuore preghiamo per le persone che nel mondo soffrono a causa dei danni ambientali causati dall’egoismo e dall’abbandono -si legge nel testo- La rete della vita non deve essere interrotta dall’avidità umana e dall’indifferenza nei confronti degli esseri umani e dell’intera creazione”.

La dichiarazione congiunta chiede perdono per l’uso “improprio delle risorse naturali” e riconosce “che lo stile di vita della società moderna ha conseguenze in tutto il mondo. Questo è il motivo per cui dobbiamo fermare il ciclo dell’individualismo e dell’isolamento, ricordando che siamo tutti membri di un’unica famiglia umana e che siamo tutti creati a immagine di Dio (Gen 1, 27)”.

I firmatari dichiarano il proprio “impegno nei confronti della creazione che Dio ci ha affidato” chiedendo alle comunità cristiane di “rafforzarsi e crescere nella propria missione attraverso azioni concrete e buone opere ispirate alla propria tradizione spirituale”.

Consapevoli dell’emergenza che stiamo vivendo i due organismi religiosi invitano i “Cristiani Europei, appartenenti alle diverse confessioni riuniti negli organismi della KEK e del CCEE, e ogni persona di buona volontà a prestare attenzione al Tempo del Creato” e ad “assumere impegni concreti e saggi per lavorare come buoni custodi e per lottare contro le disuguaglianze attraverso la protezione della diversità biologica”.

Testo della dichiarazione

Gioachino Pistone è tornato alla casa del Padre, il messaggio di Elza Ferrario del SAE di Milano:

[10/10/2019] Da oggi vive nella luce, quella lux che lucet in tenebris, Gioachino Pistone, carissimo a tutto il mondo ecumenico e interreligioso milanese e italiano.

Il volto di Gioachino, membro della Chiesa valdese di Milano, resta indissolubilmente legato alla libreria Claudiana e al Centro Culturale Protestante, così come al Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, di cui era stato Presidente; lo ricordiamo animatore per anni del gruppo interconfessionale milanese Teshuvà per il dialogo ebraico-cristiano, a cui tanto teneva - aveva curato con Fabio Ballabio il libro, _Se così si può dire..._, di un altro vivente luminoso, Paolo De Benedetti. Era particolarmente legato al SAE (Segretariato Attività Ecumeniche), nel cui Comitato Esecutivo nazionale aveva operato con passione e intensità. Negli ultimi anni la salute non gli aveva consentito di proseguire le sue attività e i suoi interessi, e abbiamo patito la sua assenza, o forse più quelle remore umane che ci hanno dissuaso dal cercarlo, per timore di disturbare.

Ringraziamo il Signore per quanto abbiamo ricevuto in abbondanza da Gioachino, e lo ricordiamo con affetto e riconoscenza grandi.
Ci stringiamo alla sua famiglia, la moglie Anna e la figlia Valentina, che ci sono altrettanto care.

 

(Elza Ferrario - SAE Milano)

 

foto di Laura Caffagnini

 

foto di Laura Caffagnini

 

foto di Laura Caffagnini

 

 

Un ricordo di Gioachino di Meo Gnocchi del SAE di Cremona

Gioachino pervenne al SAE negli ultimi anni del secolo scorso, all’inizio della presidenza nazionale di Elena Covini. Aveva sollecitato il suo ingresso nell’associazione anche Clara Cesarini, entrata in familiarità con lui per la frequentazione della Libreria Claudiana e del centro culturale ad essa connesso, in cui egli svolgeva il proprio lavoro ed esprimeva la propria vasta e profonda cultura, con particolare competenza nel settore dell’ebraismo e dei rapporti ebraico-cristiani. Nel SAE assunse subito responsabilità a livello nazionale, entrando a far parte del Comitato esecutivo, ove rimase non solo per i due mandati della presidenza di Elena, ma anche per i due della successiva presidenza di Meo Gnocchi. Ben sedici anni, dunque, di diretto coinvolgimento nel governo dell’associazione e nell’elaborazione delle sue iniziative. Prima fra tutte la sessione estiva di formazione ecumenica, alla preparazione e programmazione della quale Gioachino portava l’essenziale contributo delle sue conoscenze, della sua sensibilità culturale e religiosa, della sua diretta frequentazione del mondo evangelico ed ebraico, e nell’attuazione della quale aveva sempre un ruolo personale come moderatore e relatore, specialmente nella presentazione e conclusione dei lavori. Al SAE lo legava, oltre alla salda convinzione ecumenica, un’autentica affezione, maturata nel lungo impegno di corresponsabilità direttiva e nello sviluppo delle relazioni personali che l’avevano accompagnato, fiorendo in amicizie. E in questo rapporto di amicizia erano entrate anche la moglie Anna e la figlia Valentina, divenute anch’esse attive e validissime collaboratrici dell’associazione, in particolar modo nei lavori delle sessioni estive. Il genuino e generoso spirito ecumenico, capace di parole e gesti chiaramente e anche coraggiosamente significativi, andava congiunto in Gioachino a un’aperta e schietta espressione della propria confessione evangelica, cui era approdato e in cui si era riconosciuto al termine di un libero e meditato cammino di ricerca. Libertà e coerenza connotavano il suo pensare e il suo agire; anche nell’ambito del SAE, la franchezza critica si armonizzava in lui con la fedele condivisione degli orientamenti assunti e delle scelte operate, sia nelle situazioni gratificanti sia in quelle problematiche e difficoltose. Con simile attitudine si muoveva negli altri campi della sua testimonianza cristiana e del suo operare ecumenico. Piace ricordare qui, anche per le affinità e i rapporti con l’attività del SAE, l’impegno svolto nell’ambito del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano, di cui è stato uno dei presidenti temporanei; e durante la sua presidenza promosse e condusse, nel 2004, quell’itinerario di pace a Gerusalemme e in Israele di cui restano illuminanti attestazioni. Altro momento importante di testimonianza ecumenica fu nel 2007 la terza assemblea ecumenica europea di Sibiu, cui Gioachino attivamente partecipò insieme ad altri soci del SAE. In tutti i campi e in tutte le espressioni della presenza e dell’attività di Gioachino si manifestava la ricchezza della sua versatile cultura, ma senza alcuna esibizione, anzi quasi con un abbassamento di tono, con quell’understatement che gli era proprio e che temperava molte espressioni del suo animo e del suo pensiero: una sobrietà, una riluttanza all’enfasi in cui si poteva riconoscere la sua radice piemontese. Ne era espressione anche la sua arguta e bonaria ironia, il suo sorridente e disarmato motteggio. A più alto livello, questa sobrietà e questo contenimento di toni caratterizzavano l’espressione della sua personale fede cristiana, tanto profondamente radicata quanto conscia della propria fragilità, custodita dalla discrezione e francamente ma pudicamente dichiarata. Come egli stesso confessava in una delle rare dichiarazioni di tal genere, a conclusione della sessione del 2005, Se aveste fede quanto un granello di senape: «Io per primo, che ritengo, forse, e non so quanto, di avere fede, sono ogni giorno nella condizione di dire di nuovo: “Signore, aiuta la mia fede”, ma anche e di più: “Signore, aiuta la mia incredulità”. Questo confidare si esprime nella certezza della speranza, nella gioia di colui che, nel cuore della disperazione, trova in Cristo e nelle sue promesse il luogo centrale del suo proprio essere».

(Meo Gnocchi - SAE Cremona)

Gioachino Pistone una vita “molto umana” di Piero Stefani

Questo articolo, dal sottotitolo La scomparsa di un protestante che ha molto lavorato per l’ecumenismo, il dialogo ebraico-cristiano e la cultura in città è stato pubblicato sul numero 40 · 18 ottobre 2019 di Riforma.

numero 40 · 18 ottobre 2019

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10 ottobre 2019 (fonte "Riforma.it")

Dopo l'attacco di mercoledì sera a una sinagoga nella città tedesca di Halle, mentre decine di fedeli osservavano Yom Kippur, il giorno ebraico di digiuno ed espiazione che segue Rosh Hashana, il capodanno ebraico, costato due morti e due feriti gravi, il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, il pastore Olav Fykse Tveit ha commentato: «Offriamo le nostre più sentite preghiere per le vittime e le condoglianze a tutti coloro che hanno perso i propri cari in questo spaventoso atto di violenza. L’assalto sembra essere una sfacciata manifestazione di antisemitismo razzista che, purtroppo, è in aumento in Europa e altrove. Condanniamo questo attacco e l'ideologia bianca, antisemita, razzista ed estremista che sarebbe dietro tale gesto. Sottolineiamo inoltre l'importanza di un'adeguata sicurezza per tutti, in particolare per le minoranze, nei nostri paesi. Come fratelli e sorelle nella fede e come esseri umani, condanniamo questa violenza contro i fedeli che stavano osservando pacificamente il loro giorno più santo e ci uniamo alla comunità ebraica in preghiera. Inutile dire che questo tipo di violenza e odio razzista ci ripugnano, rafforzando la nostra determinazione a lavorare ovunque per opporci all'odio e infondere rispetto per tutte le persone».

Il presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania (Ekd), vescovo Heinrich Bedford-Strohm ha immediatamente mostrato la vicinanza alla comunità colpita: «Sono sconvolto da questa atrocità. La mia vicinanza, il mio pensiero è per le famiglie delle vittime che includo nelle mie preghiere, e penso ai nostri fratelli e sorelle ebrei che celebrano oggi la loro festa più significativa, il Giorno dell'Espiazione. Fratelli e sorelle che devono poter vivere la loro fede senza dover convivere con paura e insicurezza, nel nostro paese. In quanto cristiani e tedeschi siamo chiamati ad opporci, perché l'antisemitismo è una bestemmia».

Al termine del digiuno solenne dello Yom Kippur la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha inviato il seguente messaggio all’ambasciatore tedesco in Italia Viktor Elbling: «Caro ambasciatore Elbling, mentre eravamo in preghiera nelle nostre sinagoghe nel digiuno solenne dello Yom Kippur, i nostri fratelli tedeschi, nella sinagoga di Halle, venivano attaccati da un criminale neonazista.
Quella che va concludendosi è una giornata drammatica per gli ebrei di Germania, per il popolo tedesco, per tutti coloro che credono in un’Europa di pace, speranza, convivenza tra identità e religioni diverse.
I fatti di Halle, nella loro tragica dinamica, ci riportano a un altro 9 ottobre, di 37 anni fa, quando ad essere colpito fu il Tempio Maggiore di Roma e a perdere la vita un bambino di appena due anni, Stefano Gaj Taché. Oggi era Yom Kippur, il solenne digiuno che costituisce il momento più sacro dell’anno ebraico. Allora era Shemini Atzeret, la conclusione di Sukkot, la Festa delle Capanne, un altro momento dalla forte valenza simbolica. Non abbiamo dimenticato e mai dimenticheremo.
La speranza è che le autorità competenti sappiano dare al più presto un nome e un’identità agli artefici di questa nuova carneficina, facendo in modo che siano messi in condizione di non poter più nuocere. Fare giustizia però non sarà sufficiente. Servirà, da parte di tutti, un autentico scatto di consapevolezza della vastità del pericolo estremista, in ogni sua forma e declinazione, e della necessità sempre più urgente di una sua efficace repressione per il bene di tutti, non solo della comunità o dell’istituzione specifica che viene colpita. È una sfida che i nostri due Paesi devono essere in grado di affrontare insieme a tutti gli altri partner europei, consapevoli che da questo impegno passa la strada di un futuro senza odio, antisemitismo, razzismo in ogni sua forma. Alle famiglie delle vittime il più profondo cordoglio di tutto l’ebraismo italiano».

(Torre Pellice 25-30 agosto 2019)

Scheda:
Il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste
Il Sinodo costituisce l'ultimo livello assembleare delle chiese valdesi e metodiste.
Le Discipline ne danno questa definizione:
Il Sinodo è l'assemblea generale che esprime l'unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell'obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo. (DV, art. 27).
Il Sinodo è costituito dai deputati delle chiese locali, da un numero di pastori equivalente e dai responsabili di particolari settori di attività. Ai membri con voce deliberativa si aggiunge un numero variabile di membri con voce consultiva.
Si riunisce ogni anno a Torre Pellice, nelle Valli Valdesi, in provincia di Torino, a partire dalla domenica che precede l'ultimo venerdì di agosto. (fonte www.chiesavaldese.org)


A come… Alessandra

Per la prima volta al Sinodo un membro metodista è stato eletto alla massima carica dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi. La moderatora è una donna, Alessandra Trotta, già avvocata civilista, che nel 2001 ha lasciato la professione per dedicarsi al ministero diaconale. «Mi è stata rivolta vocazione», ha spiegato nella terminologia delle chiese protestanti, nelle quali spesso la chiamata passa attraverso fratelli e sorelle che intravedono in una persona impegno, carisma e competenze. La neo moderatora non è nuova a incarichi nella chiesa: è stata direttora del Centro diaconale La Noce, sovrintendente del XVI circuito e presidente dell’Opera per le chiese metodiste in Italia (Opcemi). Unisce in sé competenze giuridiche e teologiche e una visione inclusiva della chiesa ispirata al vangelo. Il suo desiderio è sostenere le comunità rafforzandole nella fiducia.

B come… Bernardini

Ha terminato il suo settennato, iniziato nel 2012, che ha visto un evento inedito come la visita di papa Francesco alla chiesa valdese di Torino e la nascita di un progetto ecumenico estremamente innovativo come quello dei corridoi umanitari. “Una chiesa sulla frontiera” è la definizione che in un’intervista a Radio Radicale a inizio Sinodo il moderatore ha dato di valdesi e metodisti, che significa “cercare il dialogo e la collaborazione con le altre comunità cristiane e le religioni, nella ricerca di una convivenza utile per tutti, e sulle frontiere della società per facilitare la comprensione reciproca, il dialogo costruttivo, la ricerca di soluzioni comuni per il bene comune”.

C come… corridoi umanitari

Dal 2016 i corridoi umanitari, progetto ecumenico promosso dalla Tavola valdese e dalla Fcei insieme alla Comunità di Sant’Egidio ha condotto finora in Italia in sicurezza oltre 1600 persone, in prevalenza siriane. Persone vulnerabili che hanno richiesto asilo politico al governo. Il Sinodo ha stabilito la prosecuzione del progetto per due anni, un impegno che attiva anche le energie delle chiese locali. E che ora è diffuso in Francia, Belgio, Andorra e Germania.

D come… donne

Al Sinodo è risuonata in modo particolare la voce delle donne. Ha presieduto il culto inaugurale, in cui sono stati consacrati Marco Casci, Nicola Tedoldi e Sophie Langeneck, la predicatrice locale Erica Sfredda. Oltre alla moderatrice, anche la vice moderatora è donna, Erika Tomassone, pastora in servizio nelle Valli valdesi. Tra i membri di diritto del Sinodo c’era anche Carola Tron, moderadora della Mesa valdense, organo decisionale delle Chiese valdesi del Rio della Plata. Diverse donne hanno partecipato al pre-sinodo della Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI), focalizzato sul tema dell’emergenza educativa e culturale, tra le quali la vicepresidente Daniela Lucci, della Chiesa riformata del Ticino e la presidente della Federazione femminile evangelica valdese metodista, Gabriella Rustici. Alla serata pubblica sul tema “Diritto, diritti, verità, democrazia” è intervenuta la giornalista Maria Grazia Mazzola, introdotta dalla responsabile giuridica della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Ilaria Valenzi, che ha presentato anche Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, e il magistrato Marco Bouchard.

E come… ecumenismo

Nel suo messaggio al moderatore Bernardini, il presidente del Sae, Piero Stefani, ha inviato l’augurio fraterno che «i lavori sinodali siano fecondi per la chiesa valdo-metodista, per le altre chiese presenti in Italia e per la società italiana nel suo insieme». Nel ringraziare, il vicepresidente del Sinodo, Andreas Koehn, ha scritto: «L'essere testimoni di Cristo in questo Paese, illuminati dalla sua Parola, rimane per le nostre chiese un compito costante della nostra vocazione di discepoli e discepole. Una vocazione che continua grazie alla preziosa collaborazione con il segretariato da lei presieduto».

F come… FGEI

Nel 2019 la Federazione giovanile evangelica in Italia compie 50 anni. Nata da gruppi e movimenti evangelici che si sono uniti «rispondendo alla comune vocazione rivolta loro da Cristo», la Fgei è rappresentata oggi da Annapaola Carbonatto, eletta segretaria a dicembre scorso, intervenuta al Sinodo per un saluto. I temi del prossimo decennio, prevede, saranno tutela dell’ambiente, giustizia ambientale e diritti umani, oltre, naturalmente, al ruolo dei giovani e delle giovani nelle chiese.

G come… Good Shepherd United Church of Christ

Tra le iniziative collaterali al Sinodo c’è stato un incontro di testimonianze a cui è intervenuto Randy Mayer, pastore della Good Shepherd United Church of Christ di Sahuartia (Arizona), chiesa al confine tra Stati Uniti e Messico. Il pastore ha fondato il gruppo dei Samaritan per aiutare le persone migranti che cercano di attraversare il confine offrendo loro acqua, ascolto e supporto legale. All’incontro hanno partecipato anche esponenti della Open Arms e della Sea Watch.

H come… Head of thy Church Triumphant

“Head of thy Church Triumphant” è l’inno di Charles Wesley con il quale il Coro nazionale ghanese in Italia, che riunisce membri di diverse comunità, ha accolto l’ingresso nel tempio del corteo sinodale. Il Coro ha contribuito alla parte musicale del culto inaugurale, presieduto da Erica Sfredda, insieme alle Corali delle valli e ai Trombettisti della val Pellice.

I come… integrazione

L’integrazione tra vecchi e nuovi membri di chiesa è stata un’attenzione costante delle comunità valdesi e metodiste all’arrivo di migranti provenienti dall’Africa subsahariana. Agli inizi degli anni ’80 a Palermo è nato informalmente un laboratorio ecclesiale per condividere la fede che ha portato poi il Sinodo a elaborare il progetto Essere chiesa insieme. L’integrazione è un obiettivo che si estende anche al di fuori dei confini ecclesiali attraverso attività sociali e di promozione umana.

L come… libertà di culto

La libertà di culto è un tema ricorrente al Sinodo: sia perché è un valore che ha a che fare con le origini del movimento valdese, sia perché nella sua storia la lotta per i propri diritti ha sempre presupposto la lotta per i diritti altrui. Oltre a riprendere la richiesta di una giornata dedicata alla libertà religiosa, il Sinodo ha esortato le chiese a incrementare la messa a disposizione dei propri spazi per le confessioni che sono prive di un luogo dove poter pregare.

M come… Marco

Un giovane, Marco Casci, che viene dal mondo evangelicale, e che nel percorso di studi a Roma e nell’anno all’estero è stato aiutato a «prendere sul serio la contemporaneità». Ha incontrato diverse realtà e persone da cui si è stato condotto e sostenuto. «Volti, mani, voci, storie che, meravigliosamente, si sono intrecciate alla mia, fino a oggi».

N come… Nicola

Nicola Tedoldi ha sviluppato l’amore per la Parola alla Scuola diocesana di teologia per laici di Parma. Lo studio lo ha portato a conoscere ed apprezzare la chiesa metodista nella quale ha iniziato un cammino che lo ha portato a essere consacrato come pastore locale. Marito e padre, continuerà a lavorare nell’azienda in cui è occupato e a servire le chiese metodiste di Piacenza e Cremona.

O come… ospiti

Dall’Italia, dall’Europa, dall’America sono arrivati gli ospiti del Sinodo. Una presenza qualificata, amica, ricca di senso. Nei primi due giorni i cattolici – don Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, diocesi “ecumenica”, e don Ambogio Spreafico, vescovo di Frosinone – Veroli – Ferentino, presidente della Commissione episcopale ecumenismo e dialogo della Cei. Tra i protestanti il decano della Chiesa luterana in Italia (Celi) Heiner Bludau. Da oltralpe il presidente della Federazione protestante di Francia, pastore Francois Clavairoly.

P come… papa Francesco

Non è mancato neanche quest’anno il caloroso messaggio di papa Francesco che in una lettera inviata al moderatore Eugenio Bernardini ha espresso la vicinanza fraterna sua e a nome della chiesa cattolica, e ha augurato ai fratelli e alle sorelle valdesi e metodisti la benedizione del Signore sui loro lavori.

Q come… quaderni della Diaconia

Alla vigilia del Sinodo la Diaconia valdese (CSD) ha promosso al Tempio valdese l’incontro “Frontiere diaconali” all’interno del quale è stato presentato il nuovo quaderno della Diaconia dedicato al tema dell’anzianità. Tra i relatori intervenuti il pastore Paolo Ricca, autore di uno dei saggi contenuti nella pubblicazione.

R come… Radio Beckwith evangelica

E’ l’emittente radiofonica “giovane” del pinerolese, legata alla chiesa evangelica valdese. E’ nata nel 1984, si interessa di attività culturali, giovanili e socio-assistenziali. Ogni anno documenta i lavori sinodali con interviste, approfondimenti e collegamenti in diretta.

S come… Sophie

Cresciuta in una famiglia pastorale, Sophie Langeneck vive un entusiasmo che è nato all’interno della Federazione giovanile evangelica in Italia - comunità sparsa per l’Italia che cerca di attualizzare il messaggio evangelico - ed è cresciuto nella curiosità del testo biblico, della teologia cristiana, in particolare delle teologie contestuali, ma anche nell’incontro con diverse persone.

T come… #ThurdaysinBlack

E’ la campagna di sensibilizzazione mondiale contro gli abusi sui corpi delle donne promossa dal Consiglio ecumenico delle Chiese. Si ispira sulle iniziative delle Madri di Plaza de Mayo argentine, delle Donne in Nero di Israele e Palestina, delle donne bosniache o ruandesi. Il Sinodo ha invitato le chiese ad aderirvi. Giovedì 28 agosto il nero era il colore prevalente in aula. Deputate e deputati hanno anche fatto proprio il documento del Cec “Dichiarazione sulla violenza sessuale e di genere e sul Premio Nobel per la pace del novembre 2018”.

U come… umanità

I dolori e le angosce di tanta parte dell’umanità che cerca di attraversare il Mediterraneo per fuggire alla morte e spesso trova qui la morte è stata ricordata avvolgendo il portone del Tempio con le termocoperte usate per soccorrere i migranti assiderati durante i viaggi della speranza.

V come… violenza di genere

Uno dei temi discussi a Torre Pellice è quello della violenza di genere, ribattezzato “peccato di genere” in una delle conferenze stampa con la pastora Daniela Di Carlo e il pastore Daniele Bouchard. Dalle violenze attuali contro le donne in diverse parti del mondo il discorso è passato al “peccato di genere” che le chiese cristiane hanno commesso nei termini di discriminazione, di interpretazioni bibliche patriarcali, di una teologia ed ecclesiologia che hanno estromesso le donne dai luoghi di responsabilità. C’è bisogno di autocritica, è stato detto, di ascolto delle donne e di presa di consapevolezza che l’identità maschile è parte del problema. Ci sono maschi nelle chiese che hanno iniziato a guardarsi dentro. Nello scambio con giornaliste e giornalisti sono stati nominati l’Appello ecumenico delle chiese sulla violenza contro le donne firmato da dieci chiese nel 2015 e l’Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne nato nel 2019.

Z come… zero plastica

Al buffet del Sinodo che ogni giorno ha accolto deputate, deputati e visitatori in pausa è stato bandito l’uso della plastica installando una fontanella per approvvigionarsi di acqua con bicchieri di vetro messi a disposizione dagli organizzatori, oppure utilizzando bottiglie proprie.

Laura Caffagnini

Festa grande per il gruppo di Piacenza e per tutto il SAE per il compimento dei 50 anni di vita del gruppo. Nell'occasione si terrà un convegno il 12 ottobre a cui parteciperanno Piero Stefani, fratel Guido Dotti, don Mimmo Maghenzani, Alberto Corsani e padre Giuseppe Testa che presenterà un libro di Lucia Rocchi sulla storia di questi 50 anni di ecumenismo a Piacenza.

Vai al pieghevole con il programma dettagliato

La sera della vigilia della solennità dell'Assunta ha concluso la sua vita terrena don Celestino Tomasi. Lo sguardo di Dio ora si posa in pienezza su di lui. Era nato il 23 febbraio del 1933, decimo di una famiglia con undici figli. Chi non ricorda le visite che per tanti anni ha fatto alle nostre sessioni, come in moltissimi altri luoghi? Nella sua diocesi, quella di Trento, a motivo della miriade di istantanee da lui scattate, lo avevano soprannominato con affetto "don Clic". È stato molto vicino al SAE, ma soprattutto ai giovani; quando leggeva i suoi bigliettini il riferimento a loro era immancabile. Lo ricorderemo in particolare nella prossima sessione dedicata alle parole della fede nel succedersi delle generazioni.

fonte Difesa del popolo - Settimanale della diocesi di Padova

Giovedì 14 marzo a Bologna alla Fondazione di Scienze Religiose Giovanni XXIII, alla presenza tra gli altri e le altre del presidente del SAE, Piero Stefani, si è costituito formalmente l’Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne. Alleghiamo un articolo sull'evento della nostra socia Laura Caffagnini e un servizio fotografico di Massimo Lambertini. Potete trovare altre notizie nell'apposita pagina del sito del gruppo di Bologna.

Leggi l'articolo di Laura Caffagnini e guarda il servizio fotografico

Giovedì 14 marzo a Bologna alla Fondazione di Scienze Religiose Giovanni XXIII* (via San Vitale 114) si costituisce formalmente e si presenta l’Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne, un organismo di cui diamo documentazione nell'apposita pagina del sito del gruppo di Bologna; è una iniziativa che il sae Bologna realizza in collaborazione con il FSCIRE.

Sarà presente il presidente del SAE, Piero Stefani.

Sarà presentato inoltre il libro - curato da Paola Cavallari - “Non solo reato, anche peccato. Religioni e violenza contro le donne” (Effatà Editrice).

Consulta la locandina dell'iniziativa e il comunicato stampa

Nella settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, cattolici ed evangelici lanciano un appello comune: “Sull’immigrazione si deve cambiare linguaggio e intervenire: salvare chi è in pericolo, ampliare i corridoi umanitari, aprire nuove vie di ingresso regolare”.

L’appello si chiude con l’invito a costruire un consenso su alcuni punti qualificanti sui quali le Chiese sono pronte a offrire il loro contributo:

“Per quanto divisivo il tema dell’immigrazione è così serio e grave da non potersi affrontare senza cercare una piattaforma minima di istanze e procedure condivise. Questo auspichiamo e per questo ci mettiamo a disposizione con la nostra esperienza e i nostri mezzi, pronti a collaborare sia con le autorità italiane che con quelle europee”.

Roma, 22 gennaio 2019
Past. Eugenio Bernardini, Moderatore della Tavola valdese
Prof. Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant’Egidio
Past. Luca M. Negro, Presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia
Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana

Leggi il testo dell'appello