SEGRETARIATO
                 ATTIVITA'
           ECUMENICHE

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ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO                  

 

 

 


Dammi quel che è necessario per vivere, senza farmi né ricco né povero (Pr 30,8)

 

Mons. Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, e il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, ci mandano i loro saluti e gli auguri per la nostra sessione!

 

 

 

 

 

 

 Il nome della spiga

Il nostro presidente Piero Stefani ci provoca a partire dall’immagine simbolo della sessione: due spighe, una rigogliosa, l’altra gracile. E noi, di che spiga siamo? Di quella rigogliosa, perché viviamo in un Paese ricco e non facciamo parte dei 15 milioni di italiani sotto la soglia di povertà? O di quella gracile, perché l’ecumenismo è una minoranza nelle chiese, che sono una minoranza nel mondo?

Dio ama i poveri, non la povertà!
Dio ama i poveri, ma aiuta i ricchi (proverbio yiddish)!
La promessa di Dio (Deuteronomio 15,4: “non ci sarà nessun povero tra voi”) eccede la realtà, ma ci impegna per il presente (Deuteronomio 15,11: “Ci saranno sempre poveri nella vostra terra: perciò vi ordino di essere generosi”).
“E rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”: Si dovrebbe aggiungere: “rimetti a noi i nostri debiti, fa’ che i nostri creditori ci rimettano i debiti nei loro confronti”.
Sapremo essere all’altezza del perdono reciproco? Lo Spirito è tra noi.

 

 

 Assisi 2018: Assemblea

(Foto:  Assisi 2018 - Assemblea)

IL RAPPORTO STORICO DEGLI EBREI CON LA DIMENSIONE ECONOMICO-FINANZIARIA
Rony Hamaui, Uni. Cattolica, MI
 
VOCAZIONE, LAVORO E PROSPERITÀ NEL PROTESTANTESIMO ATTUALE
Hans Gutierrez Salazar, Istituto Avventista di cultura Biblica “Villa Aurora”, FI

La preghiera ecumenica, come sempre, è stata molto suggestiva, sia il coro che ha coinvolto i pacipartenti con canti che hanno accompagnato le letture bibliche, sia i simboli che il gruppo liturgico ha usato, sono stati un momento per riflettere sulla nostra responsabilità, per non dividere in noi la preghiera dalla azione.