Gruppo misto CEC-Chiesa cattolica

Il Gruppo di lavoro congiunto tra il Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) e la Chiesa cattolica tiene la sua seconda riunione plenaria dell’attuale mandato (2023-2030) a Roma dal 1° al 3 settembre presso il Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani. Vengono esaminati i progressi dei 3 gruppi di studio attualmente operativi. Il primo sta analizzando le diverse concezioni della salvezza nel contesto della crescente indifferenza religiosa, e mira a sviluppare un sussidio per la comunità ecumenica per sostenere l’impegno pastorale. Il secondo gruppo sta esaminando i processi messi in atto in diversi contesti del mondo per promuovere la riconciliazione collettiva, al fine d’offrire strumenti che i cristiani potrebbero utilizzare per essere operatori di riconciliazione. Il terzo infine si concentra sulle sfide rappresentate dall’intolleranza e dal fanatismo religioso, e approfondirà la comprensione della persecuzione e del martirio, confrontandosi con le esperienze delle Chiese in varie parti del mondo e sviluppando strumenti di risposta ecumenica solidale per le Chiese locali. Il 3 il Gruppo viene ricevuto da papa Leone.

Chiese riformate – Nuovo segretario generale

Il 6 settembre la Comunione mondiale di Chiese riformate elegge all’unanimità il pastore Philip Vinod Peacock, dall’India, come prossimo segretario generale: sarà il primo leader asiatico a ricoprire questo incarico (a partire da febbraio 2026).

Dialogo cattolico-ortodosso

Si riunisce a Creta dall’8 al 12 settembre il Comitato di coordinamento della Commissione internazionale mista per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa, sotto la co-presidenza del card. Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, e del metropolita Job di Pisidia, Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Vengono esaminate due bozze di testo, sulle questioni storiche e teologiche relative rispettivamente al Filioque (la clausola inserita nel Credo dalle Chiese d’Occidente e non riconosciuta da quelle orientali) e all’infallibilità, e si decide di portare avanti prima quella sull’infallibilità. Viene formato un nuovo comitato di redazione per la revisione del testo, ipotizzando di riesaminarla l’anno prossimo nel Comitato di coordinamento e infine sottoporla alla plenaria, verosimilmente nel 2027. Al lavoro della commissione di dialogo non partecipa la Chiesa ortodossa russa dal 2018, in seguito alla rottura della comunione con il Patriarcato Ecumenico; la Chiesa ortodossa bulgara invece non partecipa da decenni.

Kazakistan - Congresso delle religioni mondiali

Numerosi rappresentanti religiosi provenienti da tutto il mondo s’incontrano ad Astana, Kazakistan, dal 17 al 18 settembre per l’VIII Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali, sul tema «Dialogo tra le religioni: sinergie per il futuro». L’evento, convocato per la prima volta nel 2003 dal presidente Nursultan Nazarbayev per contribuire alla pace e alla concordia tra le religioni dopo gli attacchi terroristici del 2001, si svolge ogni tre anni. Nel 2022 ha partecipato anche papa Francesco. La Chiesa cattolica è rappresentata dal prefetto del Dicastero per il dialogo interreligioso, il card. George Koovakad. In una dichiarazione congiunta finale (Dichiarazione di Astana sulla pace 2025, bit.ly/4obuQnU) i partecipanti al congresso rigettano qualsiasi forma d’estremismo religioso e terrorismo; invitano alla tolleranza, al rispetto reciproco e alla pace tra i popoli e le religioni; chiedono un impegno per la giustizia sociale globale e la protezione della famiglia come istituzione; lamentano il rallentamento negli sforzi verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030. Tra gli incontri a margine tra leader religiosi vengono osservate le strette relazioni tra il patriarca ortodosso di Gerusalemme Teofilo III e il patriarca di Mosca Cirillo, con Gerusalemme che prende ancora più chiaramente le distanze dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli nel conflitto interno alla Chiesa ortodossa.

Dialogo anglicano-cattolico – 100 anni delle Conversazioni di Malines

Nella città belga di Malines (Mechelen), che ospitò tra il 1921 e il 1925 i colloqui cattolico-anglicani noti come «Conversazioni di Malines», si celebra dal 18 al 21 settembre il centenario dell’iniziativa, promossa dall’allora arcivescovo di Malines, il card. Désiré Joseph Mercier. Frutto dell’amicizia tra un laico anglicano inglese, il visconte Halifax, e un sacerdote cattolico francese, l’abbé Fernand Portal, le Conversazioni di Malines rappresentarono i primi dialoghi teologici sull’unità tra anglicani e cattolici dopo la Riforma e, come sottolinea nell’occasione il card. Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, prepararono il terreno per la successiva adesione della Chiesa cattolica al movimento ecumenico.

Leone XIV agli ebrei per il capodanno ebraico

Il 22 settembre il papa invia un telegramma augurale al rabbino capo di Roma nella ricorrenza delle imminenti feste di Rosh Ha-Shanah, Yom Kippur e Sukkot, invitando ebrei e cristiani a lavorare insieme per la pace e ringraziando rav Di Segni per la sua partecipazione alla messa d’insediamento il 18 maggio. Il messaggio giunge contestualmente alle manifestazioni di protesta convocate in Italia contro le azioni di Israele nella Striscia di Gaza.

Chiesa ortodossa russa e Moldova

Il 26 settembre, qualche giorno prima delle elezioni in Moldova, un reportage dell’agenzia Reuters dal titolo «Guerra santa: come la Russia ha reclutato sacerdoti ortodossi per influenzare gli elettori moldavi» (bit.ly/4q6fJ0z) racconta come la Russia abbia pagato dei sacerdoti ortodossi moldavi perché andassero in pellegrinaggio a Mosca e abbia dato loro carte di credito caricate con centinaia di dollari. In cambio essi dovevano creare canali Telegram per influenzare le elezioni moldave, mettendo in guardia i fedeli dall’integrazione con l’Unione Europea e promuovendo i valori tradizionali rispetto all’«Europa gay».

Daniela Sala