Georgia – Nuovo metropolita

I 39 vescovi della Chiesa ortodossa georgiana l’11 maggio eleggono il nuovo metropolita, dopo la morte di Ilia II in marzo: è Shio (Elizbar Mujiri), 57 anni, finora vescovo di Senaki e amministratore di tutto il Patriarcato di Georgia, un incarico attribuitogli da Ilia nel 2017 quando ormai era in condizioni di salute precarie. Il nuovo patriarca, considerato il più vicino alla Chiesa ortodossa russa fra i tre candidati, porterà il nome di Shio III.

Santa Sede – Buddhisti

Nel tradizionale messaggio del Dicastero per il dialogo interreligioso pubblicato l’11 maggio per la festa buddhista del Vesak, la Santa Sede auspica che cristiani e buddhisti s’impegnino insieme per la pace nel mondo. «I leader religiosi sono chiamati a essere autentici partner nel dialogo e veri mediatori di riconciliazione», e «dobbiamo anche guardarci dal diventare complici attraverso il silenzio o la paura».

Francia – Chiesa ortodossa

In Francia cresce l’opposizione contro il metropolita Mark (Golovkov), il nuovo esarca della Chiesa ortodossa russa per l’Europa occidentale (compresa l’Italia), con sede a Parigi. Mark ha sostituito in marzo il metropolita Nestor (Sirotenko), rimosso dal suo incarico a seguito di un procedimento giudiziario ecclesiastico, ufficialmente per il suo hobby del poker, ma secondo alcune voci per la sua indipendenza di pensiero e la sua posizione europeista. Mark invece è noto per il suo sostegno alla posizione del Governo russo sulla guerra d’aggressione contro l’Ucraina. Per questo l’11 maggio tre associazioni di esuli russi hanno lanciato una petizione contro la sua nomina a esarca dell’Europa occidentale. Ritengono particolarmente discutibile che una figura come il metropolita debba prestare servizio in Francia, dove – come in altri paesi europei – si sono rifugiati numerosi oppositori russi della guerra. Chiedono alle autorità francesi di esaminare le basi legali per la sua permanenza in Francia, le esortano a considerare il suo ruolo nella diffusione dell’ideologia che giustifica la guerra e dà una base religiosa alla violenza, e a valutare la possibilità di limitare le sue attività.

Papa Leone XIV − Dialogo con la Chiesa ortodossa copta

In occasione della Giornata dell’amicizia copto-cattolica (10 maggio), papa Leone XIV invia una lettera al patriarca copto Tawadros II (datata 4 e pubblicata il 15) e intrattiene con lui una conversazione telefonica «cordiale e fraterna» (15). Il papa esprime la speranza di un incontro personale e indica nell’«unità visibile della Chiesa» l’obiettivo dell’ecumenismo, attribuendo la separazione tra le due Chiese a «secoli di fraintendimenti». Finora non vi è stato alcun incontro diretto tra i due, anche a causa della sospensione del dialogo teologico che era seguita alla dichiarazione del Dicastero per la dottrina della fede Fiducia supplicans (2024) sulla benedizione delle coppie omosessuali. Il 22 maggio, da parte sua, il Sinodo copto decide di riprendere il dialogo teologico con la Chiesa cattolica, grazie alle «assicurazioni sulla non benedizione delle coppie omosessuali», a sua detta fornite da Leone XIV a Tawadros nella telefonata. La natura esatta di tali assicurazioni resta sconosciuta, tuttavia potrebbe essere collegata a un confronto avvenuto all’interno della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali, riunitasi a Roma il 12 e 13 maggio (riferisce P. Anderson).

Chiesa di Scozia – Schiavitù

La Chiesa di Scozia (anglicana) il 16 maggio nel corso della sua Assemblea generale chiede ufficialmente scusa (bit.ly/4olYHeo, in inglese) ed esprime pentimento per il proprio ruolo storico nella schiavitù e nella sua giustificazione teologica, prima dell’abolizione che avvenne nell’Impero britannico nel 1830. La moderatrice Sally Foster-Fulton ha guidato questo processo di riconciliazione e riflessione sul ruolo dell’istituzione nel passato.

Leone XIV – Aram I

Come gesto di unità ecumenica, papa Leone XIV il 20 maggio tiene l’udienza generale in piazza San Pietro insieme al catholicos armeno di Cilicia Aram I, residente in Libano. Il papa sottolinea la vicinanza tra le due Chiese e il lungo cammino di dialogo teologico, invocando la pace in Libano e nel Medio Oriente. Aram I, nel corso della visita a Roma, incontra anche i cardd. Parolin e Koch, rispettivamente segretario di Stato e prefetto del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani. In una conferenza al Pontificio istituto orientale Aram chiede una «visione comune» per il cristianesimo mediorientale. In occasione della visita il santo armeno Nerses il Grazioso viene inserito nel Martirologio romano.

Chiesa ortodossa russa – Metropolita Hilarion

Ancora guai per il metropolita Hilarion (Alfeyev), per molti anni «numero due» del Patriarcato di Mosca della Chiesa ortodossa russa. Il 24 maggio viene arrestato e successivamente rilasciato nella Repubblica Ceca, dove presta servizio come sacerdote in una chiesa ortodossa russa, con l’accusa di possesso di droga. Nel 2022 era stato trasferito a Budapest come capo dell’eparchia ungherese, ma poi nel 2024 erano emerse a suo carico accuse da parte di un giovane seminarista per violenza sessuale e altri reati. Era quindi stato pensionato e inviato nella Repubblica Ceca. Hilarion, che nega le accuse con veemenza, torna a Mosca, dove il patriarca Cirillo gli conferisce un nuovo incarico in Brasile.

Svizzera – Chiese riformate

Le Chiese riformate svizzere, con il documento Contro l’antisemitismo nella Chiesa e nella società pubblicato il 29 maggio (bit.ly/4eA96zT, in tedesco), rafforzano il proprio impegno contro l’antisemitismo, riconoscendo anche le responsabilità storiche del cristianesimo nella diffusione di pregiudizi antiebraici. Il documento invita comunità religiose e società civile a contrastare ogni forma di odio verso gli ebrei attraverso educazione, memoria, dialogo e vigilanza. L’obiettivo è promuovere una cultura del rispetto e della convivenza, riaffermando che antisemitismo e valori cristiani sono incompatibili.

Daniela Sala