Chiesa d’Inghilterra – Consultazione sulla nomina del nuovo primate

Il quotidiano anglicano inglese Church Times l’8 maggio comunica che più di 11.000 persone hanno partecipato alla consultazione pubblica per la nomina del nuovo arcivescovo di Canterbury, svoltasi tra febbraio e marzo. Il processo, coordinato da Stephen Knott e Jonathan Hellewell, ha coinvolto oltre 9.600 risposte on-line, 160 lettere ed email e 1.200 contributi da parte di giovani. I dati raccolti orienteranno la Commissione per le nomine della Corona, presieduta da Lord Jonathan Evans (nominato dal re), che secondo le norme deve includere membri del Sinodo della Chiesa d’Inghilterra e della diocesi di Canterbury e 5 rappresentanti della Comunione anglicana. Il 13 maggio viene resa nota la composizione della Commissione, che conta 14 membri votanti (tra i quali mancano ancora i rappresentanti della diocesi di Canterbury) e 3 non votanti. Essa si riunirà almeno 3 volte di qui a settembre, per accordarsi sul «profilo del ruolo» e i «requisiti richiesti» per il prossimo arcivescovo di Canterbury, stilerà una lista e intervisterà i candidati. Quando uno di essi avrà raggiunto almeno due terzi del numero totale dei membri votanti della Commissione in uno scrutinio segreto, il nome verrà proposto alla Corona.

Episcopaliani USA – Contro l’amministrazione Trump

La Chiesa episcopaliana statunitense (TEC), secondo un articolo del Washington Post del 14 maggio, ha interrotto la sua decennale collaborazione con il Governo in materia d’immigrazione in seguito alla concessione della protezione di rifugiati ai sudafricani bianchi minacciati d’esproprio nel loro paese. Un tale approccio, profondamente discriminatorio rispetto alla persecuzione di cui sono fatti oggetto tutti gli altri immigrati negli USA, contraddice l’impegno della Chiesa episcopaliana per la «giustizia razziale e la riconciliazione», secondo una dichiarazione della denominazione. Il 22 maggio la TEC esorta i suoi membri a protestare presso i membri del Congresso contro le misure previste dalla riforma fiscale di Trump chiamata «Una grande bellissima legge», affermando: «Come episcopaliani crediamo che il Governo debba cercare la giustizia economica e proteggere le comunità più vulnerabili, i poveri, gli affamati, i malati e gli emarginati».

Elezione di Leone XIV – Reazioni ecumeniche

Il 13 maggio il Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani pubblica l’elenco e i testi di tutti i messaggi di congratulazioni giunti dalle altre Chiese, Comunioni cristiane, organizzazioni ecumeniche internazionali e rappresentanti dell’ebraismo per l’elezione di Leone XIV alla sede pontificia: 6 dalle Chiese ortodosse, 6 da quelle ortodosse orientali, 8 dalle Chiese e Comunioni cristiane dell’Occidente, 2 dalle organizzazioni ecumeniche internazionali e 2 dai rappresentanti della comunità ebraica (bit.ly/4l6J7R4). Il 21 maggio poi pubblica l’elenco dei rappresentanti della comunità ebraica che hanno partecipato alla messa inaugurale del pontificato: tra essi il gran rabbino di Roma Riccardo Di Segni, il rabbino argentino Avraham Skorka, amico personale di lunga data di papa Francesco, e Oded Wiener, già direttore generale del Gran rabbinato di Israele.

Leone XIV – Primi passi ecumenici

Il 19 maggio papa Leone XIV incontra i rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali e di altre religioni convenuti a Roma per la celebrazione eucaristica d’inizio del suo ministero petrino (18 maggio), e afferma: «In quanto vescovo di Roma, considero uno dei miei doveri prioritari la ricerca del ristabilimento della piena e visibile comunione tra tutti coloro che professano la medesima fede in Dio Padre e Figlio e Spirito Santo». E inoltre: «Il dialogo teologico tra cristiani ed ebrei rimane sempre importante e mi sta molto a cuore. Anche in questi tempi difficili, segnati da conflitti e malintesi, è necessario continuare con slancio questo nostro dialogo così prezioso».

Dialogo buddhista-cristiano – VIII colloquio

Il Colloquio buddhista-cristiano di Phnom Penh (27-29.5.2025), organizzato dal Dicastero vaticano per il dialogo interreligioso in collaborazione con l’Università buddhista Preah Sihanouk Raja e la Chiesa cattolica del Regno di Cambogia e con la partecipazione della Federazione delle conferenze episcopali asiatiche, ha riunito 150 partecipanti da 18 paesi per promuovere la pace attraverso riconciliazione e resilienza. Buddhisti e cristiani hanno condiviso preghiere, riflessioni e impegni comuni, sottolineando il valore della compassione, del perdono e della giustizia, e nel comunicato finale (bit.ly/43JPeFf, in inglese) hanno riaffermato il ruolo dell’educazione e del dialogo interreligioso per costruire un futuro di pace e solidarietà.

Nicea – 1700 anni

Il 20 maggio in tutte le Chiese cristiane si ricorda il 1700° anniversario del I concilio ecumenico di Nicea (325 d.C.). La morte di Francesco ha fatto sì che in quei giorni non potesse avere luogo l’evento ecumenico atteso. Ma non appena informato dell’elezione di Leone XIV, l’8 maggio, il patriarca Bartolomeo ha espresso l’auspicio che il papa possa recarsi in Turchia in novembre, e papa Leone ha confermato a margine di un’udienza con i giornalisti il 12 maggio che l’incontro è in preparazione.

Patriarcato Ecumenico – Nicea

In occasione del 1700° anniversario del I concilio ecumenico tenutosi a Nicea nel 325 d.C., il Patriarcato Ecumenico il 28 maggio ha emanato un’enciclica patriarcale e sinodale. In essa il concilio di Nicea è descritto come un’espressione della «natura sinodale della Chiesa», culmine della «conciliarità primordiale» e del «riunirsi per prendere decisioni unanimi», e il Credo che vi fu definito «una proclamazione della tradizione comune della Chiesa universale». Viene evidenziata particolarmente la questione di una celebrazione comune della Pasqua e si prega perché «i cristiani di tutto il mondo tornino a celebrare la Pasqua in una data comune», come simbolo di «un autentico progresso nell’impegno per la cooperazione e l’unità ecumenica».

Daniela Sala