Bartolomeo – Accuse dalla Russia
Il 13 gennaio il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli respinge con decisione le accuse provenienti dai servizi segreti russi contro il patriarca Bartolomeo I, affermando in una dichiarazione ufficiale che «la Chiesa madre di Costantinopoli, che è anche la Chiesa madre della Russia, esprime il suo profondo rammarico per il nuovo attacco russo alla persona di sua santità, il patriarca ecumenico Bartolomeo, perpetrato questa volta dalle autorità statali del paese». L’agenzia di stampa russa TASS aveva pubblicato l’11 gennaio un comunicato dei servizi segreti secondo cui il patriarca starebbe cercando in vari modi di dividere l’Ortodossia, collaborando attivamente con i servizi segreti britannici per indebolire la Chiesa ortodossa russa nei paesi europei, in particolare nel Baltico ma anche nei Balcani. Qui infatti, secondo questo comunicato, vorrebbe concedere l’indipendenza alla controversa e non riconosciuta Chiesa ortodossa montenegrina, per dare una lezione alla Chiesa ortodossa serba.
Gerusalemme – «Sionismo cristiano»
I patriarchi e capi delle Chiese di Gerusalemme, in una Dichiarazione del 17 gennaio sull’unità e la rappresentanza delle comunità cristiane nella Terra santa, pubblicata sul sito del Patriarcato ortodosso greco (bit.ly/3Obvmpg, in inglese) mettono in guardia dal «sionismo cristiano» e criticano «le attività locali di singoli individui» che «perseguono un programma politico», diffondendo un’ideologia dannosa che crea confusione e mette in pericolo «l’unità del nostro gregge». Secondo la testata on-line Terrasanta.net della Custodia francescana, il riferimento è al gruppo The Israeli Christian voice (La voce cristiana israeliana), le cui prese di posizione e recenti iniziative politiche sono giudicate problematiche dai responsabili ecclesiastici, e il comunicato vuole rimarcare che «la rappresentanza dei cristiani di Terra santa spetta alle Chiese storiche, e ogni tentativo di captazione politica esterna a questa comunione è percepito come una minaccia per l’unità ecclesiale e per la stessa sopravvivenza della presenza cristiana nella regione».
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che ha luogo ogni anno dal 18 al 25 gennaio, quest’anno è stata preparata da rappresentanti delle Chiese cristiane in Armenia, e il tema prescelto era «Vi è un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati» (Ef 4,4). Al suo interno, il 19 papa Leone ricevendo una delegazione ecumenica dalla Finlandia elogia il paese come modello di ecumenismo, ricordando in particolare la dichiarazione congiunta dei vescovi ortodossi, luterani e cattolici finlandesi a favore di una «cultura della speranza, della dignità e della compassione», in cui s’impegnano a promuovere lo sviluppo delle cure palliative e dell’accompagnamento dei morenti. Il 25, nella celebrazione conclusiva della Settimana, guardando al 2000° anniversario della morte e risurrezione del Signore Gesù nel 2033, il papa sottolinea la natura ecumenica del cammino sinodale della Chiesa e invita tutte le Chiese cristiane a crescere nella conoscenza reciproca delle rispettive pratiche e tradizioni sinodali.
KEK – Groenlandia
La Conferenza delle Chiese europee (KEK), in una lettera del segretario generale Frank-Dieter Fischbach pubblicata il 21 gennaio, critica le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump su una possibile appropriazione della Groenlandia. Tali dichiarazioni, si legge nella lettera, minano i principi della convivenza pacifica, del rispetto reciproco e della cooperazione internazionale, mentre il futuro della Groenlandia può essere deciso solo dalla popolazione stessa. Qualsiasi cambiamento di status senza il suo consenso violerebbe il diritto internazionale, compresa la Carta delle Nazioni Unite e il diritto all’autodeterminazione.
Italia – I Simposio ecumenico
Si svolge il 23 e 24 gennaio a Bari il I Simposio di Chiese cristiane in Italia, e viene firmato un Patto tra Chiese cristiane in Italia.
Chiesa d’Inghilterra – Entra in carica l’arcivescova Mullally
La nuova arcivescova anglicana di Canterbury, Sarah Mullally, entra ufficialmente in carica il 28 gennaio come leader spirituale della Chiesa d’Inghilterra, prima donna in questo ruolo. Il 25 marzo assumerà la sede durante una cerimonia solenne a Canterbury, e a partire da quel momento celebrerà anche funzioni religiose pubbliche come arcivescovo. Nel frattempo, Mullally compirà la visita ufficiale di insediamento a re Carlo III, capo della Chiesa d’Inghilterra, e presiederà il Sinodo generale della Chiesa d’Inghilterra, che si terrà dal 9 al 13 febbraio.
USA – Dichiarazione sulle violenze dell’ICE
I rappresentanti religiosi della regione di Washington condannano senza riserve «l’uso indiscriminato e letale della forza contro i civili» da parte dell’Immigration and customs enforcement (ICE) in una Dichiarazione sulle misure di applicazione delle leggi sull’immigrazione (bit.ly/4ahah5s, in inglese) del 30 gennaio. La democrazia – affermano − è in pericolo «quando il potere dello Stato viene esercitato senza riguardo per la vita, la giustizia o il bene comune». Le uccisioni di due cittadini statunitensi da parte di funzionari federali, avvenuti nel mese di gennaio, sono definite «un profondo fallimento morale». La dichiarazione è firmata, tra gli altri, dal card. Robert McElroy, arcivescovo di Washington, dalla vescova anglicana Mariann Edgar Budde e da rappresentanti religiosi ebraici, musulmani, zoroastriani, sikh, unitariani e metodisti. In precedenza, anche il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, l’arcivescovo Paul S. Coakley, aveva invitato a un’ora di adorazione per la pace a livello nazionale, mentre il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, aveva definito «inaccettabile» la situazione a Minneapolis, sottolineando che «le difficoltà, i problemi, le contraddizioni si risolvono in altro modo».
Daniela Sala
