CEC - Dicastero per il dialogo interreligioso
Durante la Settimana mondiale dell’armonia interreligiosa, i rappresentanti del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) e del Dicastero per il dialogo interreligioso della Santa Sede s’incontrano a Ginevra presso il Centro ecumenico e l’Istituto ecumenico di Bossey (2-6.2.2026). La delegazione viene ricevuta ufficialmente dal segretario generale del CEC Jerry Pillay. L’incontro ha lo scopo d’esaminare la cooperazione in corso e di pianificare i prossimi passi in vista del 50° anniversario del percorso condiviso nel campo del dialogo interreligioso in un contesto ecumenico (1977-2027).
Israele-Palestina − Alleanza interreligiosa per i diritti umani
Di fronte alla situazione sempre più precaria dei diritti umani in Israele, alcuni rabbini ebrei e teologi cristiani il 5 febbraio lanciano il progetto interreligioso «Faithful futures». Sostenuta dall’Unione Europea, la piattaforma vuole promuovere la solidarietà e l’azione comune, e vede in campo l’associazione Rabbini per i diritti umani e l’organizzazione ecumenica palestinese Sabeel, con il coinvolgimento anche di leader religiosi musulmani. L’obiettivo è l’impegno per i diritti umani, i valori comuni, la protezione di tutte le forme di vita, la pace e la giustizia, studiando insieme le relazioni interreligiose, i diritti umani e il diritto internazionale, organizzando incontri interreligiosi e creando campagne pubbliche che mettano in evidenza il legame positivo tra religione e diritti umani.
Armenia – Conflitto tra Chiesa ortodossa e Governo
La Chiesa apostolica armena (ortodossa orientale), guidata dal catholicos Karekin II, attraversa una fase turbolenta segnata da tensioni politiche e sociali a seguito del conflitto nel Nagorno Karabakh e alle trasformazioni interne del paese, che hanno accentuato il dibattito sul ruolo pubblico della Chiesa e sui rapporti con il Governo. Il conflitto con il Governo del primo ministro Nikol Pashinyan, da sempre critico nei confronti delle strette relazioni dell’Armenia con la Russia e promotore di relazioni più strette con la Turchia e della pace con l’Azerbaigian nel 2025, è esploso attorno al vescovo Gevorg Saroyan, firmatario insieme ad altri 10 vescovi di un documento che chiedeva le dimissioni del catholicos e la creazione di un Consiglio di coordinamento per riformare la Chiesa. Dei 54 vescovi della Chiesa apostolica armena, 10 sono a capo delle diocesi in Armenia, 23 sono a capo delle diocesi nella diaspora, altri 10 ricoprono cariche speciali e una decina sono in pensione. Il 10 gennaio Karekin II lo ha rimosso dalla guida della diocesi di Masyatsotn, accusandolo d’abuso d’ufficio e pressioni sul clero. Nonostante la causa civile da lui intentata prevedesse la sospensione del provvedimento, il 27 gennaio Karekin ha decretato la sua deposizione definitiva dal ministero sacerdotale, sostenendo che il ricorso alla giustizia civile violasse l’obbedienza canonica. La crisi si è aggravata quando il Governo ha avviato un’indagine penale sulla destituzione e convocato 6 vescovi coinvolti nella decisione. La Chiesa ha denunciato un’ingerenza statale e una campagna repressiva contro il clero. In questo contesto, dal 17 al 19 febbraio si tiene in Austria a Sankt Pölten un’assemblea dell’episcopato armeno, ma senza Karekin che nel frattempo, il 14, è stato a sua volta inquisito per il decreto contro Saroyan. Il documento finale chiede al Governo armeno di cessare la repressione contro la Chiesa e rispettare la Costituzione armena, e ai vescovi firmatari della richiesta di riforme di rispettare le procedure canoniche. In sostanza viene riconosciuta la necessità di riforme interne e si apre a un dialogo con il Governo.
Morte di Jesse Jackson
Il 17 febbraio muore Jesse Jackson, storico leader dei diritti civili negli Stati Uniti e figura centrale nella lotta contro la discriminazione razziale. Pastore battista e collaboratore di Martin Luther King negli anni Sessanta, Jackson fondò la Rainbow/PUSH Coalition e si candidò due volte alle primarie presidenziali democratiche negli anni Ottanta. La sua azione politica e sociale ha lasciato un segno duraturo nel dibattito pubblico americano su giustizia, uguaglianza e diritti civili.
Valdesi e Assemblee di Dio - 8 per mille
Il 24 febbraio la Camera dei deputati approva all’unanimità le modifiche alle Intese tra lo Stato e la Chiesa evangelica valdese e tra lo Stato e le Assemblee di Dio in Italia (ADI), ai sensi dell’art. 8 della Costituzione. Per le ADI le modifiche consentiranno la partecipazione alla ripartizione delle quote non espresse dell’8 per mille e un utilizzo più ampio delle risorse per finalità umanitarie e culturali. Per la Chiesa valdese sarà possibile l’ampliamento della platea degli enti senza fini di lucro potenzialmente beneficiari dei fondi dell’8 per mille, confermandone la destinazione esclusiva a progetti sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero.
Incontro tra i vertici del CEC e papa Leone
Una delegazione del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) visita il Vaticano il 27 e 28 febbraio per una serie di incontri volti a evidenziare la collaborazione di lunga data tra la Chiesa cattolica e la più grande organizzazione ecumenica mondiale. La delegazione era composta dal vescovo Heinrich Bedford-Strohm (Chiesa evangelica luterana in Baviera), moderatore del Comitato centrale del CEC; dall’arcivescovo Vicken Aykazian (Chiesa apostolica armena) e dalla rev. Merlyn Hyde Riley (Unione battista della Giamaica), vice-moderatori del Comitato centrale; e dal rev. Jerry Pillay (Chiesa presbiteriana unita dell’Africa australe), segretario generale del CEC. Il 28 la delegazione è ricevuta in udienza privata da papa Leone XIV. Secondo le parole del moderatore del CEC, il papa «ha affermato che l’ecumenismo e l’unità delle Chiese sono alcune delle sue priorità», e «abbiamo parlato della divisione e della violenza nel mondo e anche dell’uso improprio della religione cristiana per scopi politici che sono contrari ai valori del Vangelo».
Daniela Sala
