Leone XIV a Beirut – Incontro ecumenico e interreligioso
Il 1° dicembre, nell’ambito del suo primo viaggio internazionale, in Turchia e Libano (27.11-2.12.2025), papa Leone XIV partecipa a un incontro ecumenico e interreligioso a Beirut, insieme – tra gli altri – al patriarca greco-ortodosso di Antiochia Youhanna X, al patriarca siro-ortodosso di Antiochia Mor Ignatius Aphrem II e al catholicos di Cilicia della Chiesa apostolica armena Aram I.
KEK – Di fronte all’ideologia del «mondo russo»
Dal 1° al 3 dicembre, circa 90 leader ecclesiastici e rappresentanti di Chiese, Consigli nazionali di Chiese, partner ecumenici e studiosi si riuniscono a Helsinki, in Finlandia, per una conferenza ecumenica dal titolo «Resistere all’impero, promuovere la pace», organizzata dalla Conferenza delle Chiese Europee (KEK) in collaborazione con la Chiesa evangelica luterana di Finlandia e la Chiesa ortodossa di Finlandia. Al termine pubblicano una dichiarazione, che delinea azioni chiare che le Chiese possono intraprendere per la pace e la riconciliazione e afferma una forte critica teologica dell’ideologia e del suo uso improprio nell’insegnamento cristiano. Il testo suggerisce inoltre alle Chiese europee di coltivare «una cultura teologica in grado di riconoscere e contestare l’uso improprio del linguaggio religioso, ad esempio resistendo alla tentazione di confondere il regno di Dio con una determinata entità politica o forma di Governo» e incoraggiando «la raccolta e la conservazione delle testimonianze dei sopravvissuti e dei caduti». Altre azioni includono il sostegno al dialogo sulla verità e la riconciliazione, il rafforzamento delle voci dissidenti russe, l’affrontare il retaggio imperiale delle stesse Chiese, la promozione della guarigione dai traumi e la trasformazione nonviolenta dei conflitti. La dichiarazione si conclude incoraggiando le Chiese a salvaguardare la democrazia e a difendere l’inviolabilità dei confini internazionali, in uno spirito di fedele resistenza all’imperialismo e di promozione della pace. La Chiesa ortodossa russa non fa più parte della KEK dal 2008, mentre fa ancora parte del Consiglio ecumenico delle Chiese. La KEK è la prima organizzazione ecumenica ad aver accolto ufficialmente come membro la Chiesa ortodossa d’Ucraina (OCU), la Chiesa nazionale indipendente da Mosca costituita nel 2019 dal patriarca ecumenico Bartolomeo I, ma non ancora riconosciuta da tutte le Chiese ortodosse.
Chiesa d’Inghilterra – Accuse contro la nuova arcivescova
Il 12 dicembre la vescova di Londra Sarah Mullally, recentemente scelta come prossima arcivescova di Canterbury e primate della Comunione anglicana (dal 28 gennaio), viene accusata di cattiva gestione di un caso di abusi da una vittima, nota come «Sopravvissuto N», che aveva denunciato tempo fa un sacerdote di Londra. La vescova riconosce che al «Sopravvissuto N» non è stata fornita adeguata assistenza dalla Chiesa d’Inghilterra (le cui procedure in caso di abusi la stessa Mullally aveva contribuito a riformare). Il 9 gennaio, tuttavia, l’arcivescovo di York Stephen Cottrell (a sua volta accusato di cattiva gestione di un caso di abuso da parte dello stesso “Sopravvissuto N”) decide l’archiviazione del caso. Il precedente arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, aveva lasciato l’incarico nel 2025 dopo essere stato accusato di gravi negligenze nel gestire il caso di un pedofilo seriale.
CEC – Ucraina
Mentre si svolgono colloqui diplomatici per porre fine alla guerra d’aggressione russa in Ucraina, il 13 dicembre il Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) chiede una pace giusta per il paese. Durante i negoziati si dovrà tenere conto del fatto che la Russia ha invaso l’Ucraina in modo «illegale e immorale», dichiara il segretario generale Jerry Pillay. «Un risultato che premia solo l’aggressore e non crea le condizioni per una pace duratura per le persone il cui paese è stato invaso, potrebbe essere considerato solo come un miserabile fallimento della diplomazia e della responsabilità morale». Il CEC è preoccupato che l’ideologia del «mondo russo» rappresenti un serio ostacolo a negoziati significativi per una pace giusta e duratura. Il risultato dei negoziati non dovrebbe essere solo una temporanea interruzione della violenza, ma dovrebbe portare a una «pace giusta e sostenibile». Queste affermazioni segnano uno spostamento della posizione del CEC, di cui la Chiesa ortodossa russa è ancora membro, rispetto all’inizio della guerra. Nel 2023 il CEC aveva tentato di far incontrare i leader ecclesiali ucraini e russi senza riuscirvi.
Dialogo cattolici-metodisti – Documento di sintesi
Il 15 dicembre il Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, insieme al Consiglio metodista mondiale, pubblica per i tipi della Libreria editrice vaticana un documento di sintesi intitolato Crediamo in un solo Dio. Sessant’anni di cammino comune tra metodisti e cattolici (bit.ly/4b0Prbe, in inglese), che riassume il lavoro svolto dalla Commissione mista internazionale per il dialogo tra il Consiglio metodista mondiale e la Chiesa cattolica (MERCIC) nel corso degli ultimi 60 anni. Il volume raccoglie i risultati degli 11 rapporti prodotti dalla Commissione dal 1967 (bit.ly/3New193), che affrontano temi come il battesimo, la santità, la Scrittura e la Tradizione, l’eucaristia, la natura e la missione della Chiesa e la chiamata alla comunione visibile, e su questi temi presenta concisamente le convinzioni condivise e le differenze di prospettiva ancora esistenti.
Taizé – Parigi
Il 48° Incontro europeo dei giovani organizzato dalla comunità ecumenica di Taizé, che si svolge a Parigi dal 28 dicembre 2025 al 1° gennaio 2026, vede la partecipazione di circa 15.000 giovani tra i 18 e i 35 anni, accolti in famiglie e parrocchie. In un contesto di guerra, tensioni geopolitiche e polarizzazione, secondo gli organizzatori l’incontro nella capitale francese vuole essere un messaggio di pace, riconciliazione e unità. Viene annunciata la prossima tappa del «Pellegrinaggio di fiducia sulla terra»: Łódź, in Polonia (per la sesta volta).
Daniela Sala
