Trinità di Rublev

 

Andrej Rublëv
Icona della Trinità
, 1410 circa

 

Il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui... (Gen 18,1ss.)



DAL MONDO DELL'ECUMENISMO *

* in collaborazione con Il Regno


DAL CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE

 


 Va' e d'ora in poi non peccare più (Gv 8,11)

 

La cinquantaduesima Sessione del SAE si apre alla Domus Pacis di Santa Maria degli  Angeli - Assisi domenica 26 luglio. Essa si propone come momento di formazione ecumenica  attraverso l’esperienza concreta di pregare, meditare, studiare, condividere la vita in  comune fra cristiani di diverse tradizioni, che insieme sono in ascolto di Israele e si  affacciano all’incontro interreligioso.

 Il tema di quest’anno In Cammino verso un nuovo ecumenismo  fa pensare al proposito  espresso nel Messaggio finale della Decima Assemblea del Consiglio Ecumenico delle  Chiese  (Busan - Sud Corea, 2013):

 «Intendiamo muoverci insieme. Spronati dalle esperienze vissute a Busan, sproniamo a  nostra volta tutte le persone di buona volontà ad impegnarsi con i propri doni ricevuti da  Dio a compiere azioni trasformatrici».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Scorcio dell'abside di Santa Maria degli Angeli- Assisi

 

 

 

 

 

 26 luglio 2015

I corsisti raggiunta la Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli -  Assisi si immedesimano nel tema della Sessione e si mettono "in cammino"

 

 per consumare la cena insieme. 

 

 

 

 

 

 

Ingresso al Museo della basilica

27 luglio 2015

La mattina di lunedì 27 luglio i lavori della Sessione cominciano a pieno ritmo.

Si aprono con la preghiera e la meditazione di Genesi 18,1-16.

Miriam Camerini, che doveva guidarla, non avendo potuto essere presente, l'ha inviata con una lettera che è stata letta.

 

La presidente Marianita Montresor legge alcuni messaggi di saluto pervenuti da varie personalità fra i quali, come sempre, è arrivato molto gradito quello della fondatrice Maria Vingiani.

 

Nella presentazione della  Sessione la presidente si è soffermata sul titolo In cammino verso un nuovo ecumenismo; ha  precisato che possiamo parlare di nuovo ecumenismo intendendo ultimamente: "rinnovato dalla potenza dello Spirito"; infatti "l'unità è innanzitutto dono di Cristo e opera dello Spirito"

Quanto al sottotitolo Va' e non peccare più, che potrebbe apparire stravagante, ha detto:

      "Che cosa ha a che vedere questo versetto biblico con l'ecumenismo? Vuole essere uno stimolo a prendere coscienza, dall’interno, di qualcosa che in fondo sappiamo bene, ma che spesso rischiamo di sottovalutare. E cioè il fatto che il peccato della divisione, il motivo stesso che ha dato origine al movimento ecumenico nel XXI secolo, è Il peccato, il peccato per antonomasia; sconfessa infatti l’essere stesso di Dio, nega lo scopo ultimo dell’incarnazione di Cristo, l’essenza propria della salvezza, che consiste per i cristiani nell’essere stabilmente in Cristo, uno col Padre per mezzo del Figlio. Cristo è forse diviso? ci ammonisce San Paolo...

Ma nessuna unità in Cristo è davvero possibile dove regna la divisione tra fratelli! Non è forse questo il più grande male, l’opera più insidiosa di colui che la tradizione biblica chiama appunto il divisore? Noi lo sappiamo bene, eppure siamo facilmente “tentati” (è proprio il caso di dirlo!) di considerare peccati più gravi innanzitutto le colpe che attengono alla vita personale - e, forse, in particolare, sessuale - per una lunga tradizione sociale ed ecclesiale dura a morire. Siamo tentati invece di sottovalutare il peso che, anche oggi, comportano le nostre divisioni, oscillando tra la tentazione talora di non vedere gli ostacoli ancora presenti, talora di enfatizzarli, riducendo tutto a problematiche teologiche, che esulano dalle nostre competenze e possibilità di soluzione. Finiamo così, di fatto, col non farcene carico realmente. L’ecumenismo ha invece a che fare direttamente con la vita di ogni cristiano/a che voglia essere tale.

Va e non peccare più... solo l'incontro col Signore, che resta solo con noi, ci giustifica e ci riempie di gratitudine per il suo amore".

 

Alla domanda “Dove sta andando l’ecumenismo?” hanno iniziato a rispondere Tecle Vetrali (preside emerito Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino, Venezia) e Carmine Napolitano (preside Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose, Aversa) nell’incontro moderato da Brunetto Salvarani.

Nel pomeriggio di lunedì 27 luglio hanno trattato del rapporto dei cristiani col popolo ebraico tre relatori: Marco Cassuto Morselli, presidente Amicizia Ebraico-Cristiana -  Roma,  Annarita Caponera, presidente del Consiglio ecumenico delle Chiese di Perugia e docente di ecumenismo e dialogo interreligioso presso l’Istituto Teologico di Assisi, Ilenya Goss, laureata in Filosofia e in Scienze bibliche e teologiche e membro della Commissione bioetica della Chiesa Valdese. 

Il moderatore Piero Stefani ha introdotto  l'argomento con alcune premesse:

 Il SAE si è definito al suo sorgere “Movimento interconfessionale di laici impegnati nell’ecumenismo a partire dal dialogo ebraico –cristiano”.

 Accennando soltanto al fatto che poi è prevalsa la tendenza a parlare di dialogo cristiano – ebraico - il fatto andrebbe giustificato – Stefani ha sottolineato che proprio in questo “a partire da” si pone l’originalità storica e di metodo del SAE.

 I due elementi costitutivi del movimento sono legati, ma al tempo stesso distinti. Basti pensare a come si coniuga diversamente il principio basilare dell’azione ecumenica che è:  “ciò che ci unisce è più importante di quello che ci divide”, mentre nel rapporto con gli ebrei quello che unisce è dentro a quello che divide e viceversa, vale a dire la figura di Gesù.

 

 

                                           

 Basilica inferiore di San Francesco Assisi

 

 

                         

 

 

  Francesco sposa la povertà -  Giotto

 

 

            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Chiara - Simone Martini  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ll comitato esecutivo ha preparato una scheda in vista della visita alla basilica di San Francesco d'Assisi giovedì 30 luglio. 

 L’itinerario ecumenico nella Basilica di San Francesco d’Assisi prevede un percorso storico-artistico guidato da frati francescani, che spiegheranno i cicli di affreschi e illustreranno principalmente la vita di Francesco e le vicende storiche ad esso inerenti, con qualche accenno probabilmente a Santa Chiara, sua conterranea e contemporanea.

L’intento con cui il Comitato Esecutivo ha proposto questo itinerario – oltre che per l’indubbio interesse artistico – è di arricchire ulteriormente il tema della Sessione, ricorrendo anche ad approcci inusuali alla prospettiva ecumenica che caratterizza il nostro essere SAE (associazione interconfessionale di laici per l’ecumenismo a partire dal dialogo ebraico-cristiano).

Questa sintetica scheda vuole fungere da chiave di lettura di quanto faremo nel pomeriggio di giovedì.

Vi invitiamo perciò a leggerla (anche se per molti si tratterà di argomento noto) prima di salire ad Assisi, per avere come riferimento di fondo un panorama ampio e interconfessionale, all’interno del quale collocare la vita e il cammino di fede di Francesco e Chiara.

 

Cineforum su "Identità e ospitalità nelle relazioni"

a cura di Peter Ciaccio  

 

“Jalla! Jalla!” di Josef Fares, Svezia 2000

Roro e Måns sono amici e colleghi nel servizio giardini di Göteborg. Roro è un libanese cristiano immigrato con la famiglia che ha una relazione con Lisa, una giovane svedese, mentre Måns ha dei problemi con la propria ragazza svedese. Padre e nonna di Roro non sanno di Lisa e combinano un matrimonio con Yasmine, giovane e bella immigrata libanese. Roro e Måns cercano d'aiutarsi a vicenda.

I gruppi di studio - 4 quest'anno -, e i laboratori assorbono due intere giornate di lavoro della Sessione. Attraverso loro i corsisti hanno modo di portare la loro esperienza, di conoscersi e di approfondire alcune tematiche fondamentali. I conduttori, normalmente  una équipe di diverse tradizioni cristiane o ebraica e, spesso, anche islamica o a volte induista o buddista, tessono fra loro e con i partecipanti un dialogo fecondo e arricchente. 

                                                                                                  

           Presentazione generale a cura di Anna Urbani 

Tutte le giornate si aprono, come già detto, con la preghiera e la meditazione della Parola e si chiudono con una celebrazione liturgica ecumenica o con la Messa, o la Santa Cena o i Vespri Ortodossi.

Sono momenti di vera condivisione spirituale che tengono viva la speranza che  la comunione eucaristica partecipata e condivisa diventi tradizione comune di tutte le confessioni che la celebrano.

La sera di venerdì abbiamo partecipato all'accoglienza dello Shabbat, invitati dall'amico ebreo Sandro Ventura, presente  tutta la settimana con la moglie  Daniela Schneider.

 

 

 Il giardino della Domus Pacis ha fatto da cornice a diverse celebrazioni.

La Messa cattolica romana è stata presieduta da mons. Benedetto Tuzia, vescovo di Orvieto - Todi, che ha tenuto l'omelia

 

Il culto di Santa cena è stato presieduto dai pastori Pawel Gajewski e Fulvio Ferrario, che ha tenuto anche la predicazione.

Ha animato le celebrazioni il coro diretto da Ilenya Goss

I vespri ortodossi, invece, sono stati celebrati nella basilica superiore di San Francesco d’Assisi presieduti da padre Gabriel Codrea, che al termine ne ha spiegato il significato per il cammino ecumenico.

 

  Fascicolo con le tre predicazioni

 

La Sessione quest’anno ha ospitato dom Lambert Vos priore del monastero di Chevetogne (Belgio) - fondato nel 1925 da dom Lambert Beauduin per operare per l’unità dei cristiani -  e direttore della rivista Irenikon, che ha fatto un breve ed applaudito intervento prima della tavola rotonda di venerdì 31 luglio.

 

Il benedettino belga ha spiegato i motivi della sua presenza, per la prima volta ad Assisi ed al SAE: l’aver incontrato la presidente Marianita Montresor a Bose lo scorso maggio ed aver ricevuto il programma.

Il tema Le parole nuove dell’ecumenismo: ecumenismo ricettivo, discernimento, mutua affidabilità è stato trattato da:

Panaghiotis  Yfantis,              Fulvio Ferrario                    Placido Sgroi

        

 Panaghiotis Yfantis (Università “Aristotele” di Salonicco  / ISE Venezia) ha illustrato   l’ecumenismo ricettivo dal punto di vista ortodosso. L’Ortodossia riconosce la Tradizione come un elemento permanente ed essenziale della sua identità e testimonianza.

Venerdì 31 luglio pomeriggio  con grande impegno di tutti i partecipanti, che avevano lavorato nei gruppi e nei laboratori, in un'atmosfera festosa, si è cercato di rendere partecipi, nel modo migliore possibile, tutti quanti dei frutti del lavoro svolto.

L'atmosfera di festa è continuata nella serata dedicata alle osservazioni sulla Sessione , che è stata aperta da una originalissima interpretazione di Marco Campedelli del brano evangelico  di Giovanni richiamato dal versetto sottotitolo della Sessione: Va' e non peccare più