A Roma la Facoltà valdese di teologia ha dedicato due giorni di studio (il 30 e il 31 gennaio) a Paolo Ricca, ricordandone la grande testimonianza di vita e di fede nel segno del dialogo. In programma tra gli altri gli interventi di Ravasi, Bianchi, Riccardi, Ferrario, Spini, Caramore, Noffke, Vogel, Genre, Garrone, Labsch, Cacciari e dei familiari di Ricca.

Paolo Ricca è stato un grande amico del Sae, contribuendo a farlo crescere con la sua sapienza teologica e la sua fede nel dialogo, partecipando a numerose sessioni estive. Sono stati interventi molto preziosi, arricchiti da un grande spessore umano, che il presidente del Sae, Simone Morandini ha ricordato nel suo ricordo alla Facoltà valdese di teologia. Di seguito il testo:

È per me un immenso piacere portare un saluto a nome del Segretariato Attività Ecumeniche (Sae Aps) e ringrazio di cuore per l’invito rivoltoci. Ho voluto essere presente come presidente nazionale in questo momento così importante, perché Paolo Ricca è stato davvero un riferimento costante e prezioso per la nostra associazione:

in primo luogo, nelle annuali sessioni di formazione ecumenica, in cui Maria Vingiani lo aveva invitato come relatore fin da tempi lontani, riconoscendone tutto il valore. Da una ricerca veloce sugli Atti la sua presenza – sempre così attiva, vivace e puntuale – risale almeno al 1974 (prima ancora della lunga fase al Passo della Mendola) per giungere poi fino a pochi anni fa. Mi piace pensare a tale ambito come ad una palestra in cui ha potuto coltivare la sua vocazione ecumenica … con una grande allenatrice come Maria Vingiani.

In tale fase ha pure efficacemente contribuito all’elaborazione del Comitato Scientifico per la preparazione ogni anno delle sessioni stesse. Sempre la sua è stata una testimonianza costante di fede evangelica, solida nel suo radicamento biblico ed assieme coraggiosamente attenta al dialogo ecumenico, potentemente creativa nell’indicarne le vie. Per me, tra l’altro, la memoria si colora di una dimensione personale: il mio primo intervento in sala ad una sessione SAE è stato proprio al suo fianco, come discussant di un intervento sul Cec; ricordo come fosse ieri il suo incoraggiamento al giovane emozionato teologo cattolico che io ero … e non è certo l’unica volta che ha espresso affettuosa attenzione per i giovani attivi nel cammino ecumenico.

Ma Paolo Ricca è stato pure membro attivo del Gruppo Teologico del Sae, alla cui elaborazione ha portato sostanziosi contributi, anche tra l’altro come coordinatore – per lunghi anni, assieme a Giovanni Cereti. Prezioso e davvero coinvolgente l’intervento di saluto che ci ha offerto quando i motivi di salute lo hanno costretto ad abbandonare il Gruppo, solo tre anni fa: una testimonianza preziosa di quanto profonde e personali siano state le relazioni che Paolo ha saputo attivare e coltivare in tale contesto, intrecciando amicizia e collaborazione teologica.

Infine, ma non ultima, la sua costante disponibilità a intervenire nella vita dei gruppi locali del SAE, talvolta anche con viaggi in contesti improbabili, ma sempre portando una parola potente di Vangelo e di ecumenismo. Per il Sae, insomma, quella di Paolo Ricca è stata una presenza fondamentale, che ha contribuito in modo determinante alla nostra vita e ad una progettualità, che ora accogliamo come un’eredità. Che il ricordo – che anche questa giornata contribuisce in modo importante a coltivare - sia di benedizione.