SEGRETARIATO
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ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICHE E LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO                  

 

 

 


Gioachino Pistone è tornato alla casa del Padre, il messaggio di Elza Ferrario del SAE di Milano:

[10/10/2019] Da oggi vive nella luce, quella lux che lucet in tenebris, Gioachino Pistone, carissimo a tutto il mondo ecumenico e interreligioso milanese e italiano.

Il volto di Gioachino, membro della Chiesa valdese di Milano, resta indissolubilmente legato alla libreria Claudiana e al Centro Culturale Protestante, così come al Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, di cui era stato Presidente; lo ricordiamo animatore per anni del gruppo interconfessionale milanese Teshuvà per il dialogo ebraico-cristiano, a cui tanto teneva - aveva curato con Fabio Ballabio il libro, _Se così si può dire..._, di un altro vivente luminoso, Paolo De Benedetti. Era particolarmente legato al SAE (Segretariato Attività Ecumeniche), nel cui Comitato Esecutivo nazionale aveva operato con passione e intensità. Negli ultimi anni la salute non gli aveva consentito di proseguire le sue attività e i suoi interessi, e abbiamo patito la sua assenza, o forse più quelle remore umane che ci hanno dissuaso dal cercarlo, per timore di disturbare.

Ringraziamo il Signore per quanto abbiamo ricevuto in abbondanza da Gioachino, e lo ricordiamo con affetto e riconoscenza grandi.
Ci stringiamo alla sua famiglia, la moglie Anna e la figlia Valentina, che ci sono altrettanto care.

 

(Elza Ferrario - SAE Milano)

 

foto di Laura Caffagnini

 

foto di Laura Caffagnini

 

foto di Laura Caffagnini

 

 

Un ricordo di Gioachino di Meo Gnocchi del SAE di Cremona

Gioachino pervenne al SAE negli ultimi anni del secolo scorso, all’inizio della presidenza nazionale di Elena Covini. Aveva sollecitato il suo ingresso nell’associazione anche Clara Cesarini, entrata in familiarità con lui per la frequentazione della Libreria Claudiana e del centro culturale ad essa connesso, in cui egli svolgeva il proprio lavoro ed esprimeva la propria vasta e profonda cultura, con particolare competenza nel settore dell’ebraismo e dei rapporti ebraico-cristiani. Nel SAE assunse subito responsabilità a livello nazionale, entrando a far parte del Comitato esecutivo, ove rimase non solo per i due mandati della presidenza di Elena, ma anche per i due della successiva presidenza di Meo Gnocchi. Ben sedici anni, dunque, di diretto coinvolgimento nel governo dell’associazione e nell’elaborazione delle sue iniziative. Prima fra tutte la sessione estiva di formazione ecumenica, alla preparazione e programmazione della quale Gioachino portava l’essenziale contributo delle sue conoscenze, della sua sensibilità culturale e religiosa, della sua diretta frequentazione del mondo evangelico ed ebraico, e nell’attuazione della quale aveva sempre un ruolo personale come moderatore e relatore, specialmente nella presentazione e conclusione dei lavori. Al SAE lo legava, oltre alla salda convinzione ecumenica, un’autentica affezione, maturata nel lungo impegno di corresponsabilità direttiva e nello sviluppo delle relazioni personali che l’avevano accompagnato, fiorendo in amicizie. E in questo rapporto di amicizia erano entrate anche la moglie Anna e la figlia Valentina, divenute anch’esse attive e validissime collaboratrici dell’associazione, in particolar modo nei lavori delle sessioni estive. Il genuino e generoso spirito ecumenico, capace di parole e gesti chiaramente e anche coraggiosamente significativi, andava congiunto in Gioachino a un’aperta e schietta espressione della propria confessione evangelica, cui era approdato e in cui si era riconosciuto al termine di un libero e meditato cammino di ricerca. Libertà e coerenza connotavano il suo pensare e il suo agire; anche nell’ambito del SAE, la franchezza critica si armonizzava in lui con la fedele condivisione degli orientamenti assunti e delle scelte operate, sia nelle situazioni gratificanti sia in quelle problematiche e difficoltose. Con simile attitudine si muoveva negli altri campi della sua testimonianza cristiana e del suo operare ecumenico. Piace ricordare qui, anche per le affinità e i rapporti con l’attività del SAE, l’impegno svolto nell’ambito del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano, di cui è stato uno dei presidenti temporanei; e durante la sua presidenza promosse e condusse, nel 2004, quell’itinerario di pace a Gerusalemme e in Israele di cui restano illuminanti attestazioni. Altro momento importante di testimonianza ecumenica fu nel 2007 la terza assemblea ecumenica europea di Sibiu, cui Gioachino attivamente partecipò insieme ad altri soci del SAE. In tutti i campi e in tutte le espressioni della presenza e dell’attività di Gioachino si manifestava la ricchezza della sua versatile cultura, ma senza alcuna esibizione, anzi quasi con un abbassamento di tono, con quell’understatement che gli era proprio e che temperava molte espressioni del suo animo e del suo pensiero: una sobrietà, una riluttanza all’enfasi in cui si poteva riconoscere la sua radice piemontese. Ne era espressione anche la sua arguta e bonaria ironia, il suo sorridente e disarmato motteggio. A più alto livello, questa sobrietà e questo contenimento di toni caratterizzavano l’espressione della sua personale fede cristiana, tanto profondamente radicata quanto conscia della propria fragilità, custodita dalla discrezione e francamente ma pudicamente dichiarata. Come egli stesso confessava in una delle rare dichiarazioni di tal genere, a conclusione della sessione del 2005, Se aveste fede quanto un granello di senape: «Io per primo, che ritengo, forse, e non so quanto, di avere fede, sono ogni giorno nella condizione di dire di nuovo: “Signore, aiuta la mia fede”, ma anche e di più: “Signore, aiuta la mia incredulità”. Questo confidare si esprime nella certezza della speranza, nella gioia di colui che, nel cuore della disperazione, trova in Cristo e nelle sue promesse il luogo centrale del suo proprio essere».

(Meo Gnocchi - SAE Cremona)

Gioachino Pistone una vita “molto umana” di Piero Stefani

Questo articolo, dal sottotitolo La scomparsa di un protestante che ha molto lavorato per l’ecumenismo, il dialogo ebraico-cristiano e la cultura in città è stato pubblicato sul numero 40 · 18 ottobre 2019 di Riforma.

numero 40 · 18 ottobre 2019

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