Nella tavola rotonda sulla domanda di Gesù «Chi dite che io sia?», posta giovedì alla sessione Sae in svolgimento a Camaldoli, Marco Marchetti, laureato in Scienze forestali, attualmente impegnato nella pianificazione ecologica del territorio e del paesaggio presso il Dipartimento di Architettura dell’Università “La Sapienza” di Roma, ha intrecciato l’esperienza maturata in decenni di insegnamento e di ricerca ecologica e l’esperienza esistenziale, percorsi dal filo rosso della fede. «Il mio tentativo è di rispondere alla domanda che ci interpella come singoli che vivono una quotidianità che spesso si allontana dalla fede, che cercano con fatica quale spazio hanno dato nelle loro esistenze a Gesù. Insieme a tante desolazioni ho trovato anche una consolazione. Cerco di guardare a Gesù dicendo che è “l’unico riferimento del mio andare”, come diceva un canto del Gen verde. Mi piacerebbe trovare l’unità interiore tra le dimensioni della mia vita e l’unità tra cielo e terra. Gesù è colui che tiene insieme il cielo e la terra; mettere insieme le due dimensioni è la cosa più importante».

Marchetti è rimasto colpito dall’affermazione di papa Leone nel messaggio per la Giornata del Creato: «La giustizia ambientale ha il volto di Cristo» e ha commentato: «Distruggere la natura non colpisce tutti allo stesso modo. Questa è un’altra delle dimensioni terrifiche del futuro di cui dobbiamo acquisire consapevolezza. La frase di papa Leone è un “no” evidente alla via estrattivista, all’economia del turbocapitalismo. Non basta la risposta individuale. Giovanni Paolo II disse “Pace con la terra, pace con il creato, pace con i popoli”. Ma noi continuiamo a non rispondere. E Francesco nella Laudato si’ ha messo insieme tanti elementi del Concilio, della teologia della liberazione, della pastorale della terra. Un magistero ambientale e sociale insieme».

Marchetti ha segnalato i punti di non ritorno come il fatto che gli alberi non riescono più a sequestrare carbonio a sufficienza per compensare le nostre capacità di inquinamento, o la sparizione dei ghiacciai, ma vede anche segni positivi come l’amicizia e la fraternità sociale prospettati nella “Fratelli tutti” e azioni concrete locali. Mette in guardia dalla cultura tecnoindustriale che ci illude di essere liberi e ci rende schiavi. Prospetta «una conversione ecologica dal basso basata sul connubio imprescindibile tra protezione ambientale e contrasto alle diseguaglianze che ci aiuti a superare l’antropocentrismo senza cadere nel biocentrismo».

Di fronte a problemi che paiono insormontabili c’è però la risposta della fede: «L’ansia climatica cresce di giorno in giorno e questo può portare a rassegnazione e a perdita della speranza che non possiamo consentire perché Cristo ha trasformato sempre il male in bene e ricapitolerà tutto. Più si allarga il mistero più dovremmo dirci che questo mistero della vita è un mistero gaudioso, non un enigma irrisolvibile. Laudato si’ 12 è per me un viatico che ci fa cercare la presenza di Dio in mezzo agli uomini, il suo piano per la vita dell’universo. Per questo prego che Dio, da un lato, allontani da me il paradigma tecnocratico, e dall’altro l’ansia ecologica. Chiedo che mi aiuti a custodire in me la speranza, sobria e tenace, e non da solo».

Marchetti vive da trent’anni in una comunità di famiglie in cui «Gesù si rivela come colui che ci invita a portare la pace, a fare comunità anche come scelta politica e sociale. Viviamo in un casale nell’agro romano in cui abbiamo creato un punto di confluenza di tutti questi percorsi, un luogo che ha uno spirito da condividere con altri, come spazio accogliente, e una piccola comunità sociale e agricola».

La nuova domanda è: «Dove possiamo portare oggi la nostra testimonianza e la profezia visto che siamo nella prospettiva dell’estinzione di massa? Non vediamo la vittoria di Dio nella storia, però continuiamo a credere che il Regno è possibile qui, che un altro mondo è possibile e che, se teniamo lo sguardo su Gesù, questo farà discendere dignità della persona, destinazione universale dei beni, opzione preferenziale per i poveri, pace, giustizia e salvaguardia del creato. Cosa ci manca per essere annunciatori senza paura di questa dimensione?».