SEGRETARIATO
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ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICHE E LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO                  

 

 

 


Ripubblicato sulla rivista SeFeR un articolo di Clara Achille Cesarini del 2003


  Sefer in ebraico vuol dire «libro»; ma è anche la sigla con cui è conosciuta e si autopresenta (in caratteri ebraici) la rivista Studi, Fatti, Ricerche (si tenga conto delle iniziali). L'ultimo numero pubblicato è il 172 - ottobre-dicembre 2020.  Dalla cifra si comprende subito che la sua vita è sufficientemente lunga: la registrazione del tribunale di Milano risale al 1978.  La prima anima dell'impresa fu Maria Baxiu (1924-1982),  poi il riferimento per eccellenza fu, per molti anni, Paolo De Benedetti; nel tempo vi hanno però lavorato molte altre persone, basti ricordare l'infaticabile opera redazionale di Marisa Chiocchetti e Elsa Saibene. In breve, la rivista si qualifica come un sussidio fondamentale per il dialogo ebraico-cristiano in Italia.

  Il suo ultimo numero è interamente dedicato alla memoria di Clara Achille Cesarini (di cui viene riproposto un articolo del 2003 dedicato al modo in cui andrebbero presentati gli ebrei nelle omelie). L'editoriale, nel quale viene esplicitamente sottolineata la dedizione di Clara al SAE, si conclude con queste parole: «Abbiamo volutamente scelto [...] di non parlare di lei, ma di lasciare parlare lei ed i suoi interessi: il rapporto tra antisemitismo e cristianesimo, l'antigiudaismo nella liturgia, l'antisemitismo contemporaneo, il dialogo ebraico-cristiano. Ci pare infatti che il modo più bello di tenere viva la presenza di una persona cara non sia di farne un santino, bensì cercare di continuare a studiare e lavorare sui temi che l'hanno vista impegnarsi per tutta la vita, portando la sua eredità - attraverso il presente - nel futuro. Far riflettere anche i nostri lettori, di nuovo, su questi temi, è quindi il nostro modo di tenere Clara attivamente accanto a noi. Che il suo ricordo sia in benedizione!»

  Ringraziamo gli amici di Sefer  sia per aver ricordato Clara sia per il modo da loro scelto per attuarlo.

(Piero Stefani)

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