L'intervista che Papa Francesco ha concesso ai giornalisti occidentali e orientali nel viaggio di ritorno dal Bahrain, a mio parere forse è il dialogo più interessante di un Papa col mondo intero di questo terzo millennio. Per questo ho voluto fare un commento che spero gradirete.

Argomenti trattati:

- dialogo interreligioso con i mussulmani: col grande Imam di Al-Azhar: "Il papa come pellegrino di pace e di fraternità.
- dialogo ecumenico con il Patriarca Bartolomeo arcivescovo ortodosso greco.
- il telegramma che Francesco, nel viaggio di ritorno ha scritto al presidente Mattarella: "Ho visto la gioia della comunità cristiana composta da persone provenienti da diversi paesi, come pure rappresentanti di varie etnie, religioni e culture, esortando a proseguire nella convivenza fraterna e pacifica".
Ancora una volta c'è stato un invito al Papa di un giornalista libanese ad andare in Libano, dove la situazione si sta sempre più aggravando e ora manca anche una presidenza e questo porterebbe il Papa a incontrare direttamente il popolo (situazione particolarmente favorevole per il popolo libanese). Papa Francesco ha accolto l'invito dicendosi consapevole del bisogno che ha il popolo libanese di essere ascoltato, perché ripetendo le parole di un altro Papa: "Il Libano non è un paese, ma un messaggio". "Tutti dobbiamo pregare per il Libano e come sempre, prima pregare Dio e poi pregare per la patria, per tutte le patrie, ma in particolare per quelle che più soffrono come in questo momento il Libano".
- Il ruolo specifico e irrinunciabile della donna nel mondo.
- il problema "spinoso europeo" dei migranti con riferimento specifico all'Italia e alla politica attuale.
- la "martoriata Ucraina" in guerra, con il ruolo straordinario di progetti di pace verso le due parti nell'ottica presente, diplomatica del Vaticano. Assai struggente e argomento di dialogo ecumenico la risposta del Papa alla domanda del giornalista tedesco a proposito della fervente cristianità e religiosità di un piccolo gregge orientale bahreinita, al confronto con la nostra sempre più "scristianizzazione" occidentale.
Questa è stata la risposta del Papa: "In Germania e nei paesi occidentali la chiesa viene abbandonata dalla maggioranza, perché ha dimenticato le sue radici, allora tutto va male, i giovani devono ascoltare e avvicinarsi ai nonni, perché sono le radici.
Una frase importante che io ho sentito, non ricordo in quale occasione è questa: "i giovani corrono su strade che gli anziani hanno tracciato".
Il Papa ha concluso, dicendo: "E' importante il dialogo, in Germania, tra cattolici e evangelici anzi è necessario e fondamentale, ma perchè
il dialogo sia fruttuoso è necessario avere un'identità forte da ambo le parti.

Per concludere:

Desidero ripetere alcune frasi del Papa sempre dopo questo indimenticabile viaggio nel Bahrain: "l'umanità ritrovi la bussola della fraternità". "La fede non è un privilegio da rivendicare, ma un dono da condividere". "Si gioca con le bombe, chi crede in Dio dice di no alla bestemmia della guerra". "In un'epoca di poteri violenti, la vera sfida è amare il nemico". Ai vescovi e ai sacerdoti: "fate circolare la gioia del Vangelo.". "Essenziali per i cristiani: l'unità nella diversità e la testimonianza d'amore". Ai giovani del Bahrain: "fate rumore. Felici di essere cattolici e di vivere l'amicizia con le altre fedi". "Tre guerre mondiali in un secolo, siate pacifisti!". "Il commercio di morte rende la terra un arsenale, la pace va radicata". "Un cristiano prima o poi deve sporcarsi le mani, per vivere la sua vita cristiana e dare testimonianza".

Tatiana Prinzivalli