minoranze

  • “Senza sicurezza non possiamo tornare”

     

    02 febbraio 2017

     Una delegazione del Consiglio ecumenico delle Chiese guidata dal segretario generale, Olav Fykse Tveit, per cinque giorni ha visitato l’Iraq, fra Baghdad e la regione del Kurdistan settentrionale. Scopo della visita, conclusasi il 24 gennaio, era quello di valutare il futuro delle componenti più vulnerabili della società irachena, in virtù dell’attesa e sperata sconfitta del cosiddetto Stato islamico.

  • Diritto alla cittadinanza significa una sola umanità

       

       19 marzo, 2017

       Nell’ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra il 15 marzo, il segretario generale  del CEC Olav Fykse Tveit ha partecipato a una tavola rotonda sul tema: «Islam  e cristianesimo, la grande convergenza: lavorare uniti per uguali diritti di cittadinanza». Tveit ha sottolineato che, insieme, cristiani e musulmani rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale. «Noi qui non stiamo parlando solo di noi stesi. Stiamo parlando di umanità in molti modi».  La tavola rotonda si è svolta come evento collaterale della 34ᵃ  sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.

  • I rifugiati hanno diritto alla protezione

    03 febbraio 2017

    Il Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC), ACTAlliance e la Federazione luterana mondiale (WLF) hanno espresso la loro preoccupazione a proposito delle recenti misure americane relative all’accoglienza e all’entrata negli Stati Uniti dei rifugiati provenienti da sette paesi a maggioranza musulmana. Queste organizzazioni hanno dichiarato che la fede invita i cristiani ad amare ed accogliere lo straniero, il rifugiato, le persone sfollate altrimenti detti «l’altro».

  • Il CEC lancia uno studio per coordinare gli sforzi umanitari per proteggere le minoranze in Irak e in Siria

    Paesaggio con tempio yazidi in Nord Iraq, © Ivars Kupcis / WCC

    28 novembre 2016

    Mentre le popolazioni di Siria e Iraq si sentono le vittime dei conflitti armati nei loro paesi, il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e il Norwegian Church Aid (NCA) stanno per pubblicare uno studio congiunto, "I bisogni di protezione delle minoranze di Siria e Iraq," in Oslo, Norvegia, il 28 novembre.

  • Il Consiglio Ecumenico delle Chiese condanna l'attentato al Museo ebraico di Bruxelles

    26 maggio 2014

    Il SAE esprime il suo sconcerto per l’attentato al Museo ebraico di Bruxelles e si unisce alla condanna pronunciata il 24 maggio dal Segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

    Il segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) Dr Rev. Olav Fykse Tveit, ha condannato il 24 maggio l’attentato al Museo ebraico di Bruxelles nel quale sono morte quattro persone di cui due cittadini israeliani.

    "Questo brutale attacco contro i visitatori di un museo, che rende omaggio al popolo ebraico e alla sua storia, riflette l'aumento spaventoso e inaccettabile di intolleranza e violenza contro le minoranze in Europa", ha detto Tveit.


    Mentre il movente degli omicidi di Bruxelles rimane poco chiaro, Tveit ha dichiarato: "Chiediamo a tutte le chiese e a tutte le persone di fede in Europa e in tutto il mondo di pregare per le famiglie delle vittime di questa sparatoria e di rinnovare la lotta contro l'antisemitismo e l’intolleranza in tutto il mondo .
    Chiediamo inoltre alle autorità del Belgio di trovare e portare il colpevole alla giustizia".

    Alla condanna di Tveit si è unito con una dichiarazione, il segretario generale della Conferenza delle Chiese Europee (KEK) , il Rev. Guy Liagre , nella quale ha detto: “le Chiese devono aumentare il loro impegno per contrastare tutte le forme di antisemitismo nella società e appoggiare la comunità ebraica nell’affrontare le conseguenze di questo crimine efferato".

    “Con queste dichiarazioni - ha concluso Tweit – le nostre chiese e i fratelli e le sorelle in Europa e in tutto il mondo sono invitati ad unirsi al pellegrinaggio di giustizia e di pace respingendo l’antisemitismo e ogni forma di intolleranza e di violenza".

  • L'uguaglianza fra uomo e donna richiede impegno

    07ottobre 2016

    Invitata dal Consiglio ecumenico delle Chiese e dall’Alleanza internazionale delle donne, Torild Shard, autrice norvegese di ricerche sulla parità di genere e sulle donne di potere, ha tenuto una conferenza stampa lunedì 3 ottobre a Ginevra.

  • L’impegno delle chiese contro l’AIDS

     

    7 aprile 2016

    A Lomé, in Togo, giovani africani discutono di prevenzione sessuale. L’iniziativa promossa dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC)

    Nel lontano 1986, il comitato esecutivo del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) proclamava che «la crisi dell’Aids chiama i cristiani a essere chiesa nei fatti e nella verità: chiesa come comunità di guarigione». In linea con questo principio, dal 2002 l’Ecumenical HIV and AIDS Initiatives and Advocacy (EHAIA) promuove competenze tra le chiese e coopera con le istituzioni religiose per integrare l’HIV nei piani di studio teologici e per affrontare alle radici il problema della pandemia. Lanciato come iniziativa ecumenica in risposta alla chiamata dei cristiani e delle chiese africane, il programma Ehaia, il cui mandato è stato esteso a paesi non africani, mira a non lasciare sole le persone che convivono con l'HIV (disabili, adolescenti, giovani, donne, uomini, nonni, tossicodipendenti, detenuti, migranti, minoranze sessuali e tutti i gruppi emarginati) impegnandosi affinché capi di chiesa e teologi di tutto il mondo coinvolgano questi esclusi, «colpevoli di essere malati».

  • La Commissione Fede e Costituzione del CEC ha tracciato le linee del suo impegno futuro

    25 giugno 2015

    La neo ricostituita Commissione di Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) ha cominciato a definire le linee principali dei suoi studi ecumenici e delle azioni comuni da realizzare dal 2015 alla prossima Assemblea del CEC nel 2020

    Riunita nel monastero Caraiman in Romania, la commissione di 49 membri ha deciso di concentrare il suo prossimo lavoro sui fondamenti teologici del programma centrale del CEC «il pellegrinaggio della giustizia e della pace», di proseguire i lavori sul dialogo e sulla scoperta di un terreno comune tra chiese per quanto riguarda la dottrina cristiana della Chiesa, di coordinare le consultazioni e i seminari dedicati a come le chiese si impegnano in processi di "discernimento morale" al momento di decidere le politiche che portano a un'azione su temi come il cambiamento climatico, la schiavitù, l'apartheid, la sessualità umana e le questioni della vita e della morte.

    La Commissione ha, inoltre, tracciato in breve la storia del movimento di Fede e Costituzione.

     

  • La religione: amica o nemica del bene comune?

     

    16 Febbraio 2016

    In un’epoca di pluralismo religioso e di giustificazione religiosa di tutte le tipologie di atrocità, in che modo le comunità religiose contribuiscono autenticamente al bene pubblico?

    La pluralità delle religioni, e di una grande varietà di punti di vista all'interno dello stesso cristianesimo, non richiede una ritirata da ma un impegno accresciuto nella sfera politica da parte delle comunità cristiane, ha sostenuto il teologo brasiliano Rudolf von Sinner durante una recente visita al Centro Ecumenico a Ginevra.

  • Le Chiese norvegesi e pakistane intraprendono un’esperienza ecumenica inedita

     

    26 gennaio 2017

    In un paese dove i cristiani sono chiaramente in minoranza e subiscono spesso la discrimimazione, e in un contesto che ha conosciuto a più riprese i contrasti e la violenza fra gli adepti di tradizioni religiose diverse, le Chiese di Norvegia e la Chiesa del Pakistan hanno lanciato recentemente una esperienza ecumenica inedita a Lahore in Pakistan.

    Ricevuta dal vescovo presidente della Chiesa del Pakistan, Samuel Robert Azariah, il 15 gennaio scorso la vescova presidente della Chiesa di Norvegia, Helga Haugland Byfuglien, è diventata non solo la prima donna vescovo a visitare il Pakistan, ma anche ha predicato nel culto domenicale a Lahore.

  • Nella casa di Dio occorre prendere sul serio le esigenze degli esclusi e degli oppressi

    05 giugno 2015


    Lo dichiara Phyllis Wong Mei Fung, pastora presso la Kowloon Union Church (Kuc) - Hong Kong.

    Nella casa di Dio occorre prendere sul serio le esigenze degli esclusi, degli emarginati e degli oppressi; la questione ha a che fare con la possibilità che tutti ricevano l’amore, la grazia, la giustizia e la pace del Creatore. È quanto espresso da Phyllis Wong Mei Fung, pastora presso la Kowloon Union Church (Kuc) nella regione amministrativa di Hong Kong della Cina.

  • Nuovo attacco terroristico a Lahore

    29 marzo 2016

    Nel giorno di Pasqua la città pakistana è stata teatro di un attacco suicida tra i più sanguinosi degli ultimi anni

    Almeno 70 morti e oltre 300 feriti: è questo per ora il bilancio delle vittime dell’attacco suicida che domenica 27 marzo ha colpito il parco giochi «Gulshan-e-Iqbal» di Lahore, seconda città del Pakistan, e storico centro della cristianità nel paese, dove il 94% della popolazione è musulmana. Nel parco, gremito soprattutto da donne e bambini che festeggiavano la Pasqua, un giovane uomo, imbottito di tritolo, si è fatto saltare provocando morte e terrore. Si tratta del più violento attacco da quando i combattenti talebani entrarono in una scuola di Peshawar nel dicembre del 2014 e massacrarono 134 studenti, sparando ad alcuni di loro a bruciapelo.

  • Preoccupazione sui recenti sviluppi del caso della pakistana Asia Bibi.


    28 Ottobre 2014

    Il segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) Olav Fykse Tveit ha espresso profonda preoccupazione per il rigetto di un ricorso contro la condanna a morte di una donna cristiana pakistana, Asia Bibi, condannata a norma della controversa legge del Pakistan sulla blasfemia.

    Per promuovere la tolleranza, l'armonia religiosa e la tutela dei diritti delle minoranze religiose, Tveit ha detto che è importante che la giustizia sia garantita in casi come quello di Asia Bibi.

    Le presunte circostanze dell’incidente che hanno portato all’accusa di blasfemia sono molto discutibili. A parte le questioni sulla libertà religiosa, le accuse, la reclusione e la minaccia di esecuzione sembrano violare i diritti fondamentali della signora Bibi.

    Tveit, che ha affrontato il caso in una dichiarazione rilasciata dalla sede del CEC a Ginevra, Svizzera, il 27 ottobre, ha sottolineato come la legge sulla blasfemia si presti facilmente ad abusi ed ha espresso la speranza che, nel caso di Bibi, la Corte Suprema del Pakistan inverta la decisione del tribunale di grado inferiore.

    Inoltre ha ricordato che il CEC con le sue chiese membro nel paese ha espresso già da anni preoccupazione per l'abuso della legge sulla blasfemia in Pakistan e che, nel 2009, il Comitato Centrale, l’organo di governo principale del CEC, ha rilasciato una dichiarazione sul cattivo uso di questa legge.

    Egli si augura che, nel più breve tempo possibile, si abbia il coraggio di modificare tale legge e lancia un appello a tutte le persone di buona volontà, sia in Pakistan che nel resto del mondo, ad avere il coraggio di lavorare insieme per questo scopo.

    Leggi il testo completo del segretario generale del CEC

    Leggi la dichiarazione del 2009 del Comitato centrale del CEC

  • Responsabili musulmani pubblicano una dichiarazione sui diritti delle minoranze religiose

    5 febbraio 2016

    Riunita a Marrakesh sotto gli auspici del Re del Marocco Mohammed VI e organizzata dal Ministero degli affari islamici in collaborazione con il Forum per la promozione della pace nelle società musulmane (un’organizzazione con sede negli Emirati Arabi), un’assemblea di 250 membri tra leader religiosi, governanti e studiosi islamici ha emesso una «Dichiarazione sui diritti delle minoranze religiose nelle comunità a maggioranza musulmana» mercoledì 27 gennaio.

    La conferenza ha sottolineato il 1400° anniversario della Carta di Medina, un contratto costituzionale fra il profeta Maometto e gli abitanti di Medina che garantisce la libertà religiosa.

     I partecipanti hanno dichiarato la loro «ferma adesione ai principi della Carta di Medina, le cui disposizioni contengono una serie di principi conformi alla cittadinanza contrattuale costituzionale, come la libertà di movimento, la proprietà, la mutua solidarietà e la difesa, nonché la giustizia e l’uguaglianza di fronte alla legge».

     Olav Fykse Tveit, segretario generale del CEC ha commentato la dichiarazione.

    «È un testo molto importante ed attuale - ha dichiarato Tveit -  che ci fornisce un messaggio fondamentale. Con questa dichiarazione, i dirigenti musulmani mostrano la via verso un avvenire caratterizzato dal vivere insieme, con una piattaforma comune di uguaglianza di diritti, di attenzione reciproca e di mutuo rispetto».

    La Dichiarazione (in inglese)