Pakistan

  • Le Chiese norvegesi e pakistane intraprendono un’esperienza ecumenica inedita

     

    26 gennaio 2017

    In un paese dove i cristiani sono chiaramente in minoranza e subiscono spesso la discrimimazione, e in un contesto che ha conosciuto a più riprese i contrasti e la violenza fra gli adepti di tradizioni religiose diverse, le Chiese di Norvegia e la Chiesa del Pakistan hanno lanciato recentemente una esperienza ecumenica inedita a Lahore in Pakistan.

    Ricevuta dal vescovo presidente della Chiesa del Pakistan, Samuel Robert Azariah, il 15 gennaio scorso la vescova presidente della Chiesa di Norvegia, Helga Haugland Byfuglien, è diventata non solo la prima donna vescovo a visitare il Pakistan, ma anche ha predicato nel culto domenicale a Lahore.

  • Nuovo attacco terroristico a Lahore

    29 marzo 2016

    Nel giorno di Pasqua la città pakistana è stata teatro di un attacco suicida tra i più sanguinosi degli ultimi anni

    Almeno 70 morti e oltre 300 feriti: è questo per ora il bilancio delle vittime dell’attacco suicida che domenica 27 marzo ha colpito il parco giochi «Gulshan-e-Iqbal» di Lahore, seconda città del Pakistan, e storico centro della cristianità nel paese, dove il 94% della popolazione è musulmana. Nel parco, gremito soprattutto da donne e bambini che festeggiavano la Pasqua, un giovane uomo, imbottito di tritolo, si è fatto saltare provocando morte e terrore. Si tratta del più violento attacco da quando i combattenti talebani entrarono in una scuola di Peshawar nel dicembre del 2014 e massacrarono 134 studenti, sparando ad alcuni di loro a bruciapelo.

  • Preoccupazione sui recenti sviluppi del caso della pakistana Asia Bibi.


    28 Ottobre 2014

    Il segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) Olav Fykse Tveit ha espresso profonda preoccupazione per il rigetto di un ricorso contro la condanna a morte di una donna cristiana pakistana, Asia Bibi, condannata a norma della controversa legge del Pakistan sulla blasfemia.

    Per promuovere la tolleranza, l'armonia religiosa e la tutela dei diritti delle minoranze religiose, Tveit ha detto che è importante che la giustizia sia garantita in casi come quello di Asia Bibi.

    Le presunte circostanze dell’incidente che hanno portato all’accusa di blasfemia sono molto discutibili. A parte le questioni sulla libertà religiosa, le accuse, la reclusione e la minaccia di esecuzione sembrano violare i diritti fondamentali della signora Bibi.

    Tveit, che ha affrontato il caso in una dichiarazione rilasciata dalla sede del CEC a Ginevra, Svizzera, il 27 ottobre, ha sottolineato come la legge sulla blasfemia si presti facilmente ad abusi ed ha espresso la speranza che, nel caso di Bibi, la Corte Suprema del Pakistan inverta la decisione del tribunale di grado inferiore.

    Inoltre ha ricordato che il CEC con le sue chiese membro nel paese ha espresso già da anni preoccupazione per l'abuso della legge sulla blasfemia in Pakistan e che, nel 2009, il Comitato Centrale, l’organo di governo principale del CEC, ha rilasciato una dichiarazione sul cattivo uso di questa legge.

    Egli si augura che, nel più breve tempo possibile, si abbia il coraggio di modificare tale legge e lancia un appello a tutte le persone di buona volontà, sia in Pakistan che nel resto del mondo, ad avere il coraggio di lavorare insieme per questo scopo.

    Leggi il testo completo del segretario generale del CEC

    Leggi la dichiarazione del 2009 del Comitato centrale del CEC