Siria

  • Aleppo, il Consiglio ecumenico delle Chiese condanna il vile attacco al convoglio degli evacuati

     18 aprile 2017

     

    “Ancora una volta quest’infernale spirale di violenza rende evidente la necessità di passi concreti verso la pace in Siria. Facciamo appello a tutti i governi e a tutti i gruppi armati coinvolti affinché si ponga immediatamente fine a qualsiasi uso della forza, affinché ci si impegni a sostenere la pace attraverso un processo politico, per il futuro del paese e per il bene di tutti i suoi abitanti”. Con queste parole il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC), Olav Fykse Tveit, ha condannato l’attentato che il 15 aprile scorso ha tolto la vita a più di cento persone, tra cui 68 bambini: un attacco terribile, perché sferrato a un convoglio di pullman, che nel rispetto del “cessate il fuoco” stabilito tra le fazioni in guerra, stava cercando di sfollare la popolazione civile da Foua e Kfarya, due località a maggioranza sciita nei pressi di Aleppo.

  • Aprite la Siria agli aiuti umanitari

     

    16 marzo 2016

    Il Consiglio ecumenico delle chiese sostiene l’appello dell’Unicef

    Nel quinto anniversario dell’inizio della guerra civile in Siria – scoppiata il 15 marzo 2011 – il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) ha annunciato il suo sostegno ad un appello congiunto promosso dal Consiglio norvegese per i rifugiati e dall'Unicef. Firmato da 102 agenzie umanitarie di tutto il mondo, il documento – breve ma incisivo – prende atto della positiva riapertura dei negoziati di pace a Ginevra e chiede con forza la riapertura del paese all'accesso umanitario internazionale.

  • Famiglie siriane arrivano in Italia

     

    11 marzo 2016

    «Sono arrivati con poche cose, pieni di paura e di speranza» osserva Paolo Naso mentre guarda i 93 immigrati siriani -  di cui 41 bambini – scendere da un aereo proveniente da Beirut, il 29 febbraio.

    «Sono fuggiti dalle persecuzioni dello Stato islamico e dalla violenza di una guerra che non risparmia né le donne né i bambini, né i civili», spiega Paolo Naso, consigliere della Tavola valdese e coordinatore delle relazioni internazionali di Mediterranean Hope, il vasto progetto tracciato dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI), in collaborazione con Sant'Egidio, per accompagnare l’arrivo dei migranti.

  • Ferma condanna delle operazioni militari straniere in Siria

    14 ottobre 2015

    È quanto espresso dal Consiglio Ecumenico delle Chiese in una recente dichiarazione 

    In una dichiarazione ufficiale rilasciata il 12 ottobre scorso, il past. Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), ha espresso grave preoccupazione per la drammatica escalation del conflitto in Siria.

  • I leader delle Chiese invitano alla giustizia e alla pace in Siria

    16 giugno 2014

    I leader e i rappresentanti delle Chiese della Siria, del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente, del Consiglio Ecumenico delle Chiese, della Sede Madre della Santa Etchmiadzin e della Santa Sede si sono riuniti a Etchmiadzin, nei giorni 11-12 giugno 2014, su invito di Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni per una consultazione in collaborazione con il CEC per affrontare le sfide per le comunità di fede nella crisi in corso in Siria.

    Essi hanno ribadito la profonda preoccupazione per tutte le persone colpite dalla violenza estrema e dalla calamità umanitaria in Siria e la profonda convinzione che non ci sarà alcuna soluzione militare alla crisi nel paese espresse alla consultazione ecumenica e internazionale sulla Siria tenuta dal CEC, nel gennaio 2014.

    A quattro mesi dal fallimento del processo di pace di “Ginevra 2” e all’allargamento della guerra all'Iraq, la situazione è ancora più allarmante e l’appello alla cessazione delle ostilità ancora più urgente.

    Leggi il comunicato

    Lista dei partecipanti alla consultazione

  • Il CEC chiede sostegno per una campagna di social media per porre fine alla crisi siriana

     

    25 gennaio 2016

    La crisi della Siria -  #SyriaCrisis -  ha imperversato per cinque anni brutali e un altro round di colloqui che coinvolgano le nazioni potenti del mondo e coloro che sono coinvolti nel conflitto nel tentativo di promuovere la pace potrebbero avere inizio in un prossimo futuro.

    Il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) si unisce all'UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite, con il quale coopera nella promozione degli interessi dei bambini, per condividere il suo sostegno a una campagna sui social media

    Il Consiglio invita tutte le Chiesead unirsi all’UNICEF per dedicare 60 secondi per guardare e condividere con altri il video #SyriaCrisis e così manifestare esplicitamente il proprio supporto per contribuire a porre termine a tante sofferenzee porre fine alla crisi siriana.  «Stime delle Nazioni Unite dicono che circa 220.000 persone sono state uccise in questa guerra insensata, con molti milioni di sfollati», ha detto  Olav Fykse Tveit , segretario generale del CEC. «Nella convinzione che colloqui seri possano iniziare a porre fine a questo conflitto esortiamo tutte le parti a cogliere l'occasione per finalmente porvi termine».

    L’appello è principalmente un’iniziativa condotta sui social media. Coloro che intendono offrire il loro supporto possono condividerlo e rilanciarlo attraverso i loro canali di social media.

    UNICEF Syria Appeal Social Media Materials

  • Il CEC lancia uno studio per coordinare gli sforzi umanitari per proteggere le minoranze in Irak e in Siria

    Paesaggio con tempio yazidi in Nord Iraq, © Ivars Kupcis / WCC

    28 novembre 2016

    Mentre le popolazioni di Siria e Iraq si sentono le vittime dei conflitti armati nei loro paesi, il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e il Norwegian Church Aid (NCA) stanno per pubblicare uno studio congiunto, "I bisogni di protezione delle minoranze di Siria e Iraq," in Oslo, Norvegia, il 28 novembre.

  • La commissione per i problemi internazionali del CEC visita il campo profughi in Giordania

    12 Ottobre 2016

    Una visita al campo profughi al-Za'atari, che attualmente ospita più di 80.000 persone che fuggono dal conflitto della Siria, è stata un’esperienza che cambia la vita per i membri della Commissione delle Chiese per i problemi internazionali (CCIA)  che si è riunita recentemente ad Amman, Giordania.

    La CCIA, una commissione del Consiglio ecumenico delle Chiese, ha tenuto la particolare riunione del gruppo centrale il 26-28 settembre ad Amman, località scelta quest’anno  alla luce dell’orientamento del CEC  sulla regione del Medio Oriente  per il suo pellegrinaggio di giustizia e di pace. Durante l’incontro,  il gruppo ha passato in rassegna il recente lavoro del CEC e ha programmato le attività del prossimo anno relative alla costruzione della pace, ai diritti umani e alla dignità umana.

  • Le chiese piangono le morti nel Mediterraneo e chiedono un’azione preventiva

     

    21 aprile 2015

    Cordoglio espresso da diversi organismi internazionali delle chiese cristiane

    La Commissione delle chiese per i migranti in Europa (Ccme), la Conferenza delle chiese europee (Kek) e il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) esprimono insieme cordoglio per l’annegamento di centinaia di migranti nel Mediterraneo. Sarebbero circa 700 i migranti morti a seguito del naufragio di un’imbarcazione avvenuto il 19 aprile appena fuori delle acque libiche. Finora, secondo alcuni media, sarebbero finora stati trovati 28 superstiti.

    «Ricordiamo nella preghiera coloro che sono morti ed esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alle loro famiglie. Siamo profondamente addolorati per questa tragedia alle porte dell’Europa», ha sottolineato il segretario generale della Kek, rev. dr Guy Liagre. «Preghiamo anche per coloro che sono coinvolti nell’impegnativa missione di salvataggio e recupero», ha aggiunto.

  • Nigeria e Siria: di nuovo teatri di violenza di matrice religiosa

    5 novembre 2014

    Nello stesso giorno il segretario generale e lo staff direttivo del CEC hanno espresso il loro disappunto per due episodi di violenza a matrice religiosa avvenuti recentemente e che si aggiungono agli altri a cui assistiamo continuamente.

    Il primo è l’attacco alla chiesa di Brethen in Nigeriamembro del CEC – e al Kulp Bible College. 

    Il Segretario generale del CEC ha ricordato di nuovo l'increscioso episodio delle ragazze rapite in Nigeira sei mesi orsono.

    Testo della lettera del segretario generale del CEC (in inglese)

    Il secondo è la distruzione della chiesa armena Memoriale del genocidio a Deir Zor in Siria, durante un’offensiva del cosiddetto Stato islamico (ISIS).

    Testo della lettera del segretario generale del CEC (in inglese)

  • Preghiere per la pace in Iraq, Siria, Libia, Egitto e oltre

     

     

     

     

     

     

     

     Il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC), in questo tempo di quaresima, invita le chiese membro e i cristiani e le cristiane del mondo intero a pregare, domenica 29 marzo, per coloro che sono colpiti dalle guerre in Medio Oriente, in particolare in Iraq, in Siria, in Libia ed in Egitto. 

    Questo periodo di preghiera tende a far rinascere la speranza dalle ceneri dlla disperazione, riflettendo sulla vulnerabilità delle comunità minoritarie e sulla pesante minaccia per la diversità del tessuto sociale in questa regione

     

    Leggi la Lettera del segretario generale del CEC

    Preghiere per la Pace (in inglese)

     

  • Una grande famiglia globale che cammina insieme

     11 ottobre 2016

    Intervista a Natasha Klukach, responsabile del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) per le relazioni con le chiese membro, in questi giorni in visita a Roma

    Il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) è il più grande organismo ecumenico globale che raggruppa 348 chiese, in rappresentanza di circa 500 milioni di cristiani anglicani, ortodossi, protestanti e vecchio cattolici di tutto il mondo. Dagli uffici di Route de Ferney, a Ginevra, viene organizzato il lavoro dei vari dipartimenti orientato a promuovere la testimonianza del movimento ecumenico negli ambiti della giustizia, della pace e della salvaguardia del Creato. «Tuttavia, perché questo lavoro sia vitale ed efficace è importante mantenere delle relazioni costanti tra il CEC e le chiese membro per uno scambio reciproco di idee che aiuti a definire le priorità e, soprattutto, a cementare la fraternità». E’ quello che spiega la teologa anglicana canadese Natasha Klukach parlando del suo lavoro come responsabile del CEC per le relazioni con le chiese membro, e del viaggio che l’ha portata in questi giorni in Italia dove ha incontrato - o incontrerà – rappresentanti delle chiese valdesi e metodiste, dell’Unione Cristiana Evangelica Battista (Ucebi), tutte e tre associate al CEC, e della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei).