aiuti umanitari

  • Aprite la Siria agli aiuti umanitari

     

    16 marzo 2016

    Il Consiglio ecumenico delle chiese sostiene l’appello dell’Unicef

    Nel quinto anniversario dell’inizio della guerra civile in Siria – scoppiata il 15 marzo 2011 – il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) ha annunciato il suo sostegno ad un appello congiunto promosso dal Consiglio norvegese per i rifugiati e dall'Unicef. Firmato da 102 agenzie umanitarie di tutto il mondo, il documento – breve ma incisivo – prende atto della positiva riapertura dei negoziati di pace a Ginevra e chiede con forza la riapertura del paese all'accesso umanitario internazionale.

  • Famiglie siriane arrivano in Italia

     

    11 marzo 2016

    «Sono arrivati con poche cose, pieni di paura e di speranza» osserva Paolo Naso mentre guarda i 93 immigrati siriani -  di cui 41 bambini – scendere da un aereo proveniente da Beirut, il 29 febbraio.

    «Sono fuggiti dalle persecuzioni dello Stato islamico e dalla violenza di una guerra che non risparmia né le donne né i bambini, né i civili», spiega Paolo Naso, consigliere della Tavola valdese e coordinatore delle relazioni internazionali di Mediterranean Hope, il vasto progetto tracciato dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI), in collaborazione con Sant'Egidio, per accompagnare l’arrivo dei migranti.

  • Il CEC lancia uno studio per coordinare gli sforzi umanitari per proteggere le minoranze in Irak e in Siria

    Paesaggio con tempio yazidi in Nord Iraq, © Ivars Kupcis / WCC

    28 novembre 2016

    Mentre le popolazioni di Siria e Iraq si sentono le vittime dei conflitti armati nei loro paesi, il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e il Norwegian Church Aid (NCA) stanno per pubblicare uno studio congiunto, "I bisogni di protezione delle minoranze di Siria e Iraq," in Oslo, Norvegia, il 28 novembre.

  • Le chiese piangono le morti nel Mediterraneo e chiedono un’azione preventiva

     

    21 aprile 2015

    Cordoglio espresso da diversi organismi internazionali delle chiese cristiane

    La Commissione delle chiese per i migranti in Europa (Ccme), la Conferenza delle chiese europee (Kek) e il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) esprimono insieme cordoglio per l’annegamento di centinaia di migranti nel Mediterraneo. Sarebbero circa 700 i migranti morti a seguito del naufragio di un’imbarcazione avvenuto il 19 aprile appena fuori delle acque libiche. Finora, secondo alcuni media, sarebbero finora stati trovati 28 superstiti.

    «Ricordiamo nella preghiera coloro che sono morti ed esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alle loro famiglie. Siamo profondamente addolorati per questa tragedia alle porte dell’Europa», ha sottolineato il segretario generale della Kek, rev. dr Guy Liagre. «Preghiamo anche per coloro che sono coinvolti nell’impegnativa missione di salvataggio e recupero», ha aggiunto.

  • Sud Africa. Il Consiglio ecumenico delle chiese e la Chiesa avventista condannano gli attacchi xenofobi

     

    30 aprile 2015

    Appello ai leader sudafricani a promuovere l’osservanza dei diritti umani

    Dopo gli attacchi xenofobi verificatisi recentemente in Sud Africa, il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) ha riaffermato la netta condanna nei confronti di ogni atto di violenza razzista, etnocentrico e xenofobo.



    Nella notte tra il 18 e il 19 aprile scorsi, la polizia sudafricana aveva arrestato una trentina di persone in seguito ad alcuni atti di vandalismo contro negozi gestiti da immigrati ad Alexandra, una township alla periferia di Johannesburg. Le violenze contro gli stranieri erano cominciate già il mese precedente a Durban in seguito a un discorso del leader zulu Goodwill Zwelithini, che aveva accusato gli immigrati di essere responsabili della crisi economica e del crescente tasso di criminalità del paese, invitandoli a fare le valigie e ad andarsene.

  • Sud Sudan: oggi la più grave crisi umanitaria

    18 luglio 2016

    L'aumento delle recrudescenze e di violenza e il crescente numero di persone in cerca di protezione rendono necessario un intervento immediato nel Sud Sudan

     «Il paese vacilla sull'orlo di una crisi umanitaria», così si sono espressi i leader del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) rendendo noti i dati diffusi dall’Agenzia dello sviluppo protestante di Germania «Bread for the World». Molti luoghi messi a disposizione dalle chiese membro del CEC per l’accoglienza delle persone bisognose, da tempo ormai sono sovraffollati: molte persone continuano ad essere in cerca di protezione, di cibo, di acqua e di un riparo sicuro.

  • Tutti insieme per risolvere le emergenze umanitarie

     25 maggio 2016 

    Si è chiuso ieri a Istanbul il primo World Humanitarian Summit. Tra i presenti anche il segretario generale del CEC Olav Tveit. Critico Msf: «il Summit è soltanto una foglia di fico»

    Un tempismo perfetto. Proprio mentre in Grecia si procedeva allo sgombero del campo profughi di Idomeni, a Istanbul era in corso il primo vertice mondiale che riuniva rappresentanti governativi, dell'Onu e delle religioni, ONG e agenzie umanitarie, per trovare soluzioni comuni alle emergenze che affliggono il pianeta. Il World Humanitarian Summit si è chiuso ieri con una grande partecipazione e la promessa di continuare il lavoro comune. «Siamo una sola umanità e dobbiamo dimostrarlo condividendo le responsabilità», ha detto il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon all'assemblea. Un richiamo lanciato anche da papa Francesco, che nel suo messaggio di saluto, letto dal segretario di Stato Pietro Parolin, chiedeva di «ascoltare il grido delle vittime e di tutti coloro che soffrono». «Lasciamoci dare una lezione di umanità – ha esortato papa Bergoglio – Cambiamo il nostro modo di vivere, le nostre politiche, le nostre scelte economiche, i nostri comportamenti e gli atteggiamenti di superiorità culturale. Imparando dalle vittime e da chi soffre, diventeremo capaci di costruire un mondo più umano»

  • Una grande famiglia globale che cammina insieme

     11 ottobre 2016

    Intervista a Natasha Klukach, responsabile del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) per le relazioni con le chiese membro, in questi giorni in visita a Roma

    Il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) è il più grande organismo ecumenico globale che raggruppa 348 chiese, in rappresentanza di circa 500 milioni di cristiani anglicani, ortodossi, protestanti e vecchio cattolici di tutto il mondo. Dagli uffici di Route de Ferney, a Ginevra, viene organizzato il lavoro dei vari dipartimenti orientato a promuovere la testimonianza del movimento ecumenico negli ambiti della giustizia, della pace e della salvaguardia del Creato. «Tuttavia, perché questo lavoro sia vitale ed efficace è importante mantenere delle relazioni costanti tra il CEC e le chiese membro per uno scambio reciproco di idee che aiuti a definire le priorità e, soprattutto, a cementare la fraternità». E’ quello che spiega la teologa anglicana canadese Natasha Klukach parlando del suo lavoro come responsabile del CEC per le relazioni con le chiese membro, e del viaggio che l’ha portata in questi giorni in Italia dove ha incontrato - o incontrerà – rappresentanti delle chiese valdesi e metodiste, dell’Unione Cristiana Evangelica Battista (Ucebi), tutte e tre associate al CEC, e della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei).