giustizia

  • “TEMPO PER IL CREATO”

    Partecipanti al gruppo di lavoro del CEC sulla giustizia climatica in pellegrinaggio

    Unite nella preghiera, le chiese cristiane di tutto il mondo ancora una volta osserveranno l’ecumenico "Tempo per il creato” (1 settembre - 4 ottobre), quest'anno sostenuto anche dalla recente proclamazione di papa Francesco del 1 ° settembre come la "Giornata Mondiale di preghiera per la salvaguardia del creato".

  • COP21. 154 leader religiosi di tutto il mondo lanciano un appello per la giustizia climatica

    29 ottobre 2015

    Parigi sarà «un’occasione unica per contribuire al bene comune dell’umanità»

    «La COP21 offre un’occasione unica per contribuire al bene comune dell’umanità»: 154 leader religiosi di diverse fedi e di una cinquantina di paesi, in occasione dell’ultima riunione preparatoria dei delegati Onu a Bonn (Germania) in vista della Conferenza delle parti sul clima (COP21) in agenda a Parigi ai primi di dicembre, hanno lanciato un appello ai decisori politici per ricordare le loro responsabilità. L’appello – che raccoglie firme che vanno dall’Olanda all’Argentina, dal Canada alle Isole Figi, passando per il continente africano - è stato consegnato lo scorso 20 ottobre nelle mani di Christiana Figueres, responsabile per il clima dell'Onu.

  • Digiuno per il clima

     

    Mentre è in corso il vertice a Parigi sui cambiamenti climatici, si è svolto l’evento interreligioso dove i commensali si sono seduti ad un tavolo senza cibo

    3 dicembre 2015

    L’1 dicembre a Parigi più di 20 leader religiosi, tra giovani, rappresentanti della politica e della società civile, si sono seduti a un tavolo con coltelli e forchette, ma senza cibo, a dimostrare pubblicamente la loro «fame di giustizia climatica».

    Yeb Sano, ex negoziatore per il clima dalle Filippine, mons. Thabo Makgoba, arcivescovo di Città del Capo, e l’imam Ibrahim Saidy della Norvegia sono stati tra i commensali che hanno partecipato al Digiuno per il clima svoltosi mentre è in corso il vertice sul clima delle Nazioni Unite a Parigi.

  • Il CEC, comunità fraterna, si interroga sul suo ruolo oggi e in futuro

     

       12 marzo 2017

       In occasione di un raduno di quattro giorni di pianificazione il personale del CEC ha esaminato il proprio lavoro alla luce dei diversi contesti attuali e ha previsto quello che potrebbe essere il suo ruolo futuro.

       Nel discorso di apertura, Olav Fykse Tveit, segretario generale del CEC, ha sottolineato che in tutto il mondo, numerose persone si rivolgono al CEC ponendosi una domanda: «quale può essere il nostro contributo di comunità fraterna mondiale?».

  • Il Comitato centrale adotta decisioni in linea con il Pellegrinaggio di giustizia e di pace

     

    30 giugno 2016

    La speranza in un pellegrinaggio di giustizia e di pace ha costituito il filo conduttore dei lavori del Comitato centrale del CEC, che si è riunito a Trondheim in Norvegia dal 22 al 28 giugno 2016.

  • Il Forum sociale mondiale seminatore di speranza nell’emisfero Nord

    17 agosto 2016

    Una delegazione del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) ha assistito al dodicesimo Forum sociale mondiale (WSF) che si è concluso il 14 agosto a Montréal, Canada.

    Più di 300.000 partecipanti da tutto il mondo si sono riuniti per discutere di questioni mondiali in rapporto alla loro esperienza locale, creare reti con altre persone messe a confronto con problemi analoghi e lanciare nuove iniziative comuni rivolte all’avvenire e al progresso. Il commercio, i cambiamenti climatici, l’acqua potabile, le energie pulite, la giustizia ambientale, la riforma agraria e l’agro-ecologia, i nuovi media, il finanziamento sociale, l’eliminazione delle industrie estrattive distruttrici e la demilitarizzazione rientravano nei numerosi e diversi soggetti abbordati in più di 1200 laboratori.

  • Impegno dei giovani, religione e violenza: un seminario interreligioso al Cairo.

     

    © Albin Hillert/CEC

    27 agosto 2016

    Quaranta giovani provenienti da quattordici paesi si sono riuniti dal 18 al 22 agosto al Cairo in occasione di un seminario intitolato: «Impegno dei giovani, religione e violenza».

  • L'uguaglianza fra uomo e donna richiede impegno

    07ottobre 2016

    Invitata dal Consiglio ecumenico delle Chiese e dall’Alleanza internazionale delle donne, Torild Shard, autrice norvegese di ricerche sulla parità di genere e sulle donne di potere, ha tenuto una conferenza stampa lunedì 3 ottobre a Ginevra.

  • La giustizia è un dono di Dio

     

              Olav Fykse Tveit and Karen Tse - International Bridges for Justice.

    23 gennaio 2017

    Olav Fykse Tveit, segretario generale del CEC, parlando a una veglia sulla pace la sera del 16 gennaio a supporto di International Bridges for Justice – organizzazione non governativa che protegge i diritti legali basilari delle persone nei paesi in via di sviluppo -   ha descritto il contesto vivificante della giustizia e il suo ruolo nella fede.

    La veglia si è svolta nella storica chiesa del tredicesimo secolo  di S. Giovanni a Davos, Svizzera, la sera del 16 gennaio, vigilia del Forum economico mondiale 2017. Nella stessa data si celebrava la Giornata in ricordo di Martin Luther King, leader dei diritti civili. Il gruppo ecumenico di Davos ha organizzato tre ore di preghiera e di meditazione ogni giorno in occasione del Forum economico e per la giustizia e la pace nel mondo come parte della Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani.

    “La giustizia è un dono di Dio. Viene dato con la vita. Dio nel donarci la vita afferma che ognuno di noi è uguale. Questa è la vita a immagine di Dio, che rappresenta la presenza, la dignità e l'amore del nostro creatore su questa terra”, ha affermato Tveit all’inizio del suo sermone.

    Leggi il sermon

    Tag: Tveit segretario generale CEC;  giustizia;  Davos;  preghiera

    WCC

  • La plenaria sull’unità riafferma l’importanza vitale della Chiesa

     

    26 giugno 2016

    Qual è lo stato della ricerca ecumenica dell’unità cristiana? Come questa ricerca si lega al lavoro per la giustizia e la pace? Che cosa si può dire della Chiesa in questo contesto?

    Queste domande hanno costituito l’oggetto della seduta plenaria del Comitato centrale del CEC, introdotta da  Susan Durber, moderatrice della Commissione Fede e Costituzione, venerdì 24 giugno 20116 a Trondeim, Norvegia.

  • La sete del Tonga

     

                          Mele’ana Puloka in Beit Jala. © Peter Kenny/WCC

    22 marzo 2016

    Da Betlemme interviene la pastora Mele'ana Puloka, presidente per il Pacifico del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC)

    Il 10 febbraio scorso il Network ecumenico dell’acqua,   operante sotto l’egida del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC), ha aperto a Gerusalemme le «sette settimane per l’acqua»:  un’occasione di riflessione teologica su giustizia e pace a partire dalle emergenze idriche vissute sul pianeta.

  • Nella casa di Dio occorre prendere sul serio le esigenze degli esclusi e degli oppressi

    05 giugno 2015


    Lo dichiara Phyllis Wong Mei Fung, pastora presso la Kowloon Union Church (Kuc) - Hong Kong.

    Nella casa di Dio occorre prendere sul serio le esigenze degli esclusi, degli emarginati e degli oppressi; la questione ha a che fare con la possibilità che tutti ricevano l’amore, la grazia, la giustizia e la pace del Creatore. È quanto espresso da Phyllis Wong Mei Fung, pastora presso la Kowloon Union Church (Kuc) nella regione amministrativa di Hong Kong della Cina.

  • Non si possono separare i problemi dell’acqua da quelli della giustizia, sostiene il vescovo Munib Younan

    6 aprile 2016

    Quando il vescovo palestinese Munib Younan parla della penuria d’acqua, associa la questione a quella della ricerca di giustizia in Palestina e Israele.

    «La crisi dell’acqua in Palestina non potrà essere risolta fino a quando non ci sarà giustizia. Nella mia comunità acqua e giustizia sono strettamente legate»

    La campagna «Sette Settimane per l’acqua» riveste un particolare significato per lui, perché quest’anno è focalizzata su un pellegrinaggio di giustizia dell’acqua nel Medio Oriente con particolare riferimento alla Palestina.

  • Pellegrinaggio verso la giustizia nella gestione dell'acqua

    RETE ECUMENICA PER L’ ACQUA

    8 aprile 2014

    Sette settimane per l’acqua

    Dal 2008 la Rete ecumenica per l’acqua del Consiglio ecumenico delle Chiese prepara meditazioni settimanali sul tema dell’acqua per il tempo di quaresima. Queste sette settimane sono un mezzo di sensibilizzazione intorno alla giornata mondiale dell’acqua il 22 marzo. Le riflessioni bibliche mettono l’accento sui valori della giustizia, dell’amore del prossimo e della cura della creazione.

     La Rete ecumenica dell’acqua invita ad adoperare il periodo quaresimale per interrogarsi sui mezzi per essere migliori amministratori e amministratrici della creazione di Dio e di mettere in pratica l’amore di Dio nelle nostre relazioni con gli altri. Quest’anno le riflessioni della quaresima vertono sul «Pellegrinaggio verso la giustizia nella gestione dell’acqua».

    Per saperne di più

     I settimana: 

    Il pellegrinaggio verso la giustizia nella gestione dell'acqua:
    un assaggio della tera redenta

    Una riflessione dal libro dell'Apocalisse

    Il libro dell’Apocalisse è uno scritto sovversivo proveniente da una comunità colonizzata che esprime la sua resistenza e visioni alternative. L’Apocalisse giustappone due viaggi: il cammino imperialista di conquista e di distruzione e il pellegrinaggio della comunità terrestre per generare la guarigione e la restaurazione e creare una terra redenta. Intravvedendo la prospettiva dei cieli nuovi e della terra nuove l'Apocalisse avverte anche i credenti di uscire dall’impero e di celebrare l’esperienza qui ed ora della terra redenta, senza dubitare della promessa di Dio che fa nuove tutte le cose. 

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    II settimana:

     

    L'acqua per la Vita


     La seconda riflessione delle Sette settimane per l'acqua 2014 è stata dettata da Heinrich Bedford-Strohm, che con esempi biblici sottolinea che l'acqua è assolutamente necessaria alla vita e che ogni individuo ha il diritto di accedervi liberamente per la sua sussistenza, indipendentemnte dalla situazione economica.

    Leggi la riflessione

     

    III settimana:

    Un pellegrinaggio verso l’acqua della vita

    La terza riflessione biblica delle sette settimane per l'acqua 2014 è proposta da Gugliermo Kerber responsabile del programma del Consiglio ecumenico delle Chiese per la protezione del creato e la giustizia climatica. Ispirandosi a un'esperienza  personale di "pellegrinaggio di riflessione sull'acqua nella Bibbia", insiste sul ruolo dell'acqua come "sorgente di vita" e presenta l'acqua come il personaggio principale dei momenti chiave nella vite delle persone nella Bibbia. 

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    IV settimana

    L’acqua, un dono di Dio e un diritto umano:
    critica dell’antropocentrismo


    La quarta riflessione biblica delle Sette settimane per l'acqua 2014 è stata scritta dal «vescovo verde» Geoff Davies, direttore esecutivo del «Southern African Faith Communities’ Environmental Institute».

    Egli, citando molti esempi presi dalla Bibbia, fa una vivace critica alla visione antropocentrica della nostra teologia e incoraggia a diventare «custodi della terra». Difende, inoltre, con forza l'idea che l'acqua è un dono di Dio e che nessuno dovrebbe essere privato di questa risorsa provvidenziale di vita

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    V settimana

    L'acqua non appartiene a nessuno è un dono di Dio

    La quinta riflessione biblica delle Sette settimane per l’acqua 2014 è stata scritta da Fulata Mbano-Moyo , teologa riformata del Malawi, che è la responsabile del programma del CEC per le donne nella Chiesa e nella società. Analizzando il racconto della donna samaritana, sottolinea che l’acqua è la vita, che essa è importante per il rinnovamento/”rinascita”¸ necessaria a ciascuno qualsiasi sia la razza, il sesso, l’età, l’handicap o qualsiasi altro segno distintivo; un dono di Dio che non deve essere privatizzato e riservato ai potenti privandone i più deboli: e come la donna samaritana, ciascuno di noi deve cercare di lavorare per rendere accessibile l’acqua materiale e spirituale per tutti.

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    VI settimana

    La missione come fattore di rottura:

    «Ho sete» di Gesù e la sua portata attuale

     Sapendo che tutto era compiuto Gesù disse: «Ho sete»

    (Giovanni 19,28).

    La sesta riflessione biblica delle Sette settimane per l’acqua 2014 è stata scritta da Raj Bharath Patta, pastore della Chiesa evangelica luterana Andhra (India), che è attualmene segretario generale del Movimento cristiano degli studenti in India. Considerando che la quinta parola di Gesù sulla croce: «Ho sete» esprime la sua sofferenza fisica, egli esamina la portata di questa parola riguardo alla missione dei cristiani nei nostri attuali contesti.

    Leggi la riflessione

     

    VII settimana

     

    Per la settima settimana non viene proposta una riflessione particolare, ma alcuni spunti di Stephen Larson, pastore provvisorio della Chiesa luterana di lingua inglese di Ginevra, sulle letture delle domeniche di quaresima fatte nella sua Chiesa, che ha avuto un'attenzione particolare al «Pellegrinaggio verso la giustizia nella gestione dell’acqua» proposto dalla Rete ecumenica per l’acqua del CEC.

     

    L’invito è a ciascun fedele e ad ogni comunità di continuare il cammino intrapreso a partire dalle letture del Triduo pasquale proclamate nella propria Chiesa.

     

     

  • Preoccupazione sui recenti sviluppi del caso della pakistana Asia Bibi.


    28 Ottobre 2014

    Il segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) Olav Fykse Tveit ha espresso profonda preoccupazione per il rigetto di un ricorso contro la condanna a morte di una donna cristiana pakistana, Asia Bibi, condannata a norma della controversa legge del Pakistan sulla blasfemia.

    Per promuovere la tolleranza, l'armonia religiosa e la tutela dei diritti delle minoranze religiose, Tveit ha detto che è importante che la giustizia sia garantita in casi come quello di Asia Bibi.

    Le presunte circostanze dell’incidente che hanno portato all’accusa di blasfemia sono molto discutibili. A parte le questioni sulla libertà religiosa, le accuse, la reclusione e la minaccia di esecuzione sembrano violare i diritti fondamentali della signora Bibi.

    Tveit, che ha affrontato il caso in una dichiarazione rilasciata dalla sede del CEC a Ginevra, Svizzera, il 27 ottobre, ha sottolineato come la legge sulla blasfemia si presti facilmente ad abusi ed ha espresso la speranza che, nel caso di Bibi, la Corte Suprema del Pakistan inverta la decisione del tribunale di grado inferiore.

    Inoltre ha ricordato che il CEC con le sue chiese membro nel paese ha espresso già da anni preoccupazione per l'abuso della legge sulla blasfemia in Pakistan e che, nel 2009, il Comitato Centrale, l’organo di governo principale del CEC, ha rilasciato una dichiarazione sul cattivo uso di questa legge.

    Egli si augura che, nel più breve tempo possibile, si abbia il coraggio di modificare tale legge e lancia un appello a tutte le persone di buona volontà, sia in Pakistan che nel resto del mondo, ad avere il coraggio di lavorare insieme per questo scopo.

    Leggi il testo completo del segretario generale del CEC

    Leggi la dichiarazione del 2009 del Comitato centrale del CEC

  • Responsabilità della leadership: Tveit a Davos

     

    24 gennaio 2017

    Il segretario generale del CEC Olav Fykse Tveit ha partecipato al Forum economico mondiale 2017 dal titolo Leadership sensibile e responsabile, che si è svolto a Davos, Svizzera, dal 17 al 20 gennaio.

    “Tutti i leader in tutti i settori hanno bisogno di definire e di incarnare una leadership basata sulla mutua affidabilità tra di loro per affrontare le sfide di oggi e di domani. Una leadership responsabile non può essere costruita su mezze verità o su un approccio post-verità.  È tempo che tutti i leader responsabili affrontino insieme e con idee e mentalità nuove ciò che è richiesto a noi ora, in questo tempo. Ciò riguarda anche i capi religiosi, che devono prendere l'iniziativa di essere responsabili per i nostri valori morali e spirituali verso coloro che hanno maggiori bisogni”, ha detto, tra l’altro, Tveit nel suo discorso relativo al tema del Forum .

    Il segretario generale del CEC ha anche rilasciato una dichiarazione sulla necessità di controllare la disuguaglianza fra ricchi e poveri che è andata allargandosi a dismisura negli ultimi anni.

    Leggi

    La responsabilità della leadership globale

    Un momento di verità a Davos: controllare la disuguaglianza ora

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