Africa

  • Diventare comunità inclusive

    20 novembre 2016

    Venti leader di chiese provenienti dal Kenya, dall’Uganda e dalla  Tanzania si sono incontrati ad Arusha, Tanzania, dal 7 all’11 novembre per discutere di approfondimento dell’inclusione, della partecipazione e del coinvolgimento attivo di persone con disabilità nella vita spirituale, sociale, economica e strutturale delle chiese e della società. Il forum era stato organizzato dal Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) dalla rete ecumenica Disability Advocates  (EDAN) ed ospitato dal Consiglio delle Chiese in Tanzania (CCT)

  • In Africa la mancanza di acqua grava sulle donne

       22 marzo 2017

       Questa riflessione è stata fatta da Agnes Abuom, presidente del comitato centrale  del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC). Si tratta della seconda settimana di riflessione della campagna 2017 delle  sette settimane per l’acqua organizzata dalla La Rete ecumenica dell’acqua (EWN) del CEC.

       Abuom, alla vigilia della Giornata internazionale delle donne 2017 esplora i legami fra la povertà, la scarsezza di acqua e l'impatto di questa carenza sulle donne. Una riflessione che acquista oggi una rilevanza particolare poiché il Kenya è attualmente colpito da una grande siccità, che aggrava la situazione delle donne. Infatti sono loro che normalmente devono provvedere l’acqua alle proprie famiglie.

    Mentre celebriamo la Giornata internazionale delle donne il mondo è in crisi. Milioni di africani sono colpiti da gravi siccità e carestie, specialmente nel Corno d’Africa. Per le donne e i bambini, in particolare, ogni momento di questa crisi è reale e graffiante. La penuria d’acqua ha effetti drammatici sulla salute e la vita degli uomini, delle donne e dei bambini. In tale contesto, è la legge del più forte che si impone! Le persone colpite non possono mantenersi in buona salute e sono nell’impossibilità di coltivare le loro terre. Il bestiame, che rappresenta la principale fonte di sussistenza, muore a migliaia. I bambini non possono continuare a frequentare la scuola e gli adulti devono abbandonare il loro lavoro.

  • L'acqua come diritto umano

    22 febbraio 2017

    Il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) è ufficialmente un organismo “Blu”. Lo è diventato, il 15 febbraio 2017, in occasione della visita al Centro ecumenico di Ginevra di Maude Barlow del progetto canadese “Pianeta Blu” durante la quale Barlow ha assegnato il certificato di “Comunità blu” al CEC per la sua “consapevolezza sui problemi generati dall’indiscriminato uso di bottiglie di plastica monouso e per il loro impatto negativo sull’ecosistema del nostro pianeta”. Numerosi distributori d’acqua potabile sono stati installati in diverse aree della sede del CEC con l’obiettivo di liberarsi dalla plastica. Sono state presentate le bottiglie d’acqua di vetro con il logo dell’organismo ecumenico mondiale e un messaggio di sensibilizzazione sulla “Campagna blu”.

  • Nuova tappa di "Verità e Riconciliazione" in Sud Africa e altrove: l'impegno delle Chiese

    17 giugno 2016

    Dall’8 all’11 giugno 2016, a 40 anni dalla protesta dei ragazzi contro l’educazione inferiore dell’apartheid il 16 giugno 1976, ha avuto luogo a Soweto l'assemblea dal titolo: «Consolidamento della pace e riconciliazione: il posto della Chiesa». Il colloquio è terminato con n pellegrinaggio dal liceo Madibane allo stadio Orlando.

  • Pellegrinaggio di giustizia e di pace: suggerimenti dal contesto africano

     

    Membri del Gruppo di riferimento del pellegrinaggio di giustizia e di pace e  membri dello staff del CEC riuniti in Nigeria. 

    01 marzo 2017

    Con l'obiettivo di monitorare come il pellegrinaggio si sta svolgendo e di sviluppare suggerimenti per le sue varie iniziative e attività, con una particolare attenzione alla regione Africa nel 2017, il Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) ha convocato in Nigeria dal 20 al 27 febbraio una riunione del gruppo di riferimento del pellegrinaggio di giustizia e pace.

  • Un piano d'azione per l'Africa

     

    Partecipanti al meeting a Addis Abeba foto KAICIID

    12 maggio 2016 

    Ad Addis Abeba, in Etiopia, sotto l’egida delle Nazioni Unite e del Consiglio ecumenico delle Chiese si è discusso di come risolvere l’istigazione religiosa alla violenza

    Nel discorso di fede, il continente africano occupa una posizione ambivalente: da un lato è triste testimone della manipolazione politica della religione, finalizzata ad azioni violente; dall’altro esso è la terra dove leader e operatori religiosi d’ogni credo e nazione esercitano nel quotidiano un’influenza positiva. È proprio questa duplice natura dell’Africa ad essere stata al centro di un incontro internazionale svoltosi martedì 10 maggio in Etiopia, ad Addis Abeba, dove più di 40 comunità religiose radicate in una ventina di Stati del continente hanno inviato i loro rappresentanti a discutere azioni pratiche per prevenire l’odio etnico e religioso.

    Organizzata dallo United Nations Office on Genocide Prevention e dall’International Dialogue Centre, la Conferenza di Addis Abeba ha goduto altresì del patrocinio del Network for Religious and Traditional Peacemakers e del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC).