Trinità di Rublev

 

Andrej Rublëv
Icona della Trinità
, 1410 circa

 

Il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui... (Gen 18,1ss.)


notizie ed iniziative sulla celebrazione dell'anniversario della Riforma


DAL MONDO DELL'ECUMENISMO *

* in collaborazione con Il Regno


DAL CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Domenica sera, 24 luglio 2016, con l’accoglienza dei partecipanti alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli – Assisi, si apre la 53ª Sessione di formazione ecumenica del SAE dal titolo: Quello che abbiamo veduto e udito noi l'annunciamo (1 Gv. 1,3). Tradizione, riforma e profezia nelle Chiese.

 

 26 luglio 2016 

 Preghiera, lettura della Parola (2Re 22, 1-20), canti,diretti da Emanuele Aprile, hanno aperto i lavori della Sessione del SAE 2016, intitolata: "Quello che abbiamo veduto e udito noi l'annunciamo". Tradizione, riforma e profezia nelle chiese.

Sono risuonate con particolare entusiasmo le parole del Salmo 133 cantate in ebraico: Com’è bello come dà gioia che i fratelli stiano insieme .

  La presidente Marianita Montresor  non è presente per motivi di salute.                
 Viene letta la sua lettera inviata ai soci e alle socie del SAE alla vigilia della Sessione.

 

 

Al tema “Di generazione in generazione” hanno dato voce lo storico e saggista Bruno Segre, l’editore Daniel Vogelmann e l’organizzatrice di eventi culturali Micol Anticoli, moderati da Piero Stefani.

In una seconda tavola rotonda: “Di generazione in generazione: esperienze cristiane", sempre moderata da Piero Stefan,i sono intervenuti portando la propria testimonianzaq: Claudio Paravati, direttore di Confronti, Dragoslav Trifunovic, ortodosso serbo, segretario Consiglio delle Chiese cristiane di Milano e Daniele Fortuna, teologo cattolico, 

 

 

Da tre anni si sino introdote nella Sessione le meditazioni a gruppi , coordinate da Elza terrario.

Quest'anno a partire dal versetto  dell'Apocalisse (19,10), che termina con le parole: "la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia", intendensdo il genitivo che accompGN il termine testimonianza come un genitivo oggettivo, vale a dire non la tesgimoninana che Gesù ha dato , ma quella che suoi seguaci hanno dato di Lui al prossimo. sono state presentati diversi testimoni del nistro tempo, le cui fotografie, corredate da loro pensieri sono state affisse ai locali in cui si pregava, quasi ad accompagnare coralmente la preghiera e la riflessione dei corsisti.

 


 

 Il tema della Sessione, Tradizione, Riforma e Profezia nelle Chiese, nel pomeriggio di lunedì 25 luglio è stato declinato “tra attaccamento alle radici e apertura al futuro”, con gli interventi della pastora battista Anna Maffei e dello psicoanalista Francesco Stoppa, coordinati dal teologo Carlo Molari.

 Martedì 26 luglio lo stesso tema è stato trattato dai elatori: Traian Valdman,  decano del decanato ortodosso romeno di Milano e Lombardia Sud,  Lilia Sebastiani, teologa e  Heiner Bludau, decano CELI, e, di nuovo, Carlo Molari come moderatore

Dichiarazione della 53esima  Sessione del SAE

Assisi - 27 luglio 2016

I partecipanti e le partecipanti alla 53esima sessione di formazione ecumenica del Segretariato Attività Ecumeniche (SAE), alla luce dell’ennesimo atto di violenza omicida avvenuto nella chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, in Francia, l’ultimo nel giro di pochi giorni in tanti Paesi sparsi nel mondo

RIBADISCONO con forza la convinzione che il dialogo tra i popoli e le religioni è la via maestra per costruire una società di pace;

RICORDANO che l’uso della religione per atti violenti e omicidi è una bestemmia del nome di Dio;

FANNO PROPRIE le parole del vescovo di Rouen, mons. Dominique Le Brun, secondo il quale per la Chiesa non esistono altre armi all’infuori della preghiera e della fraternità tra gli esseri umani, e che ha chiesto “ai giovani di non arrendersi alla violenza e divenire apostoli della civiltà dell’amore”.

 

 La preghiera del mattino di mercoledì 27 luglio si è svolta con un cammino, un piccolo "pellegrinaggio" , che ha aiutato a pensare che siamo pellegrini nella  e con la storia verso il Regno di Dio.

 RIVOTORTO FACCIATA E ABSIDE

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l Santuario di Rivotorto, o chiesa di Santa Maria di Rivotorto, si raggiunge a piedi, oltrepassato il Monastero di San Damiano, scendendo verso valle o da Santa Maria degli Angeli lungo la strada che porta al borgo di Rivotorto.

Il Santuario custodisce al suo interno il Sacro Tugurio, il modestissimo riparo scelto intorno al 1208 da San Francesco come luogo di dimora per sé e per i suoi primi compagni e che viene definito da molti come “la culla della Fraternità francescana”. Infatti Francesco detta qui la Prima Regola, approvata da Innocenzo III nel 1209 e definita in seguito “Protoregola”, e chiama Frati Minori i suoi discepoli, iniziando con loro la pratica della mortificazione interiore ed esteriore in santa povertà, dedicando la vita alla preghiera, al raccoglimento e al lavoro manuale.

 Per saperne di più:

Dimora a Rivotorto e osservanza della povertà

  

 

 

Parole, immagini e suoni sono il tratto dominante dell’itinerario artistico spirituale" Le stimmate, la rosa e la croce: da Francesco a Lutero", ideato da Piero Stefani.  Non quindi la classica relazione, ma una lettura dialogata con un taglio multimediale. Visto il tema della sessione (Tradizione, riforma e profezia nelle chiese), il luogo in cui si svolge (Assisi) e l’approssimarsi dei Cinquecento anni della Riforma protestante, ecco apparire  Lutero e Francesco,  e lo stemma dell'uno e le stimmate dell'altro. Lutero e Francesco dialogano idealmente con due interlocutori contemporanei, che fanno da mediatori per rendere presente la distanza temporale che ci separa dai due e per far cogliere lo spessore della loro riflessione. Dalla croce di Cristo alle stimmate di Francesco e allo stemma di Lutero, un percorso di evocazioni e di spunti di riflessione.

Leggi il testo con le immagini

Giovedì 27 luglio i partrecipanti alla Sessione si sono recati alla basilica di santa Chiara dove hanno sostato in preghiera cantata e silenziosa, prima di riprendere il cammino verso la basilica di San Francesco.

    BASILICA DI SANTA CHIARA 

 

 ABSIDE CAPPELLA DEL CROCEFISSO

E' stato un momento di intensa spiritualità, grazie soprattutto ai canti: Luce del mondo e Laudato sii Signore mio, che hanno risuonato a più voci nell'alta volta della basilica

Per saperne di più:

Da santa Chiara a san Francesco

 

La quarta giornata di studi della 53^ Sessione di formazione ecumenica del Segretariato Attività Ecumeniche – SAE, presso la Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli presso Assisi, giovedì 28 luglio ha avuto il suo fulcro in una tavola rotonda su Assisi a 30 anni dall’incontro interreligioso: la profezia di un comune pregare. Relatori il politologo Paolo Naso, la teologa musulmana Sharzad Houshmand Zadeh e il saggista Brunetto Salvarani.

Alla sessione del SAE, la lode, il ringraziamento, la supplica, la richiesta di perdono si elevano con preghiere preparate ad hoc , ma anche si celebra una Messa cattolica, il culto di Santa Cena evngelico e i Vespri ortodossi.

 Quest'anno abbiamo recitato anche le Lodi di rito romano cattolico, nella versione monastica della comunità di Bose presente ad Assisi.

 

La preghiera vespertina della prima e delll'ultima giornata è una "liturgia" ecumenica, preparata appositamente per la Sessione.

 

 

La relazione finale della Sessione è stata dettata da Enzo Bianchi, priore di Bose, e  Paolo Ricca teologo valdese.

 

   

    

  

                  

  

 

 

 

Ho sempre pensato alla Sessione come a un momento di ricarica dello spirito, della mente, del cuore, da cui trarre un viatico per tornare nella mia quotidianità e contaminarla con le tracce della bellezza di questa esperienza.