Trinità di Rublev

 

Andrej Rublëv
Icona della Trinità
, 1410 circa

 

Il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui... (Gen 18,1ss.)


notizie ed iniziative sulla celebrazione dell'anniversario della Riforma


DAL MONDO DELL'ECUMENISMO *

* in collaborazione con Il Regno


DAL CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE



Era stata con noi pochi giorni prima a Chianciano, nel corso della sessione, e la notizia ci ha scosso perciò in modo tanto più inatteso e doloroso.
Se ne va con lei una protagonista delle relazioni ebraico-cristiane, animatice dell’Amicizia ebraico-cristiana di Firenze, dei Colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli e di tante iniziative di incontro, di confronto e di fraterna condivisione; una fedele e appassionata amica, collaboratrice e compagna di viaggio del SAE; e soprattutto una donna libera e coraggiosa, uno spirito limpido e aperto, avverso ad ogni conformismo e ad ogni ipocrisia, proteso oltre ogni steccato religioso e culturale, amante della vita in tutte le sue forme, le sue bellezze e le sue gioie.
Il suo battersi per il dialogo, cui ha dedicato tante fervide pagine dei suoi scritti, nasceva da un intima disposizione dialogica del suo spirito, da quel «modo di essere» e quella «scelta personale di vita» che stanno, come diceva, alla radice di ogni autentico dialogo espresso.
Ci rimane negli occhi e nella memoria il suo sguardo arguto e sorridente, la sua amabile impertinenza e il suo estro inventivo, la franchezza della sua parola e la bontà del suo animo.
Il suo ultimo libro, apparso il maggio scorso, porta un titolo che riassume la sua testimonianza spirituale, suscitando in noi, insieme alla malinconia del distacco, la riconoscenza per ciò che ci ha dato, e ravvivando nel nostro cuore la luce della speranza: Aprirsi alla vita!
Proprio dalle pagine di questo libro (edito da “La parola”, Roma, con prefazione di Brunetto Salvarani) vogliamo trarre alcune parole che continuino ad accompagnarci nel nostro cammino: poche parole tra le molte che vorremmo trascrivere, e che queste ci invitano a ripercorrere.
Così Manuela si rivolge inizialmente ai lettori:


«Come prigionieri in cella temiamo la porta
che si spalanca verso l’ignoto
preferiamo restare protetti come in culla
piuttosto che liberi osare la vita».

 

E così apre il capitolo «Liberati dall’Egitto interiore»:


«Che l’entusiasmo accompagni il nostro impegno
che il volere e il piacere sostituiscano il dovere
che quello che si fa ogni giorno sia una scelta e non un obbligo
che la gioia e la serenità ci siano compagne e diano luce al nostro volto
che la parola sia sempre veritiera
che la gratitudine ogni giorno ci faccia alzare gli occhi al Cielo
e riempia il nostro cuore
che l’amore responsabile sia amore per la vita.
Il corpo ne gioirà! La vita sarà nelle nostre mani
e sarà nelle mani della Vita.
Non cercheremo più fuori di noi.
Frugheremo nella nostra anima assetata
Scopriremo tesori nascosti.
È questo il nostro spazio che
ci fa sentire limitati nel nostro corpo e
si dilata senza limiti nel nostro spirito».


Manuela ci ha lasciato. Manuela è presente in noi, tra noi e con noi.