Trinità di Rublev

 

Andrej Rublëv
Icona della Trinità
, 1410 circa

 

Il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui... (Gen 18,1ss.)


notizie ed iniziative sulla celebrazione dell'anniversario della Riforma


DAL MONDO DELL'ECUMENISMO *

* in collaborazione con Il Regno


DAL CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE


È da molto tempo che questa pagina non si rinnova: l’ultimo mio intervento risale, ahimé, addirittura al tempo pasquale. Eppure i mesi successivi sono stati segnati da eventi significativi e da importanti novità. C’è stato il convegno di primavera a Roma, c’è stata la sessione di Paderno del Grappa; c’è stata, soprattutto, l’elezione della nuova presidente. Paradossalmente, proprio l’impegno assorbito da questi eventi e queste iniziative ha finito con l’allentare il ritmo di altri adempimenti, come appunto la cura di questa “pagina”. E ora che finalmente viene riaperta, non spetterebbe a me occuparla, ma alla nuova Presidente. E tuttavia, un po’ perché facessi ammenda del ritardo trascorso e un po’ perché non mancasse una parola di commiato, è stato suggerito che fossi ancora io, questa volta, a scrivere qualche riga.

Lo faccio richiamando appunto all’attenzione gli accadimenti sopra citati. Il convegno di primavera, innanzi tutto. Un convegno che, a cinquant’anni dall’inizio del Vaticano II, si è chiesto come si può, nel contesto odierno, rispondere a quella che i padri conciliari avevano definito la “vocazione e grazia divina” dell’ecumenismo. E quindi come può, a quella vocazione che ha improntato fin dalle origini la sua storia, rispondere oggi il SAE. Il numero dei partecipanti, la qualità delle meditazioni, delle relazioni e delle testimonianze, l’emozione suscitata dalla mostra fotografica che ci ha riproposto volti e momenti di un cinquantennio della nostra storia, ne hanno fatto un momento importante di riflessione e di verifica; che acquistava un particolare significato simbolico dallo svolgersi nella città che, oltre che sede del Concilio, è stata il luogo di fondazione del SAE e di partenza della sua lunga avventura.

Dal convegno di primavera alla sessione, da Roma a Paderno del Grappa. Una nuova sede, una scommessa non priva di rischi. Ma anche in questo caso alla novità si associava un simbolico ritorno a fonti antiche: un ritorno in quella regione, il Veneto, dalla quale aveva preso le mosse l’iniziativa ecumenica di Maria Vingiani e dalla quale erano venuti gli amici e maestri che per primi l’avevano affiancata nella guida del SAE. Quanto alla scommessa cui si accennava – quella insita nel cambiamento – è presto per dire con sicurezza se sia stata vinta; certo è che per vari aspetti la sessione ha trovato nella nuova sede un ambiente meno dispersivo, più consono alle relazioni personali, più adatto a un agile distribuzione e integrazione dei vari momenti dei lavori. Altri aspetti, se vi si tornerà, potranno essere corretti o migliorati; ma l’esperimento non è stato infruttuoso. E della sessione, per quanto riguarda i suoi contenuti (ne avremo la riprova dalla pubblicazione degli atti), mi pare si possa essere senz’altro soddisfatti. Ci sono state, inoltre, presenze nuove, sia tra i relatori sia tra i partecipanti, di varie estrazioni confessionali e religiose: premessa che speriamo abbia un seguito e una crescita.

Tra il convegno di primavera e la sessione, infine, è avvenuta l’elezione della nuova Presidente. A questo proposito molti sono i sentimenti che si affollano, molte le parole che vorrebbero trovare espressione. Io qui le condenso nel ripetere a Marianita la riconoscenza che io e tutta l’associazione le dobbiamo, l’affetto che nutriamo nei suoi riguardi, la consapevolezza del non indifferente impegno che si è assunta e, quindi, il dovere che sentiamo di aiutarla nel suo adempimento. Le modalità dell’aiuto possono essere varie, secondo le responsabilità e le circostanze; una però è fondamentale, e a tutti consentita: la preghiera.
Il mio grazie a Marianita si prolunga ora nel ringraziamento che vorrei esprimere a tutti coloro che – come lei stessa – mi hanno affiancato, aiutato e sostenuto in questi anni, sia in quanto investiti di funzioni statutarie o di incarichi ufficiali sia in quanto mossi da gratuito e generoso spirito di collaborazione e di servizio; e a tutti i soci e gli amici che, con la loro affezione e la loro partecipazione spirituale, hanno contribuito al respiro comunitario dell’associazione.

A tutti un saluto, un augurio, un abbraccio.

Meo