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30 aprile 2015

Appello ai leader sudafricani a promuovere l’osservanza dei diritti umani

Dopo gli attacchi xenofobi verificatisi recentemente in Sud Africa, il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) ha riaffermato la netta condanna nei confronti di ogni atto di violenza razzista, etnocentrico e xenofobo.



Nella notte tra il 18 e il 19 aprile scorsi, la polizia sudafricana aveva arrestato una trentina di persone in seguito ad alcuni atti di vandalismo contro negozi gestiti da immigrati ad Alexandra, una township alla periferia di Johannesburg. Le violenze contro gli stranieri erano cominciate già il mese precedente a Durban in seguito a un discorso del leader zulu Goodwill Zwelithini, che aveva accusato gli immigrati di essere responsabili della crisi economica e del crescente tasso di criminalità del paese, invitandoli a fare le valigie e ad andarsene.

Sottolineando la particolare vulnerabilità di migranti e lavoratori stranieri, il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del CEC, in una dichiarazione pubblicata a Ginevra lo scorso 24 aprile, ha sollecitato i leader del Sudafrica e degli altri paesi confinati, a promuovere l’osservanza dei diritti umani in ogni circostanza.

«Gli attacchi violenti contro i migranti in Sudafrica assumono particolare intensità di fronte alla leadership storica sudafricana che ha lottato contro l’esclusione e la discriminazione razziale. Le vittime di questi attacchi rappresentano gli stessi paesi limitrofi e le stesse persone che si trovavano con la maggioranza emarginata dei sudafricani, durante i giorni oscuri dell’era dell’Apartheid», ha osservato Tveit e ha chiesto: «Dov’è il riconoscimento della solidarietà africana e l’impegno per la filosofia dell’Ubuntu? Chiediamo al governo sudafricano di dimostrare la propria leadership per riportare la situazione sotto controllo e promuovere il rispetto dei diritti umani e l’aderenza agli standard e alle leggi, così come sono contenute nelle norme internazionali sui diritti umani». Infine Tveit ha espresso solidarietà con tutti coloro che sono vittime di violenza e con i loro familiari, chiedendo che venga riconosciuta la responsabilità criminale di coloro che hanno attuato gli attacchi.

Sugli attacchi in corso in Sudafrica contro i cittadini stranieri è intervenuto anche Paul Charles, direttore del dipartimento Comunicazioni presso la regione Africa-Oceano Indiano della Chiesa avventista: «La Chiesa avventista del settimo giorno è indignata per i recenti attacchi xenofobi perpetrati in Sudafrica. Non vi è alcuna ragione che possa giustificare l’insensata violenza e il pregiudizio che fa vergognare il nuovo e libero Sudafrica democratico. Vivere la libertà vera significa rinunciare allo spirito di dominio, all’abuso e alla violenza contro le persone. I nostri dirigenti e i 3,5 milioni circa di avventisti nell’Africa meridionale condannano senza riserve tutti questi atti insensati e terribili di violenza e di odio che hanno colpito pure i membri della nostra chiesa».

Anche il presidente dell’Unione avventista del Sudafrica, Tankiso Letseli, in una dichiarazione, ha assicurato che l’Agenzia avventista per lo sviluppo e il soccorso (Adra Sudafrica) e Meals on wheels community service (Mowcs Sudafrica) interverranno con gli aiuti umanitari in favore delle persone che sono state costrette a lasciare le loro case a causa della violenza xenofoba.

Da Riforma.it