Il comitato esecutivo del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) si è riunito, per la prima volta dopo la X Assemblea di Busan, a Bossey, vicino a Ginevra, dal 7 al 12 febbraio 2014.

Agnes Abuom, prima donna eletta alla carica di moderatore del Comitato centrale del CEC, 

nella relazione introduttiva, dopo aver ricordato il momento turbolento che stiamo vivendo, facendo riferimento, in particolare, alle situazioni di violenza in Sud Sudan, in Siria, nella Repubblica Centrafricana e alle crescenti disuguaglianze tra ricchi e poveri in tutto il mondo, ha sottolineato come sia esigente il mandato della decima assemblea del CEC di muoversi insieme in un pellegrinaggio verso la giustizia e la pace: esso richiede l’impegno congiunto delle chiese, dei gruppi sociali e delle organizzazioni della società civile e la cooperazione reciproca tra il CEC, le organizzazioni ecumeniche regionali, i consigli cristiani nazionali e le chiese membro.

La moderatrice ha invitato ad offrire segni di speranza ad un mondo che geme per la giustizia e la pace e ha detto, tra l’altro: «Cerchiamo di essere forti e molto coraggiosi nello svolgimento del nostro dovere… Ricordate che verrà chiesto a noi: ‘quale contributo abbiamo dato nella costruzione del regno di Dio?’».


Il segretario generale Olav Fykse Tveit ha ripreso il mandato centrale della X Assemblea che ha invitato a «muoversi insieme in un pellegrinaggio verso la giustizia e la pace» ed ha passato in rassegna i punti essenziali sui quali gli organi del CEC dovranno lavorare, facendo tesoro del lavoro già svolto dalle chiese membro e cercando di allargare la collaborazione anche al di là delle chiese già affiliate al CEC.
In quest’ottica Tweit ha evidenziato la possibilità di una più stretta collaborazione con la Chiesa cattolica romana, sottolineando le aperture di recenti dichiarazioni di papa Francesco, in particolare della Esortazione apostolica  Evangelii Gaudium.

Testo completo del discorso del segretario generale (originale inglese)

Il comitato esecutivo, tra gli altri lavori ha rilasciato una dichiarazione pubblica contro l’uso dei droni, gli aerei da guerra senza pilota.

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Il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), nelle dichiarazioni adottate il 12 febbraio dal Comitato esecutivo, si è particolarmente preoccupato per il numero crescente di persone sfollate e per il conflitto attualmente in atto nel Sud Sudan

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