Partecipanti a una tavola rotonda su COP 20 tenuta al Centro ecumenico di Ginevra

28 gennaio 2015

Un gruppo di rappresentanti di comunità di fede, ospitato dal Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC), ha discusso a lungo i risultati, le delusioni e i segnali incoraggianti della Conferenza sul clima delle Nazioni Unite (COP 20) e del vertice dei Popoli, che si sono tenuti lo scorso anno a Lima, in Perù.

L'evento ha avuto luogo il 27 gennaio a Ginevra, in Svizzera, con la presenza per il CEC. di Guillermo Kerber, direttore del programma “Attenzione per la creazione e la giustizia climatica”.

I relatori, invitati dal Forum Interreligioso di Ginevra sui cambiamenti climatici, l’ambiente e i diritti umani hanno condiviso esperienze, buone pratiche, strategie e lezioni apprese riguardo a come possano rinvigorire gli sforzi per la giustizia climatica globale in vista della COP 21, che si terrà alla fine di quest'anno a Parigi.

La tavola rotonda è stata moderata da Beatriz Schulthess di Costa Rica, co-presidente delle Religioni per la Pace e presidente del Consiglio Spirituale Ancestrale dei popoli indigeni. Nel suo intervento alla sessione, ha evidenziato il lavoro svolto da Religioni per la Pace a Lima, tra cui un evento collaterale in collaborazione con il CEC.

Parlando dei risultati della COP 20 a Lima, Guillermo Kerber ha detto che, nonostante alcune delusioni, ci sono ancora "segni di speranza" innescata dalla società civile e dalle organizzazioni religiose che chiedono che sia approvato, in occasione della COP 21 di Parigi, un accordo sul clima efficace e vincolante.

I partecipanti, tra cui  i rappresentanti delle missioni diplomatiche con base a Ginevra, le ONG e le organizzazioni religiose di base, hanno sottolineato l'importanza di seguire da vicino econ maggiore impegno la preparazione della COP 21 a Parigi.

I cambiamenti climatici e i diritti umani sono stati al centro del lavoro del CEC alla COP 20

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