Emily Welty,"Commissione delle Chiese per gli affari internazionali" © Daniela Varano

07 maggio 2015 

Lo affermano i rappresentanti di organizzazioni cristiane, buddiste, musulmane ed ebraiche alla Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare.

«Le armi nucleari sono incompatibili con i valori difesi dalle nostre rispettive tradizioni di fede», questo è quanto affermato, il 1 maggio scorso, dai rappresentanti di circa 50 organizzazioni cristiane, buddiste, musulmane ed ebraiche in una dichiarazione congiunta rivolta ai 191 governi che partecipano al più grande trattato di disarmo a livello mondiale. L’appello, co-sponsorizzato dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), è stato lanciato durante le presentazioni della società civile alla Conferenza quinquennale di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT) che si è tenuta a New York City a fine aprile.

«Alziamo le nostre voci in nome dei comuni valori dell’umanità. Rifiutiamo l’immoralità di tenere in ostaggio intere popolazioni», afferma l’appello consegnato alle Nazioni Unite da Emily Welty, vice-moderatrice della Commissione delle Chiese per gli affari internazionali (CEC). «Non c’è motivo che giustifichi la continua esistenza [di armi nucleari], e tanto meno il loro utilizzo», Welty ha detto.

I firmatari, provenienti da Europa, Asia e Nord America, si impegnano per le loro rispettive comunità di fede ad una maggiore consapevolezza della natura disumana delle armi nucleari. Inoltre invitano i governi ad ascoltare le voci dei sopravvissuti alla bomba atomica e di avviare negoziati per vietare le armi nucleari.
Il 70° anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki incombe sopra la Conferenza Tnp di quest’anno. Nelle sessioni plenarie, in seminari e in una grande manifestazione pubblica, i superstiti degli attacchi atomici - la maggior parte dei quali sono ottuagenari - hanno ribadito le loro richieste di abolizione delle armi nucleari. Molti potrebbero non essere in grado di partecipare alla prossima Conferenza di riesame del NPT che si terrà nel 2020.

L’appello si intitola «Comunità di fede preoccupate per le conseguenze umanitarie delle armi nucleari» - ed è ultimo di una serie di dichiarazioni interreligiose che chiedono il divieto di armi nucleari per motivi umanitari.  (Da Riforma.it)

 Programma del CEC sulla Limitazione delle armi nucleari