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ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO                  

 

 

 


3 ottobre 2016

Lo scorso 28 settembre, nel corso di una consultazione su «Religione e sviluppo» convocata dal Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC), insieme ad Act Alliance, il segretario generale Olav Fykse Tveit, ha ricordato quanto le chiese e i gruppi umanitari debbano lavorare insieme per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dalle Nazioni Unite: «Le Nazioni Unite e alcuni governi stanno riconoscendo l’importante contributo che le religioni mondiali e le organizzazioni religiose stanno portando avanti in questi anni a sostegno delle iniziative mondiali per lo sviluppo», ha rilevato Tveit.

«Abbiamo capito che la religione può giocare ruoli sia positivi che negativi; noi siamo qui per arginare le influenze negative e promuovere le iniziative positive come dimostra il nostro impegno. Un’opportunità che in questa sede ci vede impegnati a discutere di questioni importanti e che il nostro impegno può strategicamente e significativamente contribuire risolvere».

Pauliina Parhiala, la direttora operativa della Act Alliance ha ricordato quanto i temi siano dirimenti: «quello delle disuguaglianze crescenti; la giustizia di genere; la salute; temi legati alla sessualità e alla riproduttività; la salvaguardia del Creato e dei diritti umani», nonché porre fine a «ogni forma di violenza per costruire fondamenta di pace».

Tveit ha concluso ricordando che «Il mondo sta cambiando inesorabilmente su tutti i fronti e il ruolo della religione è altresì in continua evoluzione. Con la differenza – ha chiosato Tveit – che il nostro impegno risiede nella missione di Dio; il Dio della vita lavorativa. Ecco perché il CEC ha intrapreso un pellegrinaggio per la giustizia e la pace. Attraverso questo, camminiamo con le nostre chiese membro, con tutte le persone di fede e di buona volontà; proprio per sensibilizzare e cercare di cambiare le ingiustizie nel mondo attraverso la nostra opera, quella che ci è stata indicata dal Signore».

Il CEC riconosce nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile un quadro politico importante di trasformazione, serio e utile per affrontare le cause che sono alla radice dei problemi del mondo: «che stanno abbassando la prospettiva di vita delle persone e danneggiando altresì la Creazione di Dio».

Battaglie difficili da portare avanti se per contribuirvi ci si trova «in una condizione di isolamento».

Per questo il cammino promosso dal CEC per la giustizia e la pace «è un’esperienza importante che sta dando i suoi frutti».

Traduzione del Comunicato stampa del CEC di Riforma.it

Programma del CEC: Testimonianza pubblica e diaconia