25 giugno 2015

La neo ricostituita Commissione di Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) ha cominciato a definire le linee principali dei suoi studi ecumenici e delle azioni comuni da realizzare dal 2015 alla prossima Assemblea del CEC nel 2020 

 

Riunita nel monastero Caraiman in Romania, la commissione di 49 membri ha deciso di concentrare il suo prossimo lavoro sui fondamenti teologici del programma centrale del CEC «il pellegrinaggio della giustizia e della pace», di proseguire i lavori sul dialogo e sulla scoperta di un terreno comune tra chiese per quanto riguarda la dottrina cristiana della Chiesa, di coordinare le consultazioni e i seminari dedicati a come le chiese si impegnano in processi di "discernimento morale" al momento di decidere le politiche che portano a un'azione su temi come il cambiamento climatico, la schiavitù, l'apartheid, la sessualità umana e le questioni della vita e della morte.

La Commissione intende inoltre incoraggiare le attività a lungo termine, la collaborazione con il Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani della Chiesa cattolica romana, per facilitare, per esempio, la preparazione annuale delle risorse per la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, e unendosi ad altri uffici del CEC e ad agenzie partner per svolgere attività legate al dialogo e alla cooperazione interreligiosa. Lavorerà anche con la rete ecumenica sulle disabilità (Ecumenical Disabilities Network) e con quella dei popoli indigeni (Ecumenical Network of Indigenous Peoples).

Moderatore della Commissione è la teologa britannica Rev. Dr. Susan Durber della Chiesa riformata unita nel Regno Unito. Nelle osservazioni sulla sessione nell’incontro di chiusura, ha detto ai componenti della commissione: «Sento che un vento nuovo sta soffiando».

Ha inoltre ricordato a loro e al personale, «La Chiesa è creazione di Dio, non nostra», sostenendo che è inutile nutrire ansia per le istituzioni religiose: «Superare la povertà - è qui la vera crisi!»

Riferendosi alla globalizzazione economica e culturale dei primi anni del 21 ° secolo, Durber ha posto la domanda: «Che cosa l'unità dei cristiani porta a un mondo che cerca di imporre un altro tipo di unità?» e ha proferito questa parola di rassicurazione: «Noi siamo quelli che possono permettersi di non essere in ansia, perché Cristo ha già fatto quello che riteniamo necessario sia fatto».

Pellegrinaggio in un mondo pluralistico

Un compito importante nel corso della riunione è stata la creazione di gruppi di lavoro per sorvegliare i progetti selezionati della commissione. Anche se i dettagli precisi saranno progettati da questi gruppi nelle riunioni successive, è emerso un ampio quadro degli obiettivi di Fede e Costituzione nella seconda metà di questo decennio.

Il gruppo di lavoro che si occupa specificatamente delle questioni che sostengono «il pellegrinaggio della giustizia e della pace» spera di promuovere il discorso sui fondamenti teologici del pellegrinaggio. Viene chiesto come il concetto e la pratica del pellegrinaggio possono essere vissuti in un'epoca multireligiosa, multiculturale e secolare, in particolare dalle minoranze e dalle chiese oppresse. Un altro tema che sarà affrontato è stato descritto come «responsabilità e speranza cristiana in un mondo frantumato». La crisi ambientale può essere esaminata sotto questo titolo, insieme alla giustizia e alla pace.

La Chiesa

Nella teologia cristiana, lo studio della dottrina della Chiesa è chiamato "ecclesiologia". Una serie di documenti di Fede e Costituzione hanno affrontato aspetti di ecclesiologia e di dialogo ecumenico, comprese le pubblicazioni: «Battesimo, Eucaristia, Ministero»; «La natura e lo scopo della Chiesa», «La natura e la missione della Chiesa» e «La Chiesa: Verso una visione comune». Continuano ad essere ricevute le risposte in relazione alle questioni poste da quest'ultimo documento; esse saranno analizzate insieme alla storia delle sfide e degli accordi derivanti da precedenti pubblicazioni. Continuerà ampiamente anche il dialogo tra chiese molto diverse tra loro.

Discernimento morale e le fonti dell’etica cristiana

Saranno organizzate consultazioni su come alcune chiese arrivano a decisioni morali, passando in rassegna casi storici di modifica delle posizioni sui problemi morali. Gli esempi proposti includono le politiche delle chiese sulla schiavitù, l'apartheid, l'aborto, il suicidio, l'eutanasia e l'ordinazione delle donne agli uffici del ministero.

Entro la prossima settimana, lo staff di Fede e Costituzione a Ginevra presenterà proposte di bilancio per l'anno fiscale 2016. I progetti consigliati verranno attivati in base alle risorse rese disponibili dal CEC e dai partner interessati.

Una eredità ecumenica

Il movimento Fede e Costituzione è stato costruito tra le chiese cristiane nei primi anni del 20° secolo ed è stato organizzato su scala globale durante la sua prima conferenza internazionale a Losanna, in Svizzera nel 1927. In quella sede i delegati di diverse chiese cristiane hanno 

proclamato che «Dio vuole l'unità» , e «per quanto noi possiamo giustificare l'inizio della discordia, ci rammarichiamo della sua continuazione».

Il Consiglio Ecumenico delle Chiese è nato dopo la seconda guerra mondiale in gran parte attraverso una fusione fra il movimento di Fede e Costituzione teologicamente orientato e quello di Vita e Azione la cui preoccupazione primaria riguardava le modalità pratiche con le quali le chiese avrebbero potuto agire insieme sui temi sociali e opporsi all'ingiustizia.

Inizialmente composta da ortodossi, chiese anglicane e protestanti, Fede e Costituzione ha continuato il suo lavoro come commissione del CEC e ora include chiese al di fuori dell'appartenenza formale al Consiglio Ecumenico delle Chiese. La Chiesa Cattolica Romana è diventata partecipante a pieno titolo dopo il Concilio Vaticano II degli anni ’60 e le Assemblee di Dio sono membro della commissione.