29 settembre 2015

Allo scopo di aumentare gli sforzi per supportare l’emergenza rifugiati una delegazione ecumenica ha incontrato i leader delle chiese ungheresi, rappresentanti del governo di Budapest e delle organizzazioni internazionali presenti nel Paese.

Lavorare nella nazione al centro della grande emergenza di questi mesi è considerata una priorità da pressoché tutte le organizzazioni ecclesiastiche europee.

Nell’occasione il pastore Olav Fykse Tveit, segretario del CEC, il Consiglio ecumenico delle chiese, ha ribadito come sia “assolutamente e criticamente necessario che tutti gli Stati europei si assumano la responsabilità di mettere in atto azioni a favore dei rifugiati per dar loro e alle loro famiglie una speranza di futuro. L’accoglienza non può essere lasciata soltanto ai Paesi in cui i migranti si trovano a transitare”.

Oltre a Tveit erano presenti Audeh Quawas della commissione affari internazionali del CEC, Doris Peschke, segretaria generale del CCME (Commissione europea delle chiese per i migranti), il pastore Alfredo Abad vice moderatore del CCME, Marianne Ejdersten, direttora della comunicazione del CEC.

Si sono svolti incontri con il vescovo Tamas Fabiny della chiesa luterana in Ungheria e vice presidente della federazione luterana mondiale, Bence Retvari, ministro delle risorse umane, il vescovo Andras Veres, presidente della conferenza cattolica dei vescovi, il pastore Istvan Szabo, presidente del sinodo della chiesa riformata di Ungheria, Dora Kanizsai, direttora del servizio rifugiati della chiesa riformata di Ungheria.

 

Riforma.it