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ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO                  

 

 

 


02 aprile 2017

Il 15 marzo, nel corso della 61a sessione annuale della Commissione delle Nazioni Unite sulla Condizione delle Donne (CSW), Donne ecumeniche (EW) hanno organizzato un evento di testimonianza pubblica nella Cappella Tillman presso il Church Center delle Nazioni Unite (CCUN) per mobilitare le comunità di fede e la società civile affinché lavorino insieme per porre fine alla violenza di genere.

EW è una alleanza internazionale di denominazioni religiose e organismi ecumenici riconosciuti dal Consiglio economico e sociale dell'ONU. EW condivide e supporta una missione e visione comune intesa a migliorare e rafforzare la collaborazione tra le chiese e le organizzazioni ecumeniche al fine di difendere e sostenere i diritti delle donne, in particolare nell’ambito della CSW.

I relatori alla manifestazione hanno testimoniato il valore sacro di donne e ragazze e hanno sottolineato l'urgenza del svolgere insieme le attività di advocacy.

Dionne P. Boissiere, cappellana del Church-Center e della EW, ha guidato la litania invitando i partecipanti a continuare il loro lavoro per la giustizia di genere, sottolineando l'importanza di lavorare insieme. “È il momento di fare un passo in avanti fino a quando la violenza di genere non sia estirpata”, ha detto.

Per Jillian Abballe, responsabile advocacy del Consiglio  ecumenico delle Chiese (CEC) presso l'Ufficio ecumenico delle Nazioni Unite (EUNO), "l'evento ha voluto dimostrare che nella storia recente non c'è un momento più urgente di oggi, in particolare per le comunità di fede e per le organizzazioni che promuovono la giustizia, per proseguire nella loro ormai lunga collaborazione nelle attività di advocacy”.

Scopo dell’atto di testimonianza pubblica collettiva è quello di rafforzare le rispettive comunità di ciascuna organizzazione e di dimostrare il reciproco impegno di porre fine alla violenza di genere in tutto il mondo.

Iva Carruthers, della Souls of Black Girls/Samuel Dewitt Proctor Conference, ha affermato: “Noi che crediamo nella libertà non possiamo fermarci a riposare finché non venga realizzata; ora dobbiamo denunciare ciò che accade a donne e ragazze del mondo intero, e non dobbiamo smettere fino a quando tutte siano veramente considerate come sacre. È assolutamente necessario – ha aggiunto – rimanere unite e solidali. Se non parliamo noi, grideranno le pietre”, citando la canzone per i dirittti civili “Ella’s song, Sweet Honey on the Rock”. 

Uno degli obiettivi di EW a CSW è di galvanizzare le comunità di fede, l'ONU e le sue agenzie, insieme con la società civile di riunirsi in un atto di solidarietà e di impegno comune, di appoggiare l’ Obiettivo # 5 per lo sviluppo sostenibile  “per l'eliminazione della discriminazione contro le donne e le ragazze; l’ empowerment delle donne; e la realizzazione della parità tra donne e uomini come partner e beneficiari di sviluppo, i diritti umani, l'azione umanitaria e la pace e la sicurezza.”

L’evento è stato supportato da UN Women,  dalla UN Interagency Task Force on Religion and Development  e dal Committee of Religious NGOs Faith and Feminism Working Group. 

Donne in rappresentanza di fedi e paesi di origine diversi hanno portato testimonianze personali per spiegare i motivi per cui si impegnano in iniziative volte a porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze.

Evon Idahosa, che è nigeriana e ha lavorato per 14 anni come avvocato a New York, ha fondato un gruppo interconfessionale di difesa denominato “Bring Back Ours Girls” a sostegno delle 276 ragazze che sono state rapite da Boko Haram mentre accedevano alla loro scuola in Nigeria.

Idahosa ha informato il gruppo circa il lavoro della sezione di New York di Bring Back Ours Girls. La sezione comprende circa 25 donne cristiane, musulmane, ebree, buddiste e di vocazione umanitaria. Organizzano sessioni comuni di preghiera e veglie, nonché  attività di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul caso, scrivendo lettere ai governi per chiedere la liberazione di queste ragazze.

 “Ogni donna ha una voce, questo dobbiamo dire a chi non ha voce, tutti i giorni ancora e ancora”, ha detto Idahosa. “Possiamo far ritornare queste ragazze”, ha aggiunto.

EW collabora con le chiese e le organizzazioni ecumeniche per sostenere i diritti delle donne e delle ragazze non solo in occasione della sessione annuale CSW, ma durante tutto l'anno essendo presente presso la sede delle Nazioni Unite a New York.

Links:

Programma del CEC: “Donne nella Chiesa e nella società

Ecumenical United Nations Office 

Ecumenical Women at the United Nations 

 Tags:  donne;   violenza di genere;  ONU