Agnes Abuom, moderatrice del Comitato Centrale del CEC

2 maggio 2016

Un viaggio del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) fa luce sul persistere del razzismo negli Stati Uniti. Anche e soprattutto all’interno delle comunità di fede

«Sapevamo che il razzismo è ancora un tema negli Stati Uniti, ma non ci aspettavamo di trovarlo così radicato, diffuso e pervasivo». È questo il commento, lapidario, di Agnes Abuom, moderatrice del Comitato Centrale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), al termine del viaggio che tra il 19 e il 25 aprile ha guidato i visitatori del CEC nelle città di Charleston (Sud Carolina), Ferguson (Missouri) e Chicago (Illinois).

«Siamo sfidati, letteralmente, come chiese, alla riflessione. Nel nostro viaggio abbiamo visto come anche all’interno della chiesa il muro della divisione razziale continui ad esistere. Le città sono divise lungo linee razziali, anche se confessiamo tutti nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo bisogno di ricostruire, ridisegnare e ripensare il nostro pensiero teologico», sono queste le conclusioni di Agnes Abuom, affidate a un video caricato su Youtube 

L’idea di un «viaggio di monitoraggio» negli Stati Uniti è nata a metà aprile a Washington, in occasione degli annuali Ecumenical Advocacy Days cui insieme alle diverse chiese, sigle e associazioni cristiane americane aveva preso parte anche il CEC. Il tema di quest’anno era, appunto, la giustizia razziale – «Lift Every Voice! – Racism, Class & Power» – anche in vista delle imminenti elezioni presidenziali. Sulla base di quest’incontro il CEC ha deciso di inviare suoi delegati nelle comunità americane più sensibili.

La prima tappa è stata l’Emanuel African Methodist Episcopal Church di Charleston, nota come «Mother Emanuel», dove il 17 giugno 2015, durante una serata di studio biblico, sono stati uccisi il pastore e otto membri di chiesa. Il ragazzo, bianco, che esplose i colpi di pistola era animato unicamente da odio razziale. Oggi, in quell’angolo di chiesa, non si è smesso di studiare la Bibbia. Le foto appese alla parete ricordano le vittime innocenti.

La seconda tappa è stata Ferguson, nella periferia di Saint Louis, nel Missouri, dove il 9 agosto 2014 Michael Brown, un ragazzo afro-americano fresco di maturità, venne ucciso da un’officiale di polizia a seguito di un diverbio. La morte di Michael scatenò veementi manifestazioni di piazza, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo, ma non ebbe alcun esito processuale per il poliziotto macchiatosi, qualunque sia stata la dinamica dell’«incidente», della morte di un innocente.

A Ferguson il team d’ascolto del CEC è stato accolto dal pastore Willis Johnson della Wellspring 

Church, appartenente all’Unione metodista. Johnson ha introdotto la delegazione alla sua comunità, ha condotto i visitatori sul luogo del delitto e nelle strade simbolo della rivolta della comunità nera. «Nonostante gli sforzi profusi in questi due anni – ha spiegato il pastore – il cambiamento è lento e graduale». Dal canto suo, il pastore Traci Blackmon della United Church of Christ ha denunciato al CEC la «mentalità da assedio» che vige nelle comunità di minoranza degli Stati Uniti, un senso di oppressione reso fisico della militarizzazione delle forze di polizia. «Non dobbiamo permettere a questo assedio di toglierci l’ossigeno, dobbiamo trovare il modo un modo per “collegare i puntini” delle chiese contro al razzismo». Michael Brown Senior, il padre del ragazzo ucciso, ha preso parte all’incontro.

Il 23 aprile, a Chicago, a dare il benvenuto ai visitatori CEC c’era il pastore Shanta Premawardhana, presidente del Seminary Consortium for Urban Pastoral Education. Nella città di Obama, le attività sono cominciate con il culto domenicale presso la Trinity United Church of Christ e sono culminate nella cena con gli attivisti ispanici della Lincoln United Methodist Church, da anni in prima linea per quanto concerne i diritti delle comunità immigrate. Il tour del CEC si è concluso il giorno dopo, con la partecipazione ad un incontro sulla giustizia razziale negli Stati Uniti organizzato presso l’Evangelical Lutheran Church in America.

Forte dell’esperienza e dei racconti raccolti oltre oceano, i membri della delegazione CEC in questi giorni stanno lavorando a un rapporto sullo stato della questione razziale negli Stati Uniti. Dati, risultati e riflessioni saranno inviati al Comitato Centrale del CEC prima che si riunisca a Trondheim, in Norvegia, nel mese giugno.

Riforma.it