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16 marzo 2016

Il Consiglio ecumenico delle chiese sostiene l’appello dell’Unicef

Nel quinto anniversario dell’inizio della guerra civile in Siria – scoppiata il 15 marzo 2011 – il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) ha annunciato il suo sostegno ad un appello congiunto promosso dal Consiglio norvegese per i rifugiati e dall'Unicef. Firmato da 102 agenzie umanitarie di tutto il mondo, il documento – breve ma incisivo – prende atto della positiva riapertura dei negoziati di pace a Ginevra e chiede con forza la riapertura del paese all'accesso umanitario internazionale.

«Nel momento in cui le parti in conflitto riprendono le trattative per concludere una guerra che entra nel suo sesto, terribile anno, si riscontra una rinnovata speranza di pace, la speranza che si ponga fine alle sofferenze di milioni di innocenti.

Due mesi fa le nostre organizzazioni sottoscrissero un appello per l'accesso urgente a tutti coloro che all'interno della Siria hanno un disperato bisogno d’aiuto: per la sospensione degli assedi; per la piena protezione dei civili. Oggi riscontriamo alcuni segnali incoraggianti. La cessazione delle ostilità ha consentito alle organizzazioni umanitarie di inviare più cibo e altri aiuti alle comunità bisognose. Ma l'accesso umanitario deve andare al di là di una sospensione temporanea di assedi e posti di blocco, deve consentire lo spostamento a sempre più convogli. L'accesso umanitario e la libertà di movimento dei civili in Siria devono essere sostenuti e incondizionati. Si dovrebbe prevedere l'accesso a tutte le persone bisognose, qualsiasi sia il percorso per raggiungerle.

Le parti in conflitto e i loro alleati internazionali devono d'ora in avanti garantire:

- Il pieno accesso agli operatori umanitari e ai medici in grado di valutare lo stato di salute dei civili in tutte le comunità e di curare coloro che sono malati e feriti, senza ostacoli o limitazioni.

- Il pieno accesso di tutti gli aiuti umanitari (tra cui forniture mediche, apparecchi chirurgici, farmaci nutrizionali) affinché raggiungano senza ostacoli coloro che hanno bisogno urgente, come previsto dal diritto internazionale.

- Il supporto ad un’urgente campagna nazionale d’immunizzazione per i bambini.

Si tratta di azioni concrete che potrebbero fare la differenza tra la vita e la morte. Tutte le parti in conflitto possono concordare su queste misure, ora. In questo modo, potranno fare un ulteriore passo verso la pace. La pace per la Siria. La pace che i siriani meritano così disperatamente».

Pubblicato ieri, 15 marzo, quest’ambizioso appello umanitario acquista maggior vigore alla luce della positiva congiuntura internazionale: negli stessi giorni in cui a Ginevra riprendono i colloqui di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite, il presidente Putin ha annunciato il parziale ritiro delle forze russe dal territorio siriano. Proprio in queste ore, ventisei convogli umanitari sono riusciti a raggiungere la provincia di Aleppo, consegnando aiuti ad almeno tredicimila famiglie.

Il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale CEC, ha dichiarato che la nuova speranza che si fa strada sulla fine del conflitto in Siria è legata a doppio filo agli urgenti bisogni di milioni di persone che per cinque anni hanno patito le sofferenze della guerra. «Dobbiamo cogliere l'opportunità per concentrarci sul benessere delle comunità, accompagnandole sulla via della giustizia e della pace».

Il documento originale in lingua inglese e la lista delle organizzazioni firmatarie sono disponibili sul sito dell’Unicef, a questo link

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