14 maggio 2016

Quando è il momento giusto per vietare una cosa molto brutta? Le nazioni si sono poste questa domanda quando hanno vietato la schiavitù, la tortura, le armi chimiche e altro ancora. Oltre un centinaio di governi e le organizzazioni della società civile, tra cui il Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC), stanno discutendo di nuovo la questione a un gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle armi nucleari. Il forum si riunirà tre volte nel 2016.

Una solida maggioranza, decisa a fare dei progressi dopo decenni di stallo e che include praticamente tutte le organizzazioni non governative presenti, chiede un'azione nel più breve tempo possibile. Molti, tra cui il CEC, sottolineano la necessità di un divieto legale esplicito. Olav Fykse Tveit, segretario generale del CEC, in un comunicato al gruppo ha osservato che recenti prove dell’effetto catastrofico delle armi nucleari “hanno riacceso la volontà della maggioranza di fare ciò che essa può fare- elaborare nuove leggi per colmare il vuoto giuridico sul problema delle armi nucleari"

Tuttavia, una solida minoranza di governi insiste nel sostenere che i trattati e rimedi esistenti sono sufficienti, anche se questi passi sono rimasti i sospeso per anni e non comprendono il divieto delle armi nucleari. Il dibattito è vivace e orientato a trovare soluzioni, ma, significativamente, i nove paesi che oggi posseggono le armi nucleari hanno scelto di non partecipare.

Il segretario generale del CEC ha detto che il successo su questo problema rimasto a lungo insoluto richiederà negoziati in buona fede, un obbligo giuridico fondamentale di tutti gli stati che venga stipulato nei trattati e nei casi giudiziari.

"La storia recente indicherebbe che i negoziati in buona fede sul disarmo nucleare siano diventati piuttosto scarsi. Alcuni forum sono in stallo a tempo indeterminato; altri non sono mai iniziati", ha detto Tveit. Questo gruppo di lavoro è "un'opportunità per interrompere questi schemi. È aperto a tutti, non può essere bloccato da nessuno e ha il compito di portare avanti un grande bene comune."

Le chiese membro e   i partner ecumenici dell’Ecumenical Peace Advocacy Network hanno contattato 15 governi in previsione della convocazione del gruppo di lavoro. Delegati ecumenici tra cui due membri della Commissione delle Chiese per gli affari internazionali del CEC, Anthony Adebayo dalla Nigeria e Stanley Noffsinger dagli Stati Uniti, hanno seguito i lavori del gruppo. "Le Chiese di ogni parte del mondo si attendono progressi sostanziali", ha detto Tveit.

In una dichiarazione interreligiosa, il CEC e Pax Christi International si sono uniti a buddisti, musulmani, indù nel chiedere a tutti i governi di adempiere al loro obbligo di negoziare in buona fede il percorso da compiere per pervenire al disarmo nucleare. Le armi nucleari sono l'unica arma di distruzione di massa che non sono state messe al bando.

Alcuni gruppi di Stati e la Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari, che comprende il CEC, propongono trattative per bandire le armi nucleari già dal prossimo anno. Il gruppo di lavoro ha il compito di identificare "misure giuridiche concrete e efficaci" necessarie per liberare il mondo dalle armi nucleari. Esso ha ricevuto il mandato di presentare le sue conclusioni all'Assemblea generale delle Nazioni Unite di quest'anno.

Progetto del CEC “Le Chiese impegnate per il controllo delle armi nucleari