Il Regno

Trinità di Rublev

 

Andrej Rublëv
Icona della Trinità
, 1410 circa

 

Il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui... (Gen 18,1ss.)


notizie ed iniziative sulla celebrazione dell'anniversario della Riforma


DAL MONDO DELL'ECUMENISMO *

* in collaborazione con Il Regno


DAL CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE


Francia – Chiesa protestante verso una nuova confessione di fede

Dopo aver vissuto un processo di unione tra le Chiese luterana e riformata, i protestanti francesi stanno elaborando, attraverso un processo sinodale che coinvolge tutte le parrocchie e le Chiese locali, una nuova Dichiarazione di fede per la neo-costituita Chiesa protestante unita di Francia. La confessione di fede enuncerà in un linguaggio semplice le convinzioni fondamentali che tutti i protestanti condividono; il processo condurrà attraverso tappe successive al Sinodo nazionale del 2017, che sarà dedicato al 500° della Riforma. Da gennaio fino alla fine di maggio 2016, le comunità lavorano su un dossier apparso sulla rivista Ressources e sul sito: http://www.eglise-protestante-unie-car.org/

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Sinodo panortodosso – Voci critiche

Il 1° marzo l’agenzia di stampa cattolica tedesca KNA riferisce della proposta del metropolita Athanasios Nikolaou di Limassol (Cipro), d’aprire immediatamente un dibattito on-line sul prossimo Sinodo panortodosso, che si terrà a Creta dal 18 al 27 giugno. Le due settimane prefissate, infatti, sarebbero a suo dire troppo brevi per garantire una discussione approfondita sui temi prescelti. Il vescovo poi critica il fatto che a votare saranno le Chiese nazionali e non i vescovi, rendendo «ornamenti senza senso» i voti di 14 patriarchi e andando contro la tradizione precedente. Viene inoltre bocciato il modello di ecumenismo, poiché con «eretici e scismatici» (le altre confessioni cristiane) non ci dovrebbe essere dialogo. Il vescovo Athanasios, che è stato monaco del Monte Athos dal 1980 al 1993 e capo del governo della Repubblica monastica dal 1991 al 1993 prima di essere eletto vescovo a Limassol, rappresenta l’ala ultra-conservatrice dell’ortodossia.

Italia – Muore Domenico Maselli

Viene a mancare il 4 marzo a Lucca, a 82 anni, Domenico Maselli. Figura di spicco dell’evangelismo italiano, esponente delle Chiese libere e pastore della Chiesa valdese di Lucca, ha saputo coniugare l’esperienza teologica e spirituale dell’evangelismo del Risveglio e delle Chiese protestanti storiche. Docente di Storia del cristianesimo all’Università di Firenze, parlamentare dal 1994 al 2001, Maselli è stato presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI) dal 2006 al 2009.

Francesco – Tavola valdese

«È stato un incontro improntato alla fraternità e all’autenticità nello stile a cui papa Francesco ci ha abituati». Così il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, descrive (NEV 9.3.2016) l’udienza del 5 marzo in Vaticano, per la prima volta nella storia, tra il papa e una delegazione ufficiale delle Chiese metodiste e valdesi. «È stato un incontro che ha incoraggiato tutti quanti a proseguire sulla strada della collaborazione e della comunione tra le nostre Chiese, nonostante le diversità, e a volte anche le divergenze, che ci contraddistinguono. In particolare sono emerse due aree di collaborazione. La prima è la missione della Chiesa in un mondo sempre più secolarizzato e lontano dall’Evangelo, una missione che si deve caratterizzare con linguaggi nuovi, senza intenti proselitistici ma nello spirito della libera testimonianza in Cristo. In secondo luogo, una collaborazione nel servizio al mondo e alla società, quella che noi chiamiamo diaconia. Abbiamo anche parlato della grande tragedia dei profughi e dell’immigrazione che interroga il nostro continente europeo e naturalmente anche le nostre Chiese». Nella conversazione vengono citati i corridoi umanitari promossi dalla FCEI, dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Tavola valdese, e che hanno recentemente portato in Italia, legalmente e in sicurezza, 97 persone considerate particolarmente vulnerabili.

Bruxelles – Attacchi terroristici del 22 marzo

I rappresentanti delle Chiese evangeliche europee e degli organismi ecumenici internazionali condannano gli attacchi terroristici che hanno colpito Bruxelles il 22 marzo. Cordoglio e vicinanza alle vittime giunge da Heikki Huttunen, segretario generale della Conferenza delle Chiese europee (KEK), l’organismo ecumenico continentale che ha sede proprio nel centro di Bruxelles: «Come abitanti di Bruxelles e d’Europa, nel ricercare guarigione da questi atti di violenza, dobbiamo ritrovare di nuovo la nostra via e contribuire insieme alla costruzione di società dove ognuno possa sentirsi al sicuro e contribuire al bene comune». Da Ginevra giunge un messaggio del pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC), che rileva come gli attacchi terroristici danneggino la causa di chi cerca di scappare da un Medio Oriente devastato dalla guerra per raggiungere l’Europa. I responsabili della Divisione europea della Chiesa avventista, in un comunicato stampa diffuso da Notizie avventiste esprimono «ferma e incondizionata condanna di tutti gli atti di terrorismo. Nessuna religione è responsabile del terrorismo. Le persone sono responsabili della violenza e del terrorismo».

KEK e CEC – Reinsediamento dei rifugiati in Europa

La Commissione ecclesiale per i migranti in Europa (CCME), la Conferenza delle Chiese europee (KEK) e il Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) inviano una lettera alle proprie Chiese membro e organizzazioni partner (22 marzo), per incoraggiarle a esercitare una maggior pressione presso i rispettivi governi e parlamenti nazionali, per ottenere un numero più elevato di reinsediamenti (resettlement) di rifugiati nelle prossime settimane. «Il reinsediamento è definito come il trasferimento di rifugiati da uno stato dove hanno trovato protezione in una fase iniziale, ma non definitiva, a un terzo stato che ha acconsentito ad ammetterli come rifugiati e ad assicurare loro uno statuto di protezione legale, con la possibilità di acquisire in futuro la cittadinanza». CCME e KEK, insieme agli organismi ecumenici Eurodiaconia, EU-CORD e ACT Alliance, il 17 maggio in una lettera mandata ai governanti e alle istituzioni dell’Unione Europea avevano ricordato loro gli obblighi derivanti dal diritto internazionale, e ribadito l’importanza dell’istituzione di «passaggi sicuri» per i profughi, di programmi di ingresso con visti umanitari e di ricollocamenti dei rifugiati all’interno dell’UE, vedendo in questo approccio l’unica possibilità per salvare vite e per evitare di continuare ad alimentare gli affari dei trafficanti di uomini.

Dialogo anglicani-cattolici – 50 anni

Il primo storico incontro ufficiale tra un papa e un arcivescovo di Canterbury dai tempi della Riforma ebbe luogo il 22 maggio 1966 con il saluto e lo scambio di doni tra Paolo VI e Michael Ramsey nella cappella Sistina. L’incontro preparò la strada all’istituzione della Commissione anglicana - cattolica romana (ARCIC), che da allora ha portato avanti il dialogo teologico tra le due confessioni, e lo stesso giorno vide la fondazione il Centro anglicano di Roma. Il 22 maggio l’occasione viene commemorata con una celebrazione a Londra, mentre il 5 e 6 ottobre sarà rievocata con un convegno presso il Centro anglicano.

Daniela Sala