Il Regno

Trinità di Rublev

 

Andrej Rublëv
Icona della Trinità
, 1410 circa

 

Il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui... (Gen 18,1ss.)


notizie ed iniziative sulla celebrazione dell'anniversario della Riforma


DAL MONDO DELL'ECUMENISMO *

* in collaborazione con Il Regno


DAL CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE


Sinodo valdese – Documento sulla famiglia

Il Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi, che si tiene annualmente a Torre Pellice, si svolge quest’anno dal 16 al 31 agosto e tra gli altri importanti adempimenti elegge il nuovo moderatore della Tavola valdese nella persona di Eugenio Bernardini, che era stato vice moderatore dal 2005 al 2010. Il pastore Bernardini, 58 anni, sposato e padre di tre figli, succede alla pastora Maria Bonafede, che era stata la prima donna a ricoprire questo incarico.
Durante i lavori sinodali l’assemblea avvia una riflessione pluriennale sui nuovi modelli di famiglia esaminando un documento elaborato dalla commissione «Famiglia, matrimonio e coppie di fatto» sotto il coordinamento del pastore Paolo Ribet. Nel testo proposto al Sinodo, come riporta l’agenzia NEV (5.9.2012), le varie forme familiari sono proposte come tutte «ugualmente significative»: «Le “nuove famiglie” non possono stare simbolicamente ai margini del modello prototipico, definite cioè in base alle mancanze rispetto al modello nucleare composto da padre, madre e figli». Secondo il documento, che ora verrà mandato alle Chiese locali per la valutazione, il matrimonio - che secondo la tradizione protestante non è un sacramento - non è un prerequisito indispensabile alla famiglia. «Non esiste un concetto statico e immutabile di matrimonio, né un nesso imprescindibile tra famiglia e matrimonio o tra famiglia e filiazione». L’ultimo documento ufficiale della Chiesa valdese sul matrimonio risale al 1971 e fu adottato a ridosso della legge italiana sul divorzio, mentre nel 2010 il Sinodo ha concesso alle Chiese locali la facoltà di procedere alla benedizione ecclesiale del legame di coppie omosessuali (cf. Regno-att. 16,2010,514). Sulle Chiese valdesi e metodiste in Italia cf. anche in questo numero a p. 528.

India – Chiese e dalit

A New Delhi oltre 5.000 cristiani il 1° agosto partecipano a una marcia e a un sit-in di 5 ore davanti al Parlamento per chiedere la fine della decennale discriminazione nei confronti dei dalit cristiani. La protesta è organizzata dal Consiglio nazionale dei dalit cristiani, con l’appoggio della Chiesa cattolica e del Consiglio nazionale delle Chiese in India (NCCI), che rappresenta 30 Chiese ortodosse e protestanti. «Il governo ci sta crocifiggendo», dice mons. Malayappan Chinnappa, vescovo cattolico dalit di Madras, in un discorso ai partecipanti al sit-in e alla presenza di una dozzina di vescovi, membri del Parlamento e leader ecclesiali.

Morte di Abuna Paulos

Il patriarca della Chiesa ortodossa etiopica, sua santità Abuna Paulos, muore il 16 agosto ad Addis Abeba all’età di 76 anni in seguito a un infarto. Patriarca dal 1992, aveva promosso senza sosta sia nel suo paese sia a livello internazionale le cause del dialogo tra le fedi, della protezione dei rifugiati e della lotta contro l’HIV/AIDS. Oltre a guidare per 20 anni la Chiesa ortodossa etiopica Tewahedo, che conta più di 40 milioni di membri, Abuna Paulos ha prestato servizio nel Comitato centrale del CEC e nella commissione teologica Fede e costituzione. La sua intensa attività di promozione umana e sociale dei più diseredati gli è valsa prestigiosi riconoscimenti internazionali, come il premio Nansen per l’Africa dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e il premio «Vision for generations» per la sua ventennale leadership della lotta contro l’HIV/AIDS in Etiopia. La sua scomparsa avviene apoca distanza dalla morte del presidente etiope Meles Zenawi, che era a sua volta al potere da un ventennio, e che scompare il 21 agosto.

Russia e Polonia – Riconciliazione

Il 17 agosto, nel corso della prima visita mai compiuta da un patriarca di Mosca in Polonia (16-19 agosto), il presidente della Conferenza episcopale polacca card. Józef Michalik e il patriarca della Chiesa ortodossa russa Cirillo firmano un documento congiunto intitolato Alle nazioni russa e polacca (cf. Regno-doc. 15,2012,504). Esso intende inaugurare un cammino di riconciliazione tra due popoli aspramente divisi dalle vicende storiche e di riavvicinamento tra due confessioni cristiane separate. Insieme prefigura un impegno comune per l’evangelizzazione e per la difesa dei valori tradizionali minacciati dal secolarismo. Un mese prima, il 15 luglio, Cirillo aveva consacrato una nuova Chiesa a Katyn nelle vicinanze della foresta dove migliaia di ufficiali polacchi furono giustiziati dalla polizia segreta di Stalin nel 1940. Ricordando insieme le migliaia di russi che vi erano stati massacrati, molti dei quali a motivo della fede, Cirillo ha auspicato che il luogo possa diventare un simbolo di rappacificazione tra russi e polacchi.

Russia – La Chiesa e le Pussy Riot

Il 17 agosto un tribunale di Mosca giudica tre giovani donne appartenenti al gruppo punk femminista Pussy Riot colpevole di «teppismo motivato da odio religioso » per un’esibizione provocatoria tenuta nella cattedrale di Mosca lo scorso febbraio, e le condanna a due anni di colonia penale.  Il gruppo aveva inscenato una «preghiera punk» contro il presidente Vladimir Putin e contro il patriarca Cirillo. La sentenza divide la Russia e la stessa ortodossia russa, e solleva nel resto del mondo un movimento di sostegno alle Pussy Riot e alla libertà d’espressione.  Qualche ora dopo la sentenza una dichiarazione ufficiale del Patriarcato di Mosca afferma che le azioni delle Pussy Riot nella cattedrale di Cristo salvatore sono state «blasfeme e sacrileghe, l’abuso intenzionale di un santuario e una manifestazione di volgare ostilità nei confronti di milioni di persone e dei loro sentimenti». Cf., per il contesto, Regno-att. 14,2012,446.

CEC – Comitato centrale

È ospitato presso l’Accademia ortodossa di Creta a Kolympari (Grecia) il Comitato centrale del CEC, che si riunisce dal 30 agosto al 5 settembre. Il tema dominante nell’agenda dei lavori è la X Assemblea, che si terrà a Busan in Corea del Sud nell’autunno del prossimo anno. Durante i lavori viene presentata una bozza di documento sull’unità che dovrà essere approvata dall’Assemblea di Busan, così come il «documento di convergenza» La Chiesa: verso una visione comune (cf. Regno-att. 14,2012,485), e la dichiarazione Insieme verso la vita: missione ed evangelizzazione nei paesaggi che cambiano, che costituisce la prima presa di posizione ecumenica sulla missione dal 1982. Pochi giorni prima dell’apertura dei lavori prende servizio come nuova vicesegretario del CEC una donna, la teologa africana Isabel Apawo Phiri. Originaria del Malawi, è stata decano della Facoltà di religione, filosofia e studi classici, nonché direttore del Centro per la teologia costruttiva dell’Università di KwaZulu Natal, Pietermaritzburg (Sudafrica). Esperta di teologia africana femminile, avrà tra i suoi compiti al CEC la direzione del settore riferito alla testimonianza pubblica e alla diaconia, con particolare riguardo al rafforzamento delle relazioni tra le Chiese membro del CEC e le organizzazioni ecumeniche.