24 febbraio 2017

“La Riforma non è solo un evento storico, bensì un principio, un processo, un atteggiamento”. È questa la chiave di lettura che il pastore Jörg Lauster dell’Università di Monaco di Baviera, intervenuto ieri a Venezia presso la Facoltà teologica del Triveneto, ha voluto dare alla Riforma di Lutero. La Riforma, cioè, è “un atteggiamento aperto alle varie manifestazioni dello spirito nella chiesa, nella storia umana, nella cultura e nella natura, un atteggiamento che viene da un coraggio instancabile e una fiducia profonda che Dio stesso guida e accompagna la nostra storia”, ha detto il teologo intervenuto alla giornata di studio La nozione di ‘riforma’ e il presente come ‘tempo di riforma’, promossa dall’Istituto di studi ecumenici “San Bernardino” nell’ambito del progetto “A 500 anni dalla Riforma protestante.  Ripensare l’evento, viverlo ecumenicamente”.

Per Lauster la riforma della chiesa è dovere permanente del cristianesimo: “ecclesia semper reformanda – la riforma non finisce mai”. Pertanto, come riporta l’Agenzia SIR, secondo Lauster “l’anniversario della Riforma dà la possibilità di riflettere sul significato della stessa per tutta la cristianità”. E relativamente alle fratture venutesi a creare nell’arco della storia, il pastore luterano ha osservato: “La perdita dell’unità dei cristiani è una cosa triste, ma alla fine necessaria: è il risultato essenziale di quella protesta eterna che sorge in modo permanente nella storia del cristianesimo. La varietà di denominazioni pervade il cristianesimo dai suoi inizi, la Riforma non è quindi l’unica separazione, ma quella più profonda per la cristianità occidentale”.

“Con la diversità confessionale – ha proseguito Lauster – abbiamo uno specchio in cui vediamo quello che manca nella realizzazione del cristianesimo, sia protestante, cattolica o ortodossa, e che deve necessariamente mancare”. Per il pastore, “il cristianesimo è più della nostra storia. È per questo che la Riforma è di tutti”.

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