Cattedrale di Trento lato setentrionale

8 novembre 2016

A Trento dal 16 al 18 novembre 2016, organizzato dall’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso (UNEDI)  della Conferenza episcopale italiana (CEI) in collaborazione con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), si svolgerà il convegno dal titolo: "Cattolici e protestanti a 500 anni dalla Riforma. Uno sguardo comune sull’oggi e sul domani". Il convegno fa parte degli appuntamenti ecumenici in vista del 500° anniversario della Riforma protestante

Il programma prevede tre ambiti principali di riflessione sui quali si alterneranno oratori protestanti e cattolici: la conoscenza delle diverse chiese protestanti, dei nodi teologici del dialogo ecumenico e dell’esperienza di riconciliazione delle memorie che viene dal dialogo ebraico cristiano; le sfide che la società di oggi propone, dal pluralismo religioso alla post-secolarizzazione alla diaconia ecumenica che in questi mesi si è caratterizzata, per esempio, nel progetto dei corridoi umanitari; infine, le prospettive del dialogo tra cattolici e protestanti. Le conclusioni del convegno saranno affidate al pastore Luca Maria Negro, presidente della FCEI, e a don Cristiano Bettega, direttore dell’UNEDI.

Due altri momenti caratterizzeranno il convegno: una preghiera ecumenica e un percorso musicale dal titolo: Celebrate il Signore, esaltiamo insieme il suo nome. Percorsi musicali tra protestantesimo e cattolicesimo alla ricerca dei moltissimi spazi comuni, curato dal musicologo valdese Nicola Sfredda e da Paolo Delama dell’ufficio di musica sacra dell’Arcidiocesi di Trento. I due eventi si terranno rispettivamente presso la cattedrale e la basilica di Santa Maria Maggiore, due luoghi simbolo del Concilio di Trento che nel XVI secolo sancì la condanna cattolica della teologia protestante. Come ha più volte precisato don Bettega, “una scelta simbolica per testimoniare il rinnovato impegno ecumenico del nostro presente”.

Giuseppe Platone ha intervistato in merito al Convegno di Trento il pastore Heiner Bludau, decano della Chiesa  luterana d’Italia.

L’intervista è stata pubblicata su Riforma col titolo molto significativo: "Fra Lund e Trento, per uno sguardo nuovo sulla storia".

Dopo aver parlato della continuità fra Lund e Trento l’intervistatore affronta il problema ecumenico del pericolo di un cammino esclusivo fra cattolici e luterani ad esclusione degli altri protestanti:

«Il cammino dei cristiani verso l’unità nella diversità ha ricevuto a Lund un nuovo energico impulso. Ma non si rischia di imboccare un ecumenismo bilaterale, limitato al mondo luterano e cattolico? Gli «altri» protestanti, su questo cammino, sono rimasti indietro?»

Bludau risponde: «È proprio quest’aspetto che mi rende contento, ovvero che subito dopo Lund si tenga il Convegno ecumenico di Trento. È vero: papa Francesco si è incontrato con i luterani. E come è stato sottolineato spesso nei commenti su quest’evento, c’è una storia particolare di cinquant’anni che ha portato a quest’incontro. C’è il Consenso sulla dottrina della giustificazione del 1999, c’è il documento Dal conflitto alla comunione del 2013, c’è addirittura una liturgia comune per commemorare insieme la Riforma nel 2017, non solo a Lund ma dappertutto. Ma è anche vero che c’è la Concordia di Leuenberg tra luterani e riformati, siamo membri insieme con i valdesi e i metodisti della Comunione di Chiese protestanti in Europa (i battisti ne fanno parte come ospiti), che significa piena comunione tra di noi. Condividiamo la stessa Santa Cena ed è anche possibile che pastore e pastori di una confessione possano servire in una comunità di un’altra confessione senza problemi. E di questo potrei citare vari esempi concreti, perfino all’interno della nostra chiesa, perché a Milano una comunità riformata fa parte della Chiesa luterana. Quindi non si tratta solo di un contatto superficiale tra di noi, si tratta di un’unione teologica, anche se viviamo in strutture diverse. E anche con le altre chiese protestanti siamo legati tramite una comune interpretazione della fede cristiana, appunto quella protestante.

Dopo Lund dobbiamo riflettere su tutto questo, e dobbiamo farlo insieme, insieme anche con la Chiesa cattolica romana. Perché, infatti, non siamo indipendenti. Nella grande famiglia cristiana ci sono legami complessi. Come in tutte le grandi famiglie umane ci sono i fenomeni di prudenza e di gelosia, ci sono delle ferite anche gravi da rimarginare, ma spero che ci sia soprattutto amore. Dobbiamo incontrarci e parlare apertamente e chiaramente, e per questo il Convegno di Trento si prospetta come un’ottima occasione. Inoltre un buon esempio di tale prassi ecumenica complessiva per me è stato il momento, durante l’ultima sessione del Segretariato attività ecumeniche (Sae) in estate ad Assisi, quando abbiamo pregato tutti insieme con la preghiera comune cattolica-luterana, con la partecipazione di tutte le altre chiese protestanti presenti».