22 novembre 2016

Il convegno sul cinquecentenario della Riforma, organizzato dall’Ufficio Ecumenismo della Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia tra mercoledì 16 e venerdì 18 novembre 2016, a Trento, è stato molto ricco e coinvolgente.

Il tono della tre giorni è stato dato all’inizio da due teologhe: a partire dal passo di 2Cor 5,14-20, Anna Maffei, pastora battista a Milano, ha ricordato che è l’amore di Cristo che costringe, spinge, possiede; Marinella Perroni, insegnante di Nuovo Testamento al Sant’Anselmo di Roma, si è invece soffermata sul ministero apostolico come diaconia della riconciliazione.

La tavola rotonda “Un tronco, molti rami” ha permesso di ascoltare da diverse voci evangeliche – il decano luterano Heiner Bludau, il pastore valdese Pawel Gajewski, e poi Carmine Napolitano, preside della Facoltà Pentecostale di Scienze religiose, Davide Romano, pastore avventista, e il pastore battista Raffaele Volpe –, sollecitate da Riccardo Burigana, docente all’Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino di Venezia, cosa significhi essere evangelici, oggi, in Italia, e come le singole denominazioni si inseriscano nel processo ecumenico.

In serata, un concerto appassionante, introdotto dal saluto e dalla testimonianza del cardinal Walter Kasper, già presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, ha condotto alla ricerca dei legami che la tradizione cattolica e quella protestante hanno mantenuto attraverso la musica.

Il secondo giorno s’è aperto con la riflessione del pastore luterano Markus Friedrich, che ha preso spunto dalla recente esperienza con i giovani confermandi per offrire nuove interessanti indicazioni sulla modalità di trasmissione della fede.

Il decano della Facoltà Valdese di Teologia, Fulvio Ferrario, ha affrontato con Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, i nodi teologici del dialogo ecumenico: Parola di Dio e rivelazione, antropologia ed etica; proselitismo; donne e ministero ordinato; ecclesiologia.

Daniele Garrone, professore alla Facoltà Valdese di Teologia, e Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione per l’Ecumenismo e il dialogo della CEI, hanno presentato il dialogo ebraico-cristiano come esperienza di riconciliazione delle memorie.

Di ecumenismo tra nuovo pluralismo e post-secolarizzazione si sono occupati lo storico Alberto Melloni e il politologo Paolo Naso, mentre la pastora valdese Maria Bonafede ha raccontato insieme a Marco Gnavi, della Comunità di Sant’Egidio, l’ecumenismo della carità incarnato nell’iniziativa dei Corridoi Umanitari.

Emozionante ritrovarsi la sera nel duomo di Trento, lì dove il Concilio del XVI secolo sancì la frattura fra cattolicesimo e protestantesimo, e in quello stesso luogo poter pregare insieme, evangelici e cattolici, chiedere perdono insieme, ringraziare insieme, insieme spezzare un grande pane tondo, anticipazione di quella mensa condivisa di cui sentiamo nostalgia pungente.

E proprio di scandalo della divisione davanti al corpo lacerato di Cristo ha parlato Guido Dotti, monaco di Bose, in apertura della giornata di venerdì, che è proseguita con gli interventi di Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese, e Angelo Maffeis, professore alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Trattando il difficile tema delle prospettive del dialogo tra protestanti e cattolici, la discussione ha toccato il consenso teologico differenziato e differenziante; le sfide che ci vengono dal cambiamento della scena religiosa, caratterizzata da un pluralismo confessionale e religioso inedito; la preoccupazione per la trasmissione della fede alle nuove generazioni, che non può essere se non ecumenica; l’urgenza dei temi di giustizia-pace-salvaguardia del creato.

Per affrontarli, oltre a continuare il dialogo e a curare la formazione ecumenica dentro le nostre comunità, è stata avanzata la proposta di una struttura leggera di coordinamento delle diverse chiese.

Luca Negro, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, e Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il dialogo della CEI, nelle conclusioni di questo convegno ben riuscito ne hanno evidenziato il clima di grande fraternità e sororità, e si sono impegnati a prepararne uno altrettanto interessante per l’anno prossimo, in cui coinvolgere anche la parte ortodossa, senza la quale il panorama ecumenico non è completo.

Elza Ferrario

 

Per approfondire:

http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=82866&rifi=guest&rifp=guest, dove si stanno rendendo via via disponibili i testi delle relazioni in sala.