S.A.E. - Gruppo di Rovereto |
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A Rovereto, cittadina di circa 35.000 abitanti situata in provincia di Trento, ricca di iniziative culturali e sociali, il fervore ecumenico è vivo fin dagli anni ’70. Un piccolo gruppo di amici si riuniva nelle case dell’uno o dell’altro alternativamente, per leggere e meditare insieme la Parola di Dio, per studiare insieme i documenti espressi dal Concilio Vaticano II, per raccogliersi in preghiera. Mancava l’interlocutore di altra confessione, anche se il Concilio stimolava a prendere comunque coscienza delle diversità. Presenziava talvolta alle riunioni del gruppo il delegato diocesano per l’ecumenismo, il carissimo e compianto Silvio Franch, che già spingeva lo sguardo anche verso il mondo ortodosso. Al nostro arrivo a Rovereto, nell’autunno del 1970, mio marito ed io fummo ben presto chiamati a far parte del gruppo e da quel momento si formò un sodalizio che dura tuttora. Più o meno in quello stesso periodo, arrivò a Rovereto per tenere una conferenza Maria Vingiani, a noi del tutto sconosciuta: ma il tema della conferenza, chiaramente ecumenico, ci attirò e decidemmo subito di andare ad ascoltare. Con nostro stupore e con grande gioia, sentimmo che la relatrice citava nomi di pastori e amici evangelici a noi noti, in un linguaggio piuttosto nuovo per l’epoca benché a noi familiare. Al termine ci presentammo, e la piccola, vivace relatrice, accogliendoci con fraterna simpatia, ci parlò del SAE e delle sessioni estive di formazione ecumenica alla Mendola, splendido passo montano a breve distanza da Rovereto. Avremmo desiderato associarci subito: purtroppo non fu lì per lì possibile perché lo Statuto di allora prevedeva solo soci cattolici, ma l’attesa fu breve e ben presto lo Statuto fu modificato. Tutti, e più di tutti Maria Vingiani, desideravano accogliere in pienezza i fratelli di diversa confessione, evangelici ovvero ortodossi, “a partire dal dialogo ebraico cristiano”. I Fratelli ebrei: “le radici che ci portano”(Rom. 11). L’Associazione si sarebbe poi aperta anche al dialogo interreligioso. Qualche tempo dopo ci recammo ad una sessione estiva del SAE e vivemmo un periodo intenso di fraternità, di apprendimento, di preghiera: una prima esperienza indimenticabile, cui ne seguirono molte altre nel corso delle successive estati ed ai bellissimi convegno primaverili, nelle più suggestive località d’Italia. Fu così che ben presto ci venne voglia di formare anche a Rovereto un gruppo SAE. Alcuni amici del Gruppo ecumenico locale accettarono l’idea con entusiasmo e si fecero soci. Da quel momento il “sodalizio” si allargò e a tutt’oggi lavoriamo insieme. Si susseguirono numerose iniziative e attività. Il &° convegno SAE del Triveneto, abitualmente a Mestre e giunto oggi alla sua 87° edizione, si svolse a Rovereto: vi parteciparono anche l’indimenticabile Don Germano Pattaro e i carissimi coniugi Quattrin. Maria Vingiani venne più di una volta a Rovereto e già nel 1985, alla mitica “Sala degli Specchi” di Palazzo Rosmini presentò insieme al Pastore Renzo Bertalot la traduzione interconfessionale in lingua corrente della Bibbia (LDC-ABU) uscita proprio in quell’anno, primo fortissimo strumento di unità fra credenti di diversa confessione. L’attività ecumenica a Rovereto ebbe momenti molto forti, ma fu soprattutto un cammino modesto, costante, che passò attraverso scuole, parrocchie, pubbliche relazioni di grandi eventi internazionali (Basilea e Graz, Seoul, Canberra, Augusta con lo storico “Consenso cattolico-luterano sulla dottrina della giustificazione”, Strasburgo con la firma della “Charta Oecumenica”) o nazionali (come il documento sui “Matrimoni Interconfessionali”) incontri di preghiera e celebrazioni, trasmissioni radiofoniche e televisive. Un vissuto ecumenico nella fraternità, nella gioia come nel dolore, nella ferialità come nella festa. Dunque la fusione di due realtà, il Gruppo Ecumenico locale e il SAE, in piena comunione di intenti, di fede, di operosità condivisa. Il programma dell’anno? Quello di ogni anno, ossia dei momenti forti, un umile studio dei testi biblici (stiamo quest’anno terminando la Lettera agli Ebrei), presentati a turno da uno di noi e poi seguiti da riflessioni e attualizzazioni cui partecipano tutti. Talvolta ai testi biblici, che comunque costituiscono la base del nostro lavoro, si è alternato lo studio di un documento particolarmente importante, di un’enciclica, di un evento speciale. Si è per questo presentata la videocassetta “Marco a Roma” registrata ai mercati Traianei di Roma nel 2000 e offertaci dalla società biblica in Italia. Nulla di grandioso né di eccezionale: ma non è forse eccezionale, oggi come ieri e sempre, la Parola di Dio? E su quella Parola si fonda la nostra comunione, la nostra opera, la nostra speranza. La
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